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Venerdì, 21 Giugno 2024
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Carta risparmio spesa: a chi andrà, come funziona e qual è il problema del nuovo bonus del governo Meloni

La nuova social card è destinata ai redditi più bassi, fino a un massimo di 15mila euro di Isee familiare. Mancano i dettagli, ma è probabile che andrà a sostituire l'attuale carta acquisti dell'Inps. Non è nemmeno sicuro che sarà efficace ovunque: dipenderà infatti dai singoli esercizi commerciali decidere se partecipare all'iniziativa oppure no

Ne prevede l'introduzione l'articolo 75 della prima bozza della legge di bilancio filtrata nei giorni scorsi. Stiamo parlando della nuova social card, chiamata anche "carta risparmio spesa", che viene introdotta dal governo Meloni: altro non è che una carta spesa per i redditi più bassi, fino a un massimo di 15mila euro di Isee familiare. Per finanziarla si creerà un fondo di 500 milioni, e permettere così a chi ne ha diritto di acquistare beni di prima necessità, come pasta, pane e latte. La carta verrebbe gestita dai Comuni e sarebbe utilizzabile in tutti i punti vendita che aderiscono all'iniziativa.

Carta risparmio spesa: a chi spetterà

Funzionerà con un meccanismo analogo a quello attualmente in vigore della social card - o anche carta acquisti - gestita oggi dall'Inps e destinata a over-65 o under-3 con un importo fisso di 80 euro a cadenza bimestrale per l'acquisto di generi alimentari e il pagamento di luce, acqua e gas. Se la ragion d'essere è la stessa, diverso è però il meccanismo della nuova carta che verrà introdotta dal 2023. L'elemento che più salta all'occhio è il decentramento: la palla passa in mano ai singoli Comuni. Non è chiaro al momento come conviveranno i due strumenti, la vecchia carta acquisti e la nuova carta risparmio spesa. Dettagli non ce ne sono, ma è altamente probabile che l'attuale carta acquisti dell'Inps verrà soppiantata in tutto e per tutto dal nuovo strumento.

Prima verrà dunque istituito il fondo da 500 milioni di euro, poi però spetterà al ministro dell'Agricoltura e della sovranità alimentare di concerto con quello dell’Economia stabilire "i criteri e le modalità i criteri e le modalità di individuazione dei titolari del beneficio, tenendo conto dell'età dei cittadini, dei trattamenti pensionistici e di altre forme di sussidi e trasferimenti già ricevuti dallo Stato, della situazione economica del nucleo familiare, dei redditi conseguiti, nonché di eventuali ulteriori elementi atti a escludere soggetti non in stato di effettivo bisogno", si legge nella bozza della manovra. Sono ancora da definire "l'ammontare del beneficio unitario, le modalità e i limiti di utilizzo del Fondo e di fruizione del beneficio, da erogare sulla base di procedure di competenza dei comuni di residenza" e infine, "le modalità e le condizioni di accreditamento degli esercizi commerciali che aderiscono a Piani di contenimento dei costi dei generi alimentari di prima necessità".

Non è chiaro se e come un eventuale, futuro, ulteriore allargamento della platea dei potenziali percettori (e un aumento degli importi) della carta risparmio spesa possa intersecarsi con la "rottamazione" e il lungo addio al reddito di cittadinanza.

La povertà è in aumento in Italia: i dati sono pesanti. In base a una recente rilevazione Up Day-Tecné "l'86% delle famiglie vulnerabili ha tagliato i consumi che riguardano l'abbigliamento, il 78% ridotto i consumi delle utenze domestiche, il 72% risparmiato sulla spesa alimentare e il 54% ha rinunciato a visite mediche". Il report presentato nelle scorse ore mette in luce come la crisi da Covid abbia scavato un solco profondo nelle disuguaglianze. Rispetto al 2019, la situazione economica delle famiglie è peggiorata nel 44% dei casi, invariata nel 48%, mentre solo l'8% ha dichiarato un miglioramento. L'ultima  stangata dell'inflazione con una crescita dei prezzi a ottobre di quasi il 12% rispetto allo stesso mese dell'anno scorso, che supera quota 13% nel paniere dei beni alimentari, è stata un duro colpo. "Con un tasso di inflazione tra il 12 e il 14%, il 35% delle famiglie (27 milioni di individui) vive una qualche forma di disagio, che va dalla povertà assoluta a una vulnerabilità lieve", conclude il rapporto.

