Domenica, 7 Marzo 2021
Italia

Cassa integrazione, perché i soldi non arrivano: il Governo verso la "via veloce"

Attualmente il collo di bottiglia del sistema è il passaggio delle domande nelle Regioni: ora si cerca di superare le procedure esistenti per arrivare a un raccordo diretto tra lavoratori e Inps

Cassa integrazione, i soldi non arrivano ma la riforma sì. Con il decreto Rilancio, o meglio con un emendamento nel corso dell'iter parlamentare di conversione in legge, sarà disposta una nuova procedura per far arrivare subito nelle tasche dei lavoratori la cassa integrazione in deroga.

Attualmente infatti il collo di bottiglia del sistema è il passaggio in Regione. Le domande di cassa integrazione sono pagate fino a ora dall'Inps sono soltanto 121.000 mentre alcuni milioni di italiani sono ancora in attesa perché, come spiega il presidente dell'Inps, Pasquale Tridico, le domande di cassa integrazione in deroga sono decretate dalla Regione, poi passano all'istituto di previdenza che deve aspettare fino a un mese per conoscere le ore messe a riposo da parte delle imprese.

Ora il Governo vuole bypasserà le Regioni come spiegato dal ministro degli Affari regionali Francesco Boccia che ha proposto di superare le procedure esistenti, per arrivare a un raccordo diretto tra lavoratori e Inps, saltando il passaggio delle Regioni: "Di solito si impiegano tra i 4 e i 5 mesi per l'erogazione della Cigd, un tempo eccessivamente lungo soprattutto in questa fase in cui bisogna semplificare e accelerare", ha spiegato Boccia.

La nuova norma che verrà scritta dalla ministra del Lavoro vedrà la luce solo e soltanto dopo che avrà ricevuto il via libera delle Regioni. La nuova via veloce per la cigd sarà riservata alle imprese con meno di 5 dipendenti e a tutte le aziende che non accedono a quella ordinaria. Il nuovo meccanismo, comunque, non si applicherebbe alle richieste già in corso. 

Quanto alla cassa integrazione ordinaria verrà probabilmente prorogata, con 14 settimane fruibili tra il 23 febbraio e il 31 agosto 2020, e quattro settimane dal 1 settembre al 31 ottobre. Con una nuova procedura si cercherà di assicurare i pagamenti entro un mese e mezzo dalla presentazione della domanda.

Il sindaco va a Roma in bici e scopre che la "cassa integrazione" è ferma in Regione

Ha fatto molto discutere la storia di Gianluca Bacchetta, sindaco di Divignano in provincia di Novara, e proprietario di un ristorante che conta cinque dipendenti. Per protestare contro il mancato versamento dei fondi per il pagamento della Cassa Integrazione ha percorso in bicicletta oltre 650 chilometri per incontrare il presidente del Consiglio. 

La sua è la storia di quanti hanno presentato una pratica rimasta ferma negli uffici delle Regioni e mai pervenute all’Inps. Come raccontato dallo stesso Bacchetta:

"Conte ha chiamato il presidente dell’Inps Pasquale Tridico mentre eravamo insieme e gli ha spiegato la mia situazione. Dopo circa un’ora ha richiamato e pensavo ne avessi combinata una delle mie, invece all’Inps avevano verificato la mia domanda e così mi hanno confermato che si era bloccata in questi passaggi burocratici"

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