Lunedì, 21 Giugno 2021
Nel mondo reale

Perché i cantieri edili vanno avanti "al rallentatore" nell'Italia del 2021

È in atto un rincaro di materiali per il settore delle costruzioni che sta mettendo a rischio i cantieri in corso e riducendo ulteriormente i margini delle imprese di appalti pubblici e privati, già colpiti i da una crisi decennale. Il problema è reale, molto reale. Il legame tra edilizia e superbonus rischia di non proseguire nel modo sperato e c'è chi chiede al governo di intervenire con un fondo

I cantieri edili procedono al rallentatore? C'è un motivo molto preciso. Anzì, più motivi che si intersecano in maniera preoccupante. È in atto un rincaro di materiali per il settore delle costruzioni che sta mettendo a rischio i cantieri in corso e riducendo ulteriormente i margini delle imprese di appalti pubblici e privati, già colpiti da una crisi decennale. 

L'aumento dei prezzi dei materiali edili

Il problema è reale, molto reale. Il legame tra edilizia e superbonus rischia già di spezzarsi. L’aumento dei prezzi dei materiali edili sta mettendo in crisi l’edilizia e tutta la filiera. Secondo un’indagine di CNA il 79%, delle imprese campione segnalano aumenti nei prezzi dei materiali, delle materie prime e delle apparecchiature rispetto ai corsi di un anno fa, prima dell'inizio dell'emergenza sanitaria.

Nel dettaglio, gli aumenti più considerevoli in un anno riguardano i metalli (+20,8%), con punte superiori al 50%; i materiali termoisolanti (+16%) con punte anche in questo caso che raggiungono il 50% in più; i materiali per gli impianti (+14,6% e punte di +25%), e il legno (+14,3%). Ma la crescita dei prezzi è un fatto anche per altri materiali, che oscilla tra il +9,4% di malte e collanti e il +11,3% dei laterizi. Insomma, costa tutto di più.

Le cause di tale incremento vanno addebitate, secondo il 72% delle imprese, ai comportamenti speculativi della catena di fornitura. Il quadro è però complesso, difficile attribuire colpe precise.

Scarseggiano anche i ponteggi in ferro

Scarseggiano i ponteggi in ferro, di cui c'è sempre molta richiesta: l'aumento che si è visto da fine 2020 riguarda infatti soprattutto metalli, materie plastiche derivate dal petrolio, calcestruzzo e bitumi. L’Ance, l’associazione nazionale dei costruttori, ha denunciato da tempo il fenomeno in atto.

Un esempio su tutti: l tondo per cemento armato fa segnare un incremento del 117% tra novembre 2020 e aprile 2021. Secondo un rapporto Ocse dello scorso dicembre tutto nasce dall’improvviso incremento della domanda del settore delle costruzioni in Cina. Questo rimbalzo ha innescato un effetto al rialzo sul prezzo di tutta la filiera dell’acciaio, a livello mondiale, poiché la Cina rappresenta oltre il 50% della produzione e del consumo mondiale dell’acciaio.

Rincari dei materiali edili: un problema non solo italiano

I rincari dei materiali non riguardano solo l'Italia ma tutta l'Europa occidentale. Come sottolinea oggi il Sole 24 Ore, aumenti sono evidenti anche per polietileni (incrementi superiori al 40% tra novembre 2020 e febbraio 2021), il rame (+17%), il petrolio (+34%) e i suoi derivati. Per il cemento, un’indagine Ance Associazione nazionale costruttori edili svolta a febbraio sul territorio evidenzia aumenti di prezzo di circa il 10% a gennaio 2021, rispetto a dicembre, per oltre un terzo dei rispondenti. Tanto.

Non è quindi vero, o almeno non del tutto, che gli aumenti del costo dei materiali e i ritardi nei cantieri edili siano dovuti al massiccio utilizzo del superbonus. Gli aumenti di prezzo sono denunciati anche da altri settori industriali come ad esempio l'automotive. In ogni caso non sono fenomeni collegati completamente a direttamente a dinamiche interne al mercato italiano. 

Ci sono rincari internazionali e crescita della domanda interna: non un mix vincente, poco ma sicuro. Le aziende si vedono ridurre drasticamente i margini di profitto, con il rischio di un blocco generalizzato dei cantieri da nord a sud, nonostante gli sforzi per far fronte agli impegni assunti. Le associazioni di settore chiedono al Governo di intervenire tempestivamente, con un fondo a sostegno delle imprese affinché non debbano sobbarcarsi integralmente il peso dei rincari. Nel frattempo, i cantieri procedono, ma non "a tutto gas".

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