Giovedì, 23 Settembre 2021
Economia

Decreto Ristori bis: montano le polemiche in attesa del provvedimento

Italia a 3 colori e 3 misure. Problema fondi

Montano le polemiche mentre si attende il nuovo Decreto Ristori. Annunciato già per stasera (giovedì 5 novembre), il provvedimento contiene la disciplina dei contributi a fondo perduto riservati alle attività produttive ricadenti in zona rossa. Significa che mentre gli aiuti previsti dal Decreto Ristori 1 erano destinati indistintamente a tutte le Partite Iva e attività messe in difficoltà dall'emergenza legata all'epidemia di covid, i fondi stanziati dal Decreto Ristori bis andranno ai soli operatori ricadenti nelle zone classificate a più alto rischio cioè, al momento, Lombardia, Piemonte e Calabria e Valle d’Aosta.

Chi resta escluso dai ristori- bis

In pratica, dunque, restano escluse dai nuovi aiuti tutte le regioni del Centro-Sud mentre non mancano le incognite legate al fatto che la classificazione di rischio delle 18 regioni restanti - ad iniziare da quelle classificate a medio rischio e poste in zona aroncione - in base agli indicatori potrebbe variare in poche settimane.

Non sono poche, comunque, le categorie escluse da qualsiasi aiuto perché non rientranti nei codici Ateco designati dal Decreto Ristori 1: lavanderie industriali, rosticcerie e pizzerie al taglio, aziende del settore degli  eventi, bus turistici, bouvette degli istituti scolastici, fornitori dei distributori automatici, circoli Arci e Acli, e i b&b della Campania che lavorano senza partita Iva grazie a una legge regionale.

Chi ha diritto ai ristori-bis

Sono oltre 700mila le attività delle 4 regioni in zona rossa che avranno diritto ai nuovi aiuti. Se però dovesse cambiare il livello di rischio delle 3 principali regioni del Sud - Campania e Sicilia e Puglia, di cui le ultime 2 già in zona arancione - il numero risulterebbe quasi triplicato e arriverebbe a superare i 2milioni di operatori.

A quanto ammontano i ristori-bis

Il nuovo contributo a fondo perduto non sarà inferiore a

  • 2mila euro per le persone fisiche
  • 4mila euro per le piccole imprese.

Non è previsto un limite massimo di fatturato.

Mentre è caccia alle risorse tra limiti di bilancio e disponibilità, è certo che sarà l’Aagenzia delle Entrate a liquidare materialmente il bonus mediante bonifico sul c/corrente degli aventi diritto, non oltre metà dicembre. Tutti gli operatori riportati sostanzialmente in lockdown beneficeranno anche del credito d'imposta sugli affitti e della sospensione del versamento dei contributi.

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