Giovedì, 6 Maggio 2021
La data "saltata"

La protesta dei centri commerciali: "Apertura nei weekend cancellata dal decreto"

Nel testo finale del Dl sulle aperture non vi è più alcun riferimento alla misura, che invece era presente nelle bozze e prevedeva la ripartenza dal 15 maggio. Il presidente di Federdistribuzione: ''Eliminata senza alcuna spiegazione"

Centri commerciali ancora chiusi nei weekend (Foto di repertorio Ansa)

I centri commerciali restano chiusi nel fine setimana? Nel testo finale del decreto aperture varato dal Governo Draghi e appena pubblicato in Gazzetta Ufficiale, non c'è più alcun riferimento alla data in cui i centri commerciali avrebbero potuto riaprire nei weekend. Nelle bozze della road map che partirà da lunedì 26 aprile, l'esecutivo aveva previsto dal 15 maggio la possibilità di aprire i centri commerciali, i parchi commerciali e le strutture analoghe anche il sabato e la domenica nelle zone gialle. Invece, leggendo la versione definitiva del decreto, non vi è più traccia di questa misura. Un'assenza che non è passata certo inosservata per i diretti interessati.

La protesta dei centri commerciali

"Prendiamo atto che la riapertura dei centri commerciali durante il fine settimana è stata cancellata, senza alcuna spiegazione, dal dl riaperture pubblicato in gazzetta ufficiale la scorsa notte". Questo il commento di Alberto Frausin, presidente di Federdistribuzione. Oltre alla beffa per la norma cancellata dal decreto, sui centri commerciali adesso aleggia l'incertezza sulla nuova data da cui si potrà riaprire nei fine settimana: "Non possiamo accettare che le aziende del commercio, che hanno sempre risposto con responsabilità durante tutte le fasi dell'emergenza pandemica, - ha aggiunto Frausin - non abbiano una prospettiva certa sulla data di riapertura dei punti vendita, a differenza di tutti gli altri settori. Occorre superare questa situazione, si possono mettere in campo tutte le misure necessarie, senza rassegnarsi a tenere chiuso".

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Secondo il presidente di Federdistribuzione, i centri commerciali sono luoghi i cui è possibile mantenere alti livelli di sicurezza e dove far rispettare le norme anti-contagio: "I centri commerciali, così come i parchi commerciali che hanno punti vendita separati da aree all'aperto, sono luoghi sicuri. Sin dall'inizio dell'emergenza, le attività commerciali hanno adottato con efficacia tutte le misure di sicurezza necessarie, mettendo in atto in tempi rapidi protocolli operativi molto stringenti, volti a prevenire i rischi di contagio, a tutela di clienti, collaboratori e fornitori. I protocolli previsti consentono di gestire in sicurezza l'apertura anche durante i week end, garantendo la gestione degli accessi, dei flussi e della sicurezza dei clienti".

Unc: "Scelta scellerata"

La cancellazione della riapertura dei centri commerciali nei fine settimana è "una scelta scellerata, iniqua e assurda!" per Massimiliano Dona, presidente dell'Unione Nazionale Consumatori. "Non solo non c'è alcuna motivazione scientifica, visto che basta regolare gli ingressi per evitare gli assembramenti, - spiega - ma è pazzesco e contraddittorio che riaprano attività che non sono per niente necessarie e non i negozi presenti all'interno dei centri commerciali" a proposito della sparizione dal testo finale del decreto riaperture, pubblicato in Gazzetta Ufficiale, del riferimento previsto dalle bozze che prevedeva la possibilità di aprire i centri commerciali, i parchi commerciali e le strutture analoghe nei fine settimana a partire dal 15 maggio.

"Questa decisione, peraltro, è controproducente ai fini di contenere la pandemia, - aggiunge Dona - visto che la conseguenza in passato è sempre stata, in tutti i momenti di maggior afflusso come a Natale, di produrre assembramenti nei centri storici. I centri commerciali, invece, essendo quasi sempre fuori città e nelle zone periferiche, diminuiscono la pressione dalle vie centrali delle metropoli" conclude Dona.

Coop: "Un dietrofront inspiegabile"

Anche Marco Pedroni, presidente Ancc-Coop (Associazione Nazionale Cooperative di Consumatori) e Coop Italia, ha chiesto al Governo di tornare sui suoi passi: "Chiediamo con forza la correzione del testo del Decreto che permetta così la riapertura dei centri commerciali".

"La notizia è arrivata nottetempo e ci ha colto di sorpresa perché le indicazioni ricevute nella giornata di ieri andavano in tutt'altra direzione. -aggiunge Pedroni - Non capiamo il perché di questo dietrofront e nessuno d'altronde ce lo ha spiegato anche perché è una richiesta fortemente attesa da tutto il mondo delle imprese del settore".

Centri commerciali: "Il Governo ci convochi con urgenza"

Le Associazioni del Commercio chiedono un incontro urgente con il Presidente del Consiglio Mario Draghi per conoscere le motivazioni a supporto della scelta di annullare la prevista riapertura dei centri commerciali anche nei fine settimana nelle aree a minor rischio. Ancc-Coop, AncdConad, Confcommercio, Confesercenti, Confimprese, Cncc-Consiglio Nazionale dei Centri Commerciali e Federdistribuzione infatti, si legge in una nota, apprendono la decisione "con stupore ed estrema preoccupazione ": una "decisione del tutto inattesa che va a gravare ulteriormente su un settore fortemente compromesso da chiusure straordinarie che si protraggono da oltre un anno", dicono.

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