Giovedì, 13 Maggio 2021
Economia

Lo stop al cashback per colpa (anche) dei furbetti dei micro pagamenti

Il governo pensa alla fine del bonus. La proposta arriva dal sottosegretario al ministero dell'Economia Claudio Durigon, ma nulla è stato ancora deciso sul programma di rimborsi sviluppato per incentivare l’uso di pagamenti elettronici

Foto Ansa

Il cashback ha le ore contate, a quanto pare. La proposta del sottosegretario al ministero dell'Economia Claudio Durigon è quella di chiudere il programma di rimborsi sviluppato soltanto pochi mesi fa per incentivare l'uso di pagamenti elettronici già a luglio, dopo il primo semestre di attività. Al momento nulla è stato deciso, ma alla base dell'ipotesi del sottosegretario c’è l'idea di utilizzare i fondi destinati al cashback per finanziare il Decreto Sostegni. "La mia proposta è di terminare la misura a luglio. Potremmo risparmiare 2,5-3 miliardi di euro che potremmo lasciare al Parlamento per rafforzare le risposte alle categorie in crisi nel Decreto Sostegni", ha detto Durigon.

Lo stop al cashback e i furbetti dei micro pagamenti

In settimana dovrebbe tenersi un Consiglio dei ministri per lo stanziamento dei 32 miliardi di euro previsti dal Decreto Sostegni ed è probabile che una decisione definitiva venga presa in quest'occasione. Il cashback funziona su fondi già stanziati che vengono poi usati per i rimborsi maturati dagli utenti ed è su questi fondi che si basa la proposta del sottosegretario Durigon, che vorrebbe usarli per il decreto destinato ad aiutare i cittadini ad affrontare le conseguenze economiche della pandemia con gli indennizzi per attività commerciali e partite Iva.

Già nelle scorse settimane si era parlato di un ipotetico stop al programma cashback, avviato dal governo Conte bis per incentivare i pagamenti elettronici. Si era parlato dell'intenzione di Draghi di cancellare il super cashback, ovvero il super premio da 1500 euro per chi fa più operazioni, dopo la nascita del fenomeno dei furbetti delle transazioni multiple, ovvero di coloro che utilizzano i distributori automatici di benzina per effettuare una serie di operazioni dall'importo minimo (anche un solo euro) per "accumularle" in vista del premio finale.

E proprio a causa dei furbetti delle transazioni multiple negli ultimi tempi il cashback è finito nel mirino della politica. Sul tavolo ci sono le ipotesi di porre un limite temporale alle transazioni da effettuare durante la giornata e quella di far partecipare al bonus soltanto le transazioni che sono al di sopra di una certa soglia. Questo per tamponare la situazione di emergenza, mentre il piano del governo è quello di andare verso l'abolizione totale del bonus in tempi brevi. Ma si deve scontrare con chi sta già partecipando: la questione potrebbe finire nelle aule dei tribunali di tutta Italia.

Dall'inizio del programma di rimborsi a oggi, secondo il sito ufficiale dell'app IO, hanno aderito al cashback oltre 8 milioni di cittadini, con più di 318 milioni di transazioni elaborate finora. Il meccanismo (che non vale per gli acquisti online) permette di ottenere un rimborso del 10% sugli acquisti effettuati con carte di credito, carte di debito e prepagate, bancomat e app di pagamento. Si possono ottenere fino a 300 euro all'anno, ovvero fino a 150 euro a semestre con almeno 50 pagamenti. Il rimborso massimo per singola transazione è di 15 euro. Ogni sei mesi i primi 100mila cittadini a fare più transazioni ottengono il super cashback di 1.500 euro.

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