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Martedì, 30 Novembre 2021
Economia mondiale

Brusca frenata del pil cinese. Cosa rischiamo in Europa?

Inflazione, manufatturiero, commodities: le possibili ricadute globali. "Potremmo perdere 1,5 punti di Pil"

L'economia di Pechino è in frenata ma quali potrebbero essere le conseguenze sul resto del mondo? E' ancora presto per fare previsioni ma è indubbio che la Cina non viaggia più sui numeri di prima (il Pil del terzo trimestre ha perso tre punti, passando dal +7,9% di aprile-giugno al 4,9% di luglio-settembre) e l'incognita Evergrande (il gigante immobiliare sull'orlo del default) pesa come un macigno sull'orizzonte globale. Secondo Il Sole24ore, "le possibili ricadute sull’economia globale seguono diversi canali. Una frenata potrebbe comprimere la domanda cinese, che si concentra soprattutto sulle materie prime". Dunque quotazioni delle commodities giù e sofferenza per tutti i paesi esportatori. C'è poi il nodo inflazione. "Il rialzo dei prezzi cinesi, se dovesse proseguire creando una situazione di stagflazione, potrebbe invece esportare inflazione in tutto il mondo". Per non parlare del settore creditizio: "come ha ricordato in una nota Erik Nielsen, capoeconomista di Unicredit Bank - si legge sul quotidiano economico - 'c’è una forte correlazione tra l’impulso al credito in Cina e, dodici mesi dopo, con gli indici Pmi del settore manifatturiero globale', che misurano il livello di attività del comparto".

Se la Cina frena, rischiamo 1,5 punti di Pil in meno

Tradotto in numeri? Una stima ancora non c'è ma una ricerca del 2019 della Federal Reserve, ricorda ancora il quotidiano, ha concluso che un atterraggio duro cinese sarebbe un grande evento globale e porterebbe a serie conseguenze negative in tutto il mondo, soprattutto se coinvolgesse i mercati finanziari globali. "Gli Usa sarebbero relativamente al riparo, mentre risulterebbero più colpiti i paesi emergenti e, in misura decisamente più limitata, anche gli altri paesi avanzati. Una brusca contrazione di quattro punti percentuali del pil cinese rispetto al trend comporterebbe una contrazione di 0,75 punti, sempre rispetto al trend del pil negli Usa, di circa 1-1,5 punti negli altri Paesi avanzati, e di quasi tre punti negli emergenti". La situazione richiede dunque grande attenzione. "La Cina ha 'tenuto' durante tutte le crisi, da quella asiatica del 1992 in poi, fornendo un punto di stabilità per l’economia globale. Un rallentamento troppo brusco potrebbe presentare, anche per la relativa arretratezza del suo sistema economico e politico un nuovo, grande elemento di rischio."

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