Martedì, 2 Marzo 2021

Cos’è questa storia dei 50 milioni di atti fiscali in arrivo dal 1° marzo (e cosa chiede Salvini a Draghi)

Il 28 febbraio scade la mini-proroga sul congelamento delle cartelle approvata a fine gennaio dal Conte 2. Il segretario della Lega: "Al presidente proporremo la pace fiscale"

Foto di repertorio

La data "x" si avvicina. Entro il 28 febbraio dovranno essere varate le misure per gestire l'attività dell'Agenzia delle entrate, fino a quando l'emergenza sanitari sarà superata. Il nuovo presidente del consiglio si troverà anche a dover risolvere il problema degli atti fiscali "congelati", ovvero di tutte le cartelle che il fisco avrebbe dovuto inviare lo scorso anno ai contribuenti. Si parla di circa 50 milioni di atti sospesi ormai da quasi un anno. Con un primo decreto legge ad hoc il governo Conte 2 ne aveva sospeso l'invio delle cartelle fino al 31 gennaio, salvo poi varare un’altra mini-proroga alla fine del mese scorso. "Oggi non si poteva fare diversamente - aveva spiegato la viceministra dell’Economia Laura Castelli -, per questo è positivo che il Consiglio dei ministri abbia deciso il rinvio di un mese, con la sospensione fino al 28 febbraio, dell'invio e riscossione di atti esattoriali e cartelle. Un Governo nel pieno delle funzioni potrà così affrontare, in modo organico, e all'interno di un disegno complessivo, il tema".

E la patata bollente ora passa nelle mani di Mario Draghi. Che sull’argomento non si è ancora espresso. Quella che potrebbe abbattersi sui contribuenti è una vera e propria montagna di atti fiscali: nello specifico si parla di 34 milioni cartelle e 16 milioni di avvisi dell’Agenzia delle Entrate, a cui dovrebbero in teoria aggiungersi anche quelli del 2021. Ma come spiega oggi "Il Giornale" inviare tutte le cartelle in un’unica soluzione a partire dal 1° marzo potrebbe essere controproducente per la stessa pubblica amministrazione "che dovrebbe gestire le pratiche in una situazione in cui gli uffici non sono ancora tornati a lavorare a pieno regime". Oltre tutto l'Agenzia delle Entrate si troverebbe sommersa da una marea di reclami e richieste di spiegazioni da parte dei contribuenti. Per questo gli invii saranno quasi certamente dilazionati nel tempo. Non è chiaro invece se Draghi voglia intervenire con una nuova proroga e congelare tutto fino alla fine della pandemia. Della questione il presidente del consiglio si occuperà insieme ai tecnici del Mef, certo è che il tempo per agire è abbastanza risicato. 

Salvini: "Sulla cartelle esattoriali chiedermo la pace fiscale"

Intanto Matteo Salvini ha già fatto sentire la sua voce. "Mi sto occupando di cartelle esattoriali, perché il 28 febbraio, rischiano di partire più di 50 miliomi di atti di riscossione. Ci sono centinaia di migliaia di fermi amministrativi delle auto, di pignoramenti dei conti correnti, di iscrizioni ipotecarie. Quindi bisogna intervenire: la proposta che faremo al presidente Draghi è la pace fiscale, il saldo e stralcio, l'azzeramento delle cartelle inferiori ai 1000 euro degli anni passati". In una dichiarazione a giornalisti, tv e radio il segretario della Lega ha indicato quella che, a suo avviso, dovrebbe essere la priorità dell'azione del governo.

"Dobbiamo consentire ai cittadini di pagare quello che possono e continuare a sopravvivere e allo Stato di incassare miliard di euro che, altrimenti, non incasserebbe mai. Un conto è parlare di riforma fiscale - ha poi aggiunto il leader della Lega, commentando le parole dette ieri da Draghi sull'esigenza di procedere organicamente e non a segmenti nel riordino dell'intero sistema tributario - di taglio dell'Irpef. Noi siamo assolutamente d'accordo, se si vuole fare un tavolo di lavoro noi siamo pronti". "Un altro conto è però il 28 febbraio che è vicinissimo. Molti dei problemi sono stati aggravati dal Covid. Ne abbiamo parlato con Draghi, non si tratta di fare regali ai furbetti ma di aiutare coloro che sono fermi e permettergli di riprendere le loro attività". Salvini ha comunque assicurato di non aver intenzioni bellicose: "Io mi muovo umilmente per aiutare il governo in un momento difficilissimo. Sono il segretario del primo partito e quindi mi spetta l'onore e l'onere di rimboccarmi le maniche e di lavorare". 

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