Mercoledì, 12 Maggio 2021
La misura in bilico

Cashback e decreto Sostegni, la misura è già in bilico? Cosa può cambiare con Draghi (subito o a luglio)

Ci sarà un intervento anche sulla misura contestualmente al nuovo decreto? Difficile, ma l'ipotesi che più prima che poi subisca un forte ridimensionamento c'è. Forza Italia attacca: "Se il governo non interverrà, sono certo che sarà il Parlamento a farlo attraverso gli emendamenti". Non ci sta il M5s: "Una misura innovativa che va difesa con fermezza"

Il decreto Sostegni arriva in Consiglio dei ministri, che dovrebbe tenersi oggi alle 15 per l'esame. Indennizzi, aiuti, bonus: i dettagli potranno essere limati in parlamento. Dovrebbe essere pronta il 30 marzo la piattaforma delle domande, con l'avvio dei pagamenti previsto tra l'8 e il 10 aprile: poi in 20 giorni si punta a concludere l'erogazione per tutte le domande. Per le aziende indennizzi dal 20 al 60 per cento. Per gli stagionali il bonus è da 2400 euro complessivi. Ci sarà un intervento anche sul cashback contestualmente al decreto? Probabilmente no, ma di cashback si continua a parlare in queste ore. L'ipotesi che subisca un forte ridimensionamento c'è.

Cashback e decreto Sostegni, cosa può cambiare a breve o a luglio

Il cashback è il piano per scoraggiare l'uso del contante, in chiave anti-evasione. Si è partiti a gennaio dopo una fase sperimentale nel periodo natalizio: prevede il rimborso del 10% della cifra spesa se si usano carte di credito, carte di debito e prepagate, bancomat e app di pagamento. Al massimo si può rientrare di 300 euro all’anno, cioè fino a 150 euro a semestre con almeno 50 pagamenti effettuati in 6 mesi. Il rimborso massimo per singola transazione è di 15 euro.

Da più parti spingono per utilizzare le risorse stanziate per il cashback alle attività in crisi per l'emergenza sanitaria e le conseguenti chiusure. Di fatto potrebbero accadere due cose: o lo stop anticipato a tutto il programma cashback senza arrivare nemmeno alla fine del 2021 (chiusura a luglio così da recuperare tre miliardi), oppure - ed è più probabile - la chiusura immediata solo del super Cashback (un premio ogni sei mesi per i primi 100mila cittadini a fare più transazioni, i quali ottengono 1.500 euro). Non è però chiaro al momento né se davvero si interverrà modificando subito una misura gradita a milioni di italiani né se lo si farà già nel decreto Sostegni, oppure più avanti con un emendamento o una norma nel decreto Recovery, il super decreto di accompagnamento al Recovery plan. Altra ipotesi: terminare l’operazione cashback a luglio per risparmiare circa 3 miliardi di euro che potrebbero servire a incrementare i sostegni all’economia.

Che cosa pensa Mario Draghi del cashback?

Il premier Mario Draghi non sarebbe tra i più grandi fan del cashback, che porta la firma di Giuseppe Conte, il suo predecessore a Palazzo Chigi. L’ipotesi di un taglio netto non andrebbe giù al Movimento 5 stelle, che resta il partito con il maggior peso in parlamento. E che preannuncia battaglia. Sembra difficile credere che Draghi punterà a soluzioni drastiche sin da subito. I fondi stanziati ammontano a 4,75 miliardi di euro per il biennio 2021-22, dal momento che il programma dei rimborsi dovrebbe terminare a giugno dell’anno prossimo.

Uno dei problemi emersi in questi primi mesi di cashback riguarda i cosiddetti "furbetti", ovvero coloro che effettuano micro transazioni così da scalare la classifica di chi effettua più pagamenti con moneta elettronica, e aumentare le chances di vincere il Super Cashback di 1.500 euro. Sono stati i benzinai i primi a raccontare alcuni episodi surreali.

Decreto Sostegni, la "guerra" sul cashback sbarca in parlamento

"Se il governo non interverrà sul cashback sono certo che sarà il Parlamento a farlo attraverso gli emendamenti. Le risorse stanziate per il cashback possono e devono essere utilizzate meglio: in questo momento l'incentivazione dei pagamenti elettronici non è la priorità del Paese". Così il deputato di Forza Italia Luca Squeri, componente della Commissione Attività produttive di Montecitorio e membro di Confcommercio Milano. "Il cashback, e in particolare il super cashback, sono uno spreco di denaro inaccettabile in un momento in cui il mondo produttivo è in enorme difficoltà. Oggi sosteniamo le imprese e aiutiamole a sopravvivere, domani penseremo a come incremento l'uso della moneta elettronica con una strategia complessiva e non penalizzante per le attività". Italia Viva ha già espresso tutte le sue perplessità.

Non ci sta il Movimento 5 stelle. "Il cashback è una misura innovativa che va difesa con fermezza -  dice il vicepresidente M5S della commissione Finanze, Giovanni Currò - un incentivo intelligente che consente allo stesso tempo di contrastare l`evasione fiscale e di sostenere i consumi in una fase di grave crisi. Fermarlo a luglio o ridimensionarlo, come propongono alcuni esponenti del governo, sarebbe un grave errore e andrebbe a contraddire l'obiettivo della digitalizzazione che è al centro del Recovery Fund. Il Cashback, in prospettiva, può risultare essenziale anche per agevolare il rapporto tra cittadino e amministrazione pubblica, soprattutto nel campo tributario. Invitiamo dunque il governo a una attenta riflessione. È indiscutibile che servano ancora ingenti risorse per i ristori ma il presidente Draghi ha già annunciato di voler chiedere al Parlamento un nuovo scostamento di bilancio. Non sarà sacrificando un provvedimento così importante che risolveremo i problemi delle nostre imprese".

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