Il problema della nuova social card

Il problema della nuova social card è che, senza dettagli precisi, non si capisce quanto possa essere efficace. Non c'è infatti nella bozza della manovra l'azzeramento dell'Iva su pane, pasta e latte. Sarebbe stato infatti un aiuto, seppur minimo, generalizzato e certo, senza distinguere tra chi fosse stato in reale stato di necessità e chi no. Il governo ha espressamente detto invece di voler tutelare con la nuova carta acquisiti solo le fasce più deboli e i nuclei familiari che hanno maggior bisogno di un aiuto da parte dello Stato.

"Abbiamo in mente di selezionare, con decreto alcuni alimenti, e utilizzare questi 500 milioni di euro per abbassare il prezzo di quei beni per gli incapienti attraverso la rete dei Comuni - ha detto Giorgia Meloni - Ma abbiamo in mente, su questo, anche di fare un appello appello ai produttori e ai distributori per aiutarci in quest'opera: noi diremo, in base a chi aderirà dandoci una mano, calmierando a sua volta il prezzo (dei beni, ndr), diremo quali sono quei produttori e quei distributori che hanno aderito a questa nostra iniziativa e dove si potranno spendere queste risorse. E racconteremo, ovviamente, anche all’Italia quale sono state le persone che in un momento di difficoltà, mentre il governo cercava di fare la sua parte, hanno dato una mano per aiutare le persone a calmierare i prezzi per le persone maggiormente in difficoltà su alcuni beni fondamentali".

E il problema è proprio qui: l'esecutivo destina 500 milioni alla misura, e specifica dei beni di prima necessità. Spetta poi però alla rete dei Comuni distribuire la "carta risparmio spesa". Dubitare dell'efficienza omogenea da nord a sud del bonus è lecito. Saranno i singoli esercizi commerciali a decidere se partecipare o meno, senza obblighi di sorta. Se in un piccolo comune un supermercato, magari l'unico presente in zona, decide di non aderire, la nuova social card partirebbe col freno a mano tirato.

Tutti i bonus della manovra Meloni 

Giorgetti: "Fase di severa difficoltà a livello economico e sociale"

"È inutile dire che stiamo attraversando una fase di severa difficoltà a livello economico e sociale e di grande incertezza riguardo al contesto geopolitico.
L`impennata del costo dell`energia minaccia la sopravvivenza delle nostre imprese, non solo nelle industrie a elevata intensità energetica, ma anche nei servizi. Le famiglie sono duramente colpite dal forte rialzo dell'inflazione mentre le retribuzioni crescono ad un ritmo assai moderato. Si impone, pertanto, una continuazione e un rafforzamento degli aiuti a imprese e famiglie, rendendoli ancor più mirati, incisivi e differenziati". A dirlo è stato ieri il ministro dell'economia Giancarlo Giorgetti nella premessa al Documento programmatico di bilancio appena pubblicato e inviato alla Commissione europea e al Parlamento.

"Ciò affinché le risorse di bilancio siano spese in modo oculato e, al contempo, non si creino situazioni di forte svantaggio competitivo a danno delle imprese italiane e non si aggravino la povertà e il disagio sociale. È inutile dire - aggiunge il ministro - che stiamo attraversando una fase di severa difficoltà a livello economico e sociale e di grande incertezza riguardo al contesto geopolitico. L'impennata del costo dell`energia minaccia la sopravvivenza delle nostre imprese, non solo nelle industrie a elevata intensità energetica, ma anche nei servizi. Le famiglie sono duramente colpite dal forte rialzo dell'inflazione mentre le retribuzioni crescono ad un ritmo assai moderato". "Si impone, pertanto, una continuazione e un rafforzamento degli aiuti a imprese e famiglie, rendendoli ancor più mirati, incisivi e differenziati. Ciò affinché le risorse di bilancio siano spese in modo oculato e, al contempo, non si creino situazioni di forte svantaggio competitivo a danno delle imprese italiane e non si aggravino la povertà e il disagio sociale".

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