Martedì, 2 Marzo 2021
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Cashback di Stato, le app a pagamento che non servono per i rimborsi

Sullo store della Apple, tra quelle più scaricate, figurano due app chiamate 'Cashback di Stato' ma che non hanno nulla a che vedere con la misura introdotta dal Governo: sono a pagamento e servono solo a fare un semplice calcolo

Le due app a pagamento sullo store Apple

Per combattere l'evasione fiscale ed incentivare i pagamenti elettronici, il Governo ha deciso di introdurre il cashback, un rimborso del 10% per consumatori che effettueranno degli acquisti pagando con carte di credito o app. Il primo dei tre cashback ideato dall'esecutivo, il cosiddetto extra cashback di Natale, sarà attivo fino al 31 dicembre e prevede un rimborso del 10% su un tetto massimo di spesa di 1.500 euro, quindi pari a 150 euro. Nel 2021 prenderanno piede invece il cashback di Stato 'classico' e il super cashback: il primo prevede un rimborso massimo di 300 euro, mentre il secondo può arrivare a 3mila euro (qui tutti i dettagli).

Per accedere ai rimborsi è necessario scaricare un'applicazione sul proprio smartphone, ma molti contribuenti, probabilmente tratti in inganno dai nomi, hanno scaricato l'app sbagliata: controllando sull'Apple store (la piattaforma per scaricare applicazioni dei prodotti Apple, come iPhone e iPad) tra le più scaricate saltano all'occhio due applicazioni che sembrano essere collegate a questa misura. Si chiamano ''Cashback di Stato – Italia'' e ''Cashback di Stato Italia App'', ma attenzione, non hanno nulla a che vedere con i rimborsi previsti dal Governo. 

Prima di andare oltre e a scanso di equivoci, ricordiamo che l'applicazione giusta per usufruire dei vari cashback è 'Io', l'app dei servizi pubblici, disponibile gratuitamente per i dispositivi iOS e Android a questo link.

Cashback, le app sbagliate

Tornando alle app sbagliate, c'è primo particolare che salta all'occhio, e che dovrebbe già far scattare l'allarme nella testa di chi sta per scaricarle: entrambe sono a pagamento

Cashback di Stato Italia ha un costo di 0,99€ ed è stata anche al primo posto tra le app più scaricate dello store Apple (su quello Android non è presente). La scritta ''l'originale'', subito sotto il nome, contribuisce a confondere le idee di chi sta cercando il software per accedere al cashback di Stato.

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La seconda applicazione, ''Cashback di Stato Italia App'', costa 0,49€, e mostra in preview le funzioni dell'app, senza specificare che non è collegata in alcun modo con la misura statale.

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Ma a cosa servono queste applicazioni? Se fossero state gratuite o avessero richiesto l'immissione di dati personali o bancari, si sarebbe trattato di un chiaro tentativo di pishing, un pericolo sempre in agguato quando ci sono di mezzo rimborsi e conti in banca. La funzione che svolgono queste applicazioni è quella di calcolare l'importo del rimborso in base alle spese effettuate dall'utente: un calcolo semplice, effettuabile sia 'a mente' che con una calcolatrice. Con tutta probabilità l'obiettivo degli ideatori di queste applicazioni era quello di monetizzare in breve tempo, magari approfittando della confusione iniziale in merito ad una misura nuova e appena entrata in vigore.

Cashback, l'app Io (quella giusta)

Invitando tutti gli utenti ad evitare le applicazioni 'truffa' ricordiamo che per accedere ai rimborsi è necessario scaricare l'app 'Io', ovvero alla piattaforma per i servizi della pubblica amministrazione a cui si accedere tramite l'identità elettronica Spid o Carta d'Identità elettronica (CIE). Lo Spid può essere richiesto gratuitamente a uno dei provider sul sito spid.gov.it, mentre si può richiedere il rilascio della CIE presso il Comune di residenza. Potranno partecipare tutti i maggiorenni residenti in Italia che effettueranno spese come consumatori, ossia con carte e app personali e non aziendali.

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