Martedì, 19 Ottobre 2021

Se il cashback va speso nei negozi ma senza affollare i negozi

Ma nei negozi bisogna andare o no? Siamo un po' confusi. Neanche dieci giorni fa la sottosegretaria Sandra Zampa definiva "sconcertanti" le scene di assembramenti viste nelle strade dello shopping di Milano e Torino, benché dopo il "cambio di colore" di Piemonte e Lombardia uscire per fare acquisti fosse in quelle regioni perfettamente lecito.

Solo qualche giorno dopo le dichiarazioni di Zampa, il premier Giuseppe Conte spiegava, illustrando il Dpcm in conferenza stampa, che "per sostenere le attività commerciali e il terzo settore" il governo avrebbe fatto partire il piano cashless nonché l’extra "cashback di Natale": un rimborso di 150 euro per chi paga con le carte fino al 31 dicembre. E aggiungeva:  "Abbiamo voluto evitare che questa misura fosse valida anche per gli acquisti on line. In questo periodo della pandemia abbiamo tutti contribuito a incrementare gli acquisti on line, adesso però dobbiamo favorire gli esercizi commerciali, i negozianti".

Bene, anzi benissimo. Non fosse altro che in una pandemia ci si dovrebbe preoccupare anche di contenere i contagi. E tornare ad affollare i negozi non sembra proprio una buona strategia per evitare la terza ondata. Insomma, da una parte governo e virologi insistono sull’importanza di adottare comportamenti responsabili e prudenti, dall’altro si introduce un bonus che incentiva gli italiani a uscire di casa e fare acquisti nei negozi fisici. Non è un po’ un paradosso? Come fa notare su Twitter Sandro Brusco, docente di economia alla Stony Brook University di New York, "posso fare la spesa online e farmela portare a casa. In tal caso non ho diritto al cashback. Se invece vado di persona, contribuendo ad affollare il supermercato, ho diritto al cashback".

Ora, è vero che il cashback è stato introdotto principalmente per contrastare l’evasione fiscale, ma siamo sicuri che nel bel mezzo di una pandemia incentivare gli acquisti nei negozi fisici sia una buona idea? E pensando alle parole di Conte viene da chiedersi: possibile che non ci fossero altre strade per aiutare i commercianti?

Sia come sia, il cashback è realtà e pazienza se nel giorno del debutto l’app "Io" abbia fatto flop. Palazzo Chigi assicura che i problemi tecnici sono stati superati. Il paradosso del cashback invece è ancora lì. E il peggio è che nella maggioranza nessuno sembra essersi posto il problema. Speriamo almeno che chi viene beccato a fare shopping non venga addidato come "untore". Sarebbe il minimo sindacale, ma di questi tempi ci accontentiamo di poco.  

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