La cimice asiatica ci costa milioni di euro: tasse scontate per le aziende mangiucchiate

Subito un fondo da 80 milioni, mutui agevolati e niente aumenti irpef. Intanto dopo il via libera del Governo è quasi pronto il piano per l'introduzione della "Vespa Samurai", ma da Coldiretti arriva l'appello: "Serve una quarantena europea dei prodotti extra Ue"

Ottanta milioni di euro in tre anni: una prima risposta all'emergenza "cimice asiatica" quella annunciata dal ministro delle Politiche agricole, Teresa Bellanova, che da Ferrara ha annunciato l'istituzione nella prossima Legge di Bilancio di un fondo dedicato. 

Un aiuto che andrà in particolar modo nella disponibilità delle aziende agricole danneggiate da una vera e propria piaga. Le cimici che in molti stanno trovano nelle proprie case sono infatti un vero e proprio pericolo per le colture mettendo in grave difficoltà il tessuto agricolo.

Danni per oltre 350 milioni di euro per le sole pere, pesche e nettarine, mezzo milione di giornate lavorate in meno e un perdita media per ettaro che può essere calcolata in 8.600 euro.

Questa la prima, provvisoria stima dell'impatto che la cimice sta avendo nel nord Italia, secondo l'analisi compiuta dal Centro servizi ortofrutticoli di Ferrara.

Per far fronte all'emergenza il governo oltre al fondo ad hoc, conta di aiutare le imprese sterilizzando gli aumenti Irpef in agricoltura.  "Verrà convocato un tavolo di confronto con l'Associazione bancaria italiana per cercare di ottenere una moratoria sui mutui in essere -  spiegano dal MoVimento 5 Stelle - insieme alle Regioni, condivideremo i nuovi obiettivi per avviare la riforma del Fondo di solidarietà nazionale". In particolare la Regione Emilia Romagna ha portato da 250 a 500 lo stanziamento per Confidi lasciando alle imprese danneggiate dalla cimice la precedenza nella richiesta di mutui a tassi agevolati. 

Intanto è arrivato il via libera del Governo ad introdurre nel nostro ecosistema la vespa samurai, predatore naturale della cimice asiatica. 

Il ministro Bellanova alla Prefettura di Ferrara: "La legge di bilancio 2020 non conterrà il previsto aumento dell'Irpef in agricoltura. Subito un fondo da 80 milioni di euro in favore delle imprese che hanno subito danni"

"Un atto di grande responsabilità nei confronti di una vera e propria calamità" sottolinea il presidente di Coldiretti Ettore Prandini. A rischio vi sono infatti intere produzioni di meli, peri, kiwi, ma anche peschi, ciliegi, albicocchi e piante da vivai. "Gli interventi per l'emergenza vanno ora accompagnati da misure strutturali" evidenzia Prandini che chiede un cambio di passo nelle misure di prevenzione a livello comunitario:

"La politica europea è troppo permissiva e consente troppo spesso l'ingresso di prodotti agroalimentari e florovivaistici nell'Ue senza che siano applicate le cautele e le quarantene"

Cimice asiatica, che cos'è e come si combatte

Specie 'aliena', o esotica, per il nostro Paese, la Halyomorpha halys ormai nota con il nome comune di cimice marmorata asiatica, è stata osservata per la prima volta in Italia nel 2012, in Emilia Romagna, poi segnalata in tutte le regioni italiane. L'insetto proviene da Cina, Giappone, Corea e Taiwan, si alimenta su molte piante, incluse quelle di interesse agricolo e arboreo. La cimice asiatica ha un elevato potenziale demografico e in Italia mostra due cicli riproduttivi l'anno con oltre 200 uova per femmina (numero molto superiore ad altri contesti di presenza) e ha un tempo di sviluppo degli adulti più rapido che in altri Paesi.

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Il principale impatto è sulla produzione frutticola, ma non lo sono meno quelli sui noccioleti; ad esempio in Piemonte nel 2017 sono state registrate perdite del 90% della coltivazione di nocciole. I danni si stanno estendendo anche al centro Italia ed è prevedibile una progressiva crescita degli impatti economici conseguente all'espansione della cimice asiatica anche alle regioni del meridione.

Cimici asiatiche, come allontanarle dalle nostre case

Il fenomeno delle invasioni biologiche, ovvero il trasporto operato dall'uomo accidentalmente o intenzionalmente di specie al di fuori del loro areale naturale, è in forte crescita in tutto il mondo, con tassi di incremento stimati in oltre il 75% in 30 anni e ancora superiori per il nostro Paese (96% in 30 anni). I dati scientifici disponibili indicano che le specie esotiche invasive causano oltre 12 miliardi di euro di danni all'anno in Europa e potranno determinare in futuro perdite all'agricoltura globale per oltre 540 miliardi di dollari l'anno. 

La soluzione al momento non c'è: la cimice asiatica ha un'elevata tolleranza a molti insetticidi e non esistono ancora sul mercato prodotti selettivi per questo insetto. La tecnica più promettente è quella del controllo biologico, ovvero l'utilizzo di antagonisti naturali della specie. che però vanno cercati tra le specie esotiche come la vespa samurai (Trissolcus japonicus).

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