Domenica, 26 Settembre 2021
Lavoro

"Nove ore al giorno, tremila euro netti al mese. Ma non trovo personale"

L'azienda di logistica Napolitrans cerca 60 camionisti. Ieri a denunciare la carenza di autisti era stata l'associazione di categoria Anita: all'appello ne mancherebbero cinquemila in tutta Italia. Ma il sindacato Filt Cgil denuncia ritmi di lavoro sempre più intensi e retribuzioni diminuite

Nove ore al giorno per 5 giorni, tremila euro netti al mese. Eppure Gerardo Napoli, 49 anni, amministratore unico dell'azienda di logistica Napolitrans, non riesce a trovare autisti. Un lavoro di certo non facile, ma di sicuro ben retribuito. "La mia azienda consegna alimentari alla grande distribuzione" dice al 'Corriere della Sera'. "Siamo arrivati a 80 milioni di fatturato ma potremmo fare di più: il nostro giro d’affari è limitato dalla mancanza di personale". E dire che di personale ne servirebbe parecchio, ben 60 conducenti. Che però, stando alla testimonianza di Napoli, non si trovano.

Un paradosso in una regione che ha un'enorme problema di disoccupazione. E se venissero assunti una parte dei lavoratori licenziati dalla Whirlpool di Napoli? "Non possiamo farci carico noi del costo della patente. Si fa presto a fare i conti: 6 mila euro per 60 lavoratori equivarrebbero a 360 mila euro, un investimento troppo oneroso". Insomma, dovrebbe pensarci lo Stato. Certo riqualificare i lavoratori vuol dire anche questo. Il 49enne ha assicurato che l'azienda assume solo con il contratto nazionale della logisitica e che di conducenti c'è effettivamente un gran bisogno. 

Il caso degli autisti che mancano: si punta alla manodopera straniera?

Il caso della Napolitrans non sembra isolato. Secondo Anita, l'associazione di Confindustria che rappresenta le imprese di autotrasporto merci e logistica, all'appello mancherebbero 5mila autisti, un numero che potrebbe arrivare addirittura a 17mila alla fine del prossimo biennio. Le cause sono tante, le soluzioni non certo semplici. Un'ipotesi potrebbe essere quella di puntare sulla manodopera in arrivo dall'estero. La proposta di Anita è in sostanza quella di inserire una quota dedicata agli autisti nel decreto flussi, per favorire il reclutamento di immigrati che dovrebbero lavorare nelle aziende italiane. "Noi chiediamo una quota riservata esclusivamente per i conducenti di mezzi pesanti" ha fatto sapere l'associazione. 

Il sindacato: "Ritmi sempre più intensi, le retribuzioni sono diminuite"

Ma perché non si trovano più camionisti? Il segretario nazionale della Filt Cgil Michele De Rose sul tema ha la idee chiare. "Il problema della carenza di autisti, denunciato da alcune associazioni datoriali del settore, per noi è riconducibile al peggioramento della qualità e della sicurezza sul lavoro e alle retribuzioni che sono diminuite".

Secondo il dirigente nazionale della Filt Cgil "negli ultimi anni è cambiato il modo di lavorare degli autisti, soprattutto per quanto riguarda ritmi e tempi di lavoro, sempre più intensi e dilatati oltre misura. Allo stesso tempo si registra la carenza di infrastrutture dedicate al ristoro e al riposo dell'autotrasportatore lungo la rete viaria italiana. Inoltre i troppi incidenti stradali, aventi spesso come esito la morte sul lavoro di autisti ma anche con il coinvolgimento di altri utenti della strada, necessitano norme sul tema del miglioramento della salute e della sicurezza".

"Sul piano delle retribuzioni - spiega De Rose - oggi un'autista di mezzi pesanti guadagna in media 1.800 euro al mese, che salgono a 2.400 in caso di viaggi lunghi e trasferte all'estero, ma i turni possono coprire fino a 59/61 ore settimanali che, pur considerando anche i tempi di attesa per carico e scarico merci sono molte di più rispetto alle 39 ore standard delle altre professioni".

"Sul reclutamento di autisti - afferma infine il dirigente nazionale della Filt Cgil - pesano le certificazioni professionali che hanno un costo di circa 5-6 mila euro e che sono completamente a carico del conducente. E' difficile che un giovane disponga di tale cifra, per questo abbiamo chiesto al Ministero delle Infrastrutture e Mobilità Sostenibili di provvedere ad una politica di incentivi a favore delle imprese che fanno anche formazione, per poter rimborsare i costi sopportati dai lavoratori per le abilitazioni alla guida dei mezzi", conclude.

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