Mercoledì, 14 Aprile 2021

Cassa integrazione, decreto approvato dal governo: cosa cambia

Via libera al decreto che consente alle aziende colpite dalla crisi del coronavirus di anticipare subito le 4 settimane di cassa integrazione che inizialmente erano state riservate al periodo settembre-ottobre. I sindacati: "Non basta, serve il blocco dei licenziamenti fino a fine anno"

Il presidente del Consiglio Giuseppe Conte

Cassa integrazione Covid "allungata" di un mese, da subito: il governo concede un po' di ossigeno per i lavoratori e la ripartenza delle imprese. Il Consiglio dei ministri, su proposta del ministro dell'economia Roberto Gualtieri e del ministro del lavoro e delle politiche sociali Nunzia Catalfo, ha approvato un decreto legge che introduce ulteriori misure urgenti in materia di trattamento di integrazione salariale. "Approvato in Consiglio dei Ministri il decreto che permette alle aziende che hanno esaurito le 14 settimane di #CassaIntegrazione, previste nel #CuraItalia e #DecretoRilancio, di anticipare le ulteriori 4 previste. Sosteniamo la ripartenza delle imprese tutelando i lavoratori", ha scritto su Twitter il ministro del Lavoro Nunzia Catalfo.

Cosa prevede il testo approvato dal governo? In deroga alla normativa vigente, i datori di lavoro che abbiano fruito del trattamento di integrazione salariale ordinario, straordinario o in deroga, per l'intero periodo precedentemente concesso, fino alla durata massima di quattordici settimane, possono fruire di ulteriori quattro settimane anche per periodi decorrenti prima del 1° settembre 2020. Resta ferma la durata massima di diciotto settimane, considerati cumulativamente i trattamenti riconosciuti.

Un anticipo, dunque, di un ammortizzatore sociale che per ragioni di coperture sarebbe scattato soltanto dopo l'estate, non "giorni" di cassa in più rispetto al totale di diciotto settimane che il governo ha messo sul piatto per affrontare l'emergenza. Con questo decreto, le aziende e i lavoratori che hanno esaurito le prime 14 settimane di cig "potranno chiedere da subito le ulteriori quattro settimane approvate dal dl Rilancio", ha rimarcato il premier Giuseppe Conte nel corso della riunione con i sindacati agli Stati generali dell'economia. 

Il decreto dispone inoltre che, indipendentemente dal periodo di riferimento, i datori di lavoro che abbiano erroneamente presentato la domanda per trattamenti diversi da quelli a cui avrebbero avuto diritto o comunque con errori od omissioni che ne hanno impedito l'accettazione, possano presentare la domanda nelle modalità corrette entro trenta giorni dalla comunicazione dell'errore nella precedente istanza da parte dell'amministrazione di riferimento, a pena di decadenza, anche nelle more della revoca dell'eventuale provvedimento di concessione emanato dall'amministrazione competente. Infine, sono prorogati dal 15 luglio al 15 agosto 2020 i termini per la presentazione delle istanze di regolarizzazione di cui all'art. 103 del decreto-legge 19 maggio 2020, n. 34, e dal 30 giugno al 31 luglio 2020 quelli per la presentazione delle domande per il reddito di emergenza.

I sindacati parlano di "un primo risultato". Agli Stati generali i leader di Cgil, Cisl e Uil hanno chiesto un ampliamento degli ammortizzatori sociali per tutto il 2020, con la proroga del blocco dei licenziamenti (al momento fissato a metà agosto).

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