Mercoledì, 22 Settembre 2021
Economia Italia

Uscire dall'euro? Dopo le parole di Claudio Borghi è costretto ad intervenire anche Conte

Il responsabile economico della Lega Claudio Borghi nega che il governo voglia andare allo scontro con l'Unione Europea, ma pronuncia una frase che farà discutere. Dopo poche ore è costretto ad intervenire anche il premier Giuseppe Conte

Il leader della Lega Matteo Salvini con il board euroscettico del Carroccio Claudio Borghi e Alberto Bagnai. Foto di archivio ANSA / ETTORE FERRARI

Il deputato della Lega Claudio Borghi, presidente della commissione Bilancio della Camera, poco fa ai microfoni di Radio anch’io su Rai Radio1 ha difeso il programma del governo ma ha pronunciato una frase destina a far discutere per un duplice motivo: a pronunciarla è il consigliere economico di Salvini e in secondo perché paventa una delle grandi paure degli investitori internazionali, ovvero l'uscita dell'Italia dall'euro. (Ricordate il famoso "Piano B" del ministro Savona?)

“Sono straconvinto che l’Italia con una propria moneta risolverebbe gran parte dei propri problemi" spiega Claudio Borghi che poi argomenta.

"Il fatto di avere il controllo sui propri mezzi di politica monetaria è condizione necessaria - ma non sufficiente - per realizzare l’ambizioso ed enorme programma di risanamento. Ma per fare questo passo ci vuole accordo e consapevolezza da parte dei cittadini."

Borghi poi chiarisce: "L'uscita dell'Italia dall'euro non è nel contratto di Governo"

Occhio allo spread, il divario tra Btp e Bund in tempo reale

L'economista del Carroccio poi difende il piano italiano di aumento del deficit: "Avessimo voluto andare oggettivamente allo scontro con l’Unione europea per arrivare a questo risultato, avremmo dichiarato il 3,1 come deficit, non il 2,4.

"In realtà noi semplicemente vogliamo fare le politiche che in questo momento sono il minimo indispensabile per permettere alla nostra economia di stare un po’ meglio”.

L'audio di Cladio Borghi a Radio Anch'io

L'avvertimento di Juncker all'Italia: "Rischio Grecia"

Intanto dopo la mediazione tentata da Tria in sede di Eurogruppo in Lussemburgo si alzano i toni dello scontro tra Italia ed Europa. "Se l'Italia vuole un trattamento particolare, vorrebbe dire la fine dell'euro. Bisogna essere molto rigidi" ha detto il presidente della Commissione Ue Junker. Palazzo Chigi chiede "dialogo senza pregiudizi", mentre Salvini alza i toni: "Non ci fermeranno".

Def, Bruxelles spera in un passo indietro dell'Italia

L'Europa spera però ancora in un passo indietro dell'Italia: "Abbiamo regole comuni e mi aspetto che Giovanni Tria, dopo tutti i bilaterali di ieri, sia pronto a rafforzare la discussione anche a livello italiano", dice il ministro dell'economia austriaco e presidente di turno dell'Ecofin, Hartwig Loger, rispondendo a chi gli chiede cosa si aspetta dall'Italia.

Loger ha poi invitato anche gli investitori ad attendere: "Teniamo a mente che è il 15 ottobre la data in cui si può decidere in che direzione si può reagire" alla manovra italiana.

Intanto l'agenzia di rating Moody's in un rapporto pubblicato oggi spiega come l'Europa non sia preparata ad affrontare un altro forte rallentamento dell'economia che metta alla prova il sistema finanziario.

"Sarà più esposta a una nuova eventuale crisi nonostante dopo l'ultima recessione gli emittenti abbiano beneficiato di condizioni del credito favorevoli e le banche abbiano rinforzato la loro solidità patrimoniale"

salvini junker-2

Ad incalzare l'asse anti Junker è Alberto Bagnai, teorico no euro del Carroccio.

https://t.co/fFXwlDQKxQ

— Alberto Bagnai (@AlbertoBagnai) 2 ottobre 2018

A stretto giro arriva il chiarimento del presidente del consiglio Giuseppe Conte.

"L’euro è la nostra moneta ed è per noi irrinunciabile. Qualsiasi altra dichiarazione che prospetti una diversa valutazione è da considerarsi come una libera e arbitraria opinione che non ha nulla a che vedere con la politica del Governo che presiedo, perché non contemplata nel contratto posto a fondamento di questa esperienza di governo".

Borghi: "L'Italia non è il Venezuela"

"Non esiste un piano per lasciare l'euro all'interno di questo governo, indipendentemente dalla mia convinzione personale" chiarisce poi Claudio Borghi, in un'intervista a Bloomberg Television.

Che cosa può fare l'Europa per fermare i piani del governo italiano

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