Giovedì, 5 Agosto 2021
Economia Torino

Il caso Comital, comprata dai francesi e liquidata: in 138 rischiano il lavoro

Lamalù, azienda francese che nel 2015 ha acquistato lo stabilimento di Volpiano, ha deciso all'improvviso di chiudere e licenziare tutti. Dopo le proteste degli operai, la decisione è stata sospesa fino al 15 novembre, ma gli scenari futuri sono avvolti nella nebbia

Uno striscione posto all'ingresso della fabbrica di Volpiano (Foto da Facebook)

Calma apparente, prima di una nuova tempesta. E' questa la situazione dei 138 operai della Comital di Volpiano, azienda torinese che si occupa della produzione dei laminati di alluminio, comprata da un colosso francese per poi essere messa in liquidazione.

Conseguenza della decisione presa dai vertici di Lamalù, l'azienda transalpina che nel 2015 ha acquistato da Corrado Ariaudo la Comital, è il licenziamento dei 138 operai, prima di chiudere definitivamente lo stabilimento, se non dovesse concretizzarsi la vendita ad un nuovo acquirente.

Una prospettiva che ovviamente ha fatto andare su tutte le furie i lavoratori, che dal mese di agosto hanno iniziato la protesta, con molti operai che hanno passato diverse notti in auto per presidiare la fabbrica di Volpiano. 

Il punto della situazione

Una situazione di estrema tensione che è durata fino a mercoledì 18 ottobre, quando l'azienda è stata 'costretta' a sospendere i licenziamenti dei 138 operai fino al 15 novembre prossimo. Ma qual è realmente la situazione? Lo ha spiegato a Today Federico Bellono, segretario generale Fiom Cgil Provinciale Torino, che si sta occupando da vicino del caso Comital: “Al momento abbiamo trovato una soluzione transitoria, per un mese l'azienda non procederà con i licenziamenti, ma non sappiamo cosa succederà nei prossimi 30 giorni. Il presidio prosegue, ma la decisione è servita per calmare un po' gli animi”. 

La sospensione dei licenziamenti è stata una piccola vittoria, come testimoniano anche le dichiarazioni rilasciate dell'assessora al Lavoro della Regione Piemonte Gianna Pentenero dopo la riunione di mercoledì:  

"Dopo una trattativa molto lunga e complicata l'intesa raggiunta oggi è un passo in avanti concreto per consentire, auspicabilmente, di arrivare a una conclusione positiva della vicenda Comital. È evidente che oggi non abbiamo raggiunto la soluzione, ma messo un tassello per arrivare a quello che resta l'obiettivo condiviso dalle parti: favorire il processo di acquisizione dell'azienda".

I motivi della chiusura

La Comital è stata acquistata dai francesi della Lamalù soltanto del 2015, ma come mai dopo neanche due anni si è deciso di chiudere i battenti? Una domanda a cui ha risposto Federico Bellono: “Non è semplice fermarsi a capire. E' evidente che i francesi hanno sottovalutato la difficoltà gestionali di un impianto del genere”. 

“Inoltre – continua Bellono – c'è un pensiero condiviso anche dai lavoratori: la situazione è iniziata a peggiorare per la cattiva gestione dei francesi, che hanno affidato l'impianto a delle persone di fiducia in Italia, disinteressandosi di quello che stava accadendo. Poi, vista la complessità di questa realtà e il fatto che Lamalù opera in un altro settore, hanno convinto i proprietari francesi a optare per la liquidazione”.

Gli scenari 

Sembra difficile, per non dire impossibile, che i francesi cambino rotta e decidano di non disfarsi più della Comital, in quanto la procedura di liquidazione è già stata avviata, quindi sono due i possibili scenari che i lavoratori di Volpiano hanno di fronte: la peggiore, in cui l'azienda viene chiusa con gli operai che si ritroverebbero in mezzo ad una strada, o la migliore (per modo di dire), in cui una nuova azienda acquista la Comital, mantenendo gli operai che ci hanno lavorato fino ad oggi. “In caso di acquisto da parte di nuovi proprietari – ha spiegato Bellono – abbiamo messo subito le mani avanti. Se dovesse concretizzarsi questa ipotesi faremo di tutto per mantenere i livelli occupazionali dei lavoratori. Se questa cessione non dovesse avvenire torneremmo alla situazione vista nei giorni scorsi, con la tensione alta tra gli operai e i francesi convinti nel licenziare tutti”.

Spiega ancora il sindacalista: 

"Inoltre, se la Comital dovesse essere venduta, ci sarebbero dei vantaggi anche per la stessa Lamalù, che in caso di cessione potrebbe rientrare dei debiti contratti in questo periodo e dei costi di liquidazione, risparmiando anche tutte le spese necessarie per licenziare 138 persone".

Le offerte

Ma ci sono delle aziende interessate a comprare Comital? “Non possiamo fare nomi – ha risposto Bellono – ma siamo certi che nei giorni scorsi ci sono state diverse visite da parte di possibili acquirenti. Si parla di alcune aziende italiane, anche se è forte l'interessamento di due società straniere, una cinese e una turca”.

Infatti per cinesi e turchi la Comital dovrebbe essere un acquisto 'invitante' per vari motivi: “Cinesi e turchi – ha spiegato il segretario generale Fiom Cgil Provinciale Torino – hanno molto interesse a comprare uno stabilimento del genere in Italia. Questo permetterebbe loro di entrare nel mercato europeo dalla porta principale, con il vantaggio, sopratutto per i cinesi, di poter acquisire la materia prima a prezzi più bassi”

La protesta 

“I francesi ci rubano il futuro. Le francais volent notre avenir": questo è soltanto uno degli slogan che campeggiano sugli striscioni esposti fuori dalla fabbrica di Volpiano, che al momento hanno un altro mese da aspettare, prima di sapere quale sarà il loro destino. “Almeno in questo mese verranno regolarmente pagati”, questa è la piccola vittoria sindacale ottenuta per i lavoratori torinesi. “I francesi hanno capito che era meglio temporeggiare – prosegue Bellono – Rispetto ai costi di tutta la faccenda, un mese in più di stipendi per i lavoratori è quasi un dettaglio. Soprattutto se c'è un reale interesse di qualche acquirente”. 

La forza degli operai

“Lo stato d'animo degli operai è di chi non ha nulla da perdere – ha concluso Bellono – I francesi hanno sottovalutato questa determinazione dei lavoratori, che non è data da chissà quale coscienza sindacale, ma dal fatto che non hanno alternativa. Il licenziamento di 138 persone diventerebbe un problema sociale. In un momento come questo in cui la crisi non è superata, salvare un'azienda come la Comital sarebbe importante, per i lavoratori e per tutta la zona”. 

La sospensione dei licenziamenti ha cambiato le acque ma non ha risolto la situazione. Le bocce rimarranno ferme almeno fino ai prossimi incontri. Il primo è previsto per il 9 novembre, poi ci sarà quello più importante del 15 novembre. Ma la data da segnare sul calendario è quella del 17 novembre, quel giorno si saprà con certezza il destino dei 138 operai della Comital di Volpiano.

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