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Mercoledì, 8 Dicembre 2021
Economia

Gli argomenti su cui è meglio non scherzare ad un colloquio di lavoro

Fare una buona impressione è fondamentale. Ecco le tematiche su cui è meglio non fare ironia o sarcasmo nel corso della chiacchierata con il recruiter

Il colloquio di lavoro è uno dei momenti cruciali della propria carriera. Fare una buona impressione al recruiter con cui abbiamo un appuntamento è indispensabile per garantirsi l’assunzione. Eppure non sempre l’incontro può rivelarsi facile come si pensa. Il pericolo di fare battute inappropriate è proprio dietro l’angolo. E inimicarsi chi si ha di fronte è davvero molto più semplice del previsto. Se l’outfit con cui vi presentate deve essere adeguato per l’occasione, anche quello che direte dovrà essere valutato con estrema attenzione. Lo sapevi, ad esempio, che ci sono argomenti su cui è meglio non scherzare ad un colloquio? Quelle che andremo a scoprire oggi sono delle tematiche su cui è meglio non fare ironia o sarcasmo nel corso della chiