Lunedì, 10 Maggio 2021
La misura contestata

Cashback, il furbetto che va al distributore e fa 6 strisciate per 60 centesimi di benzina

Di cashback, di riffa o di raffa, si continua a parlare. Fino al 2022 è confermato. Ma poi che succede? Gli episodi dei cosiddetti furbetti, di cui le cronache sono piene, non gettano una luce positiva sulla misura. L’ultimissimo a Mortara in provincia di Pavia

"Il ritorno alla normalità deve essere la nostra priorità. Una normalizzazione ci permetterebbe di affrontare anche con provvedimenti idonei la piaga dell'evasione. Evitando però di ripetere iniziative quali la lotteria dello scontrino o il cashback di stato, per la quale sono state stanziate risorse importanti che sarebbero state più produttive a sostegno delle imprese". L'ha detto il segretario generale di Confesercenti, Mauro Bussoni, davanti alle commissioni Bilancio di Camera e Senato, in audizione sul Def.

Perché si continua a parlare del cashback

Di cashback, di riffa o di raffa, si continua a parlare. Fino al 2022 il cashback è confermato. Ma poi che succede? Gli episodi dei cosiddetti furbetti, di cui le cronache sono piene, non gettano una luce positiva sulla misura. L’ultimissimo a Mortara in provincia di Pavia, dove una persona ha fatto rifornimento per 60 centesimi totali a suon di 10 centesimi per ogni singolo intervento. "L’’incasso è stato inferiore alle commissioni da pagare", ha constatato il titolare. Ma cosa spinge una persona a fare operazioni da pochi centesimi alla volta? E' presto detto. Il cashback è il piano per scoraggiare l'uso del contante, in chiave anti-evasione. Si è partiti a gennaio dopo una fase sperimentale nel periodo natalizio: prevede il rimborso del 10% della cifra spesa se si usano carte di credito, carte di debito e prepagate, bancomat e app di pagamento. Al massimo si può rientrare di 300 euro all’anno, cioè fino a 150 euro a semestre con almeno 50 pagamenti effettuati in 6 mesi. Il rimborso massimo per singola transazione è di 15 euro. Ma c'è il Super Cashback (un premio ogni sei mesi per i primi 100mila cittadini a fare più transazioni, i quali ottengono 1.500 euro). La lotta per restare tra i primi centomila è feroce, secondo alcuni calcoli che circolano online bisogna fare almeno 5 operazioni al giorno per sperare nel superpremio. Ha senso una misura che porta a squilibri del genere?

Proprio a causa dei furbetti delle transazioni multiple negli ultimi tempi il cashback è finito nel mirino della politica. Sul tavolo ci sono le ipotesi di porre un limite temporale alle transazioni da effettuare durante la giornata e quella di far partecipare al bonus soltanto le transazioni che sono al di sopra di una certa soglia. Questo per tamponare la situazione di emergenza, mentre il piano del governo è quello di andare verso l'abolizione totale del bonus in tempi brevi. Ma si deve scontrare con chi sta già partecipando: la questione potrebbe avere strascichi legali in caso di brusco stop.

Cashback, gli iscritti sono più di 4 milioni

Da più parti spingono per utilizzare le risorse stanziate per il cashback alle attività in crisi per l'emergenza sanitaria e le conseguenti chiusure. Di fatto potrebbero accadere due cose: o lo stop anticipato (ormai quasi impossibile) a tutto il programma cashback senza arrivare nemmeno alla fine del 2021 (chiusura a luglio così da recuperare tre miliardi), oppure - ed è più probabile - la chiusura a fine anno. Non è però affatto detto che si interverrà modificando una misura gradita a milioni di italiani. Gli iscritti sono più di 4 milioni. Esiste la possibilità di una norma nel decreto Recovery, il super decreto di accompagnamento al Recovery plan.

Non è passata qualche giorno fa in Senato una mozione di Fratelli d'Italia, sottoscritta anche da tutto il centrodestra, per sospendere il cashback e destinare la somma stanziata per questa misura, pari a circa 5 miliardi di euro, "per sostenere il tessuto produttivo e dare respiro alle categorie economiche maggiormente colpite dalle restrizioni e dalle chiusure del Governo".

Il programma Cashback guarda a quel che resta del 2021 con regole già definite (inserito all'interno del più ampio Piano Italia Cashless, è valido fino al 30 giugno del 2022). I semestri di riferimento (finora previsti) sono tre: 1° gennaio 2021 - 30 giugno 2021; 1° luglio 2021 - 31 dicembre 2021; 1° gennaio 2022 - 30 giugno 2022. Poi si vedrà.

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