Giovedì, 15 Aprile 2021

Canone tv, nelle casse della Rai meno soldi di quanto davvero paghiamo

Viale Mazzini incassa circa l'83% del gettito proveniente dall'imposta, ma nonostante i soldi recuperati dall'evasione la raccolta è inferiore al 2013. A dare i numeri è l'ad Fabrizio Salini: "Ogni cittadino paga 20 centesimi al giorno per avere l'offerta editoriale più ampia d'Europa. Tutto, o quasi, al massimo livello"

Foto di repertorio

Viale Mazzini incassa circa l’83% del gettito proveniente dal Canone Rai. E la raccolta, in termine di risorse, è inferiore a quella del 2013, quando però l’imposta era ben più alta: 113,5 euro contro i 90 di oggi. Nonostante i soldi recuperati dall’evasione, la Rai dunque ha meno risorse rispetto a sei anni fa. Secondo l’ad Salini, che oggi ha parlato davanti alla commissione parlamentare di Vigilanza Rai, "l'inserimento del canone in bolletta non ha portato ad alcun extra gettito per Rai. L'extra gettito, sostanzialmente, non esiste". 

Non tutti i soldi del canone finiscono alla Rai

Come è possibile tutto questo? "Semplice - argomenta l'amministratore delegato - in primo luogo grazie al meritorio abbassamento dell'importo unitario che ha portato gli utenti a pagare 90 euro contro i 113,5 del 2015. Ma c'è dell'altro: alla Rai del cosiddetto extragettito arriva un euro su due di quelli recuperati dell'evasione. Ma è finita qui? No, perché su quanto dovuto a Rai viene tolto annualmente un 5% forfaittario, altri 85 milioni. Tra tasse di concessione governativa e Iva la Rai lascia sul campo altri 150 milioni di euro che le arrivano dai cittadini. In questi anni le trattenute da parte dello Stato sono passate da 132 milioni di euro a 345 milioni di euro".

Insomma, quanti soldi finiscono davvero alla tv pubblica? Alla Rai, "è bene che si sappia e che lo sappiano tutti quelli che pagano il canone, di quei 90 euro a Rai ne arrivano solamente 74,8 euro", spiega l’ad. In sostanza l’83,1% dei soldi che versiamo ogni anno con la bolletta.

Salini: "20 centesimi al giorno per l’offerta editoriale più ampia d’Europa"

Salini tesse le lodi dell’azienda. "Ogni cittadino – spiega - paga 20 centesimi al giorno per avere la Rai, l'offerta editoriale più ampia d'Europa. Un quinto di un caffè (a Roma almeno) per avere 14 canali televisivi, 15 canali radiofonici e un'offerta multimediale in costante aggiornamento e crescita. Sei euro e 23 centesimi al mese per avere informazione, fiction, intrattenimento, approfondimenti, inchieste, cultura, sport. Tutto, o quasi, al massimo livello. E non lo diciamo noi. Lo dicono i numeri, il fatto che siamo leader negli ascolti, il fatto che siamo leader tra i servizi pubblici europei. E Rai, non scordiamolo, dà lavoro sì a 13.000 dipendenti ma attraverso Rai lavorano, in tutta Italia, decine di migliaia di famiglie che operano nei settori dell'indotto".

Quanto al gettito totale,  la raccolta del canone oggi è al di sotto di quella del 2013 quando l'evasione era intorno al 30 per cento: 1.655 milioni di euro nel 2013, 1.637 nel 2018.

Rai, incertezza sui conti: "No alla riduzione del Canone"

Insomma, pur ritenendo "meritevole" l’abbassamento del canone, l’amministratore delegato di viale Mazzini chiede che alla Rai vengano destinati anche i soldi recuperati dall’evasione.

"Vedo che ci sono emendamenti che richiedono un ulteriore riduzione del 10% di canone" ha aggiunto Salini lanciando l’allarme sull’incertezza delle risorse. "Se questo dovesse avvenire dovremmo risederci tutti e quantomeno rivedere i contorni del contratto e anche la fattibilità del piano industriale".

Salini ha ricordato che nel 2018 "si prevedeva il rientro di tutto il cosiddetto extragettito, ciò che grazie all’inserimento in bolletta era stato recuperato dall’evasione del canone. Ma nella Finanziaria 2018, improvvisamente, si è deciso che metà di quell’extragettito sarebbe rimasta allo Stato: 105 milioni stornati dal bilancio Rai e destinati ad altre iniziative che si sono andati ad aggiungere al prelievo forzoso del 5% del canone (altri 85 milioni) introdotto nel 2015".

Foa: "Senza Canone non c'è servizio pubblico"

Dello stesso avvisto anche il presidente della Rai, Marcello Foa, che in un'intervista pubblicata oggi da Il Sole 24 Ore spiega: "Già il termine extragettito non dovrebbe essere più opportuno. Se consideriamo il costo del servizio pubblico negli altri Paesi ci accorgiamo che il nostro è fra i meno cari. Se si vuol considerare la Rai un asset strategico il gettito non va toccato. E mi auguro che tutto il gettito vada alla Rai".

Secondo Foa infatti “non esiste un servizio pubblico in cui non c'è il canone. Si smetterebbe di essere servizio pubblico, diventando un'azienda commerciale posseduta dallo Stato. Poi possiamo anche riflettere su una Rai non presente sul mercato pubblicitario. Ma sarebbe una riflessione strategica, profonda, e non mi sembra che ora ci siano i presupposti". 

Canone Rai, Paxia-De Giorgi (M5s): "Ridurre gli sprechi"

Le deputate del M5s Laura Paxia e Rosalba De Giorgi, nel corso dell'audizione in commissione di Vigilanza, hanno invece invitato l’azienda a razionalizzare i costi: "Ci chiediamo - spiegano in una nota - se siano state messe in atto misure ad hoc per la riduzione degli sprechi. Riteniamo sia necessario valorizzare le produzioni interne e scoraggiare le esterne in quanto sono dispendiose e urge valorizzare i 13mila dipendenti per supportare servizio pubblico. Per competere con una concorrenza agguerrita riteniamo che sia importante valorizzare risorse interne e i centri di produzione".

"Il Canone non ha più senso, via il tetto alla pubblicità per rendere autonoma la Rai"

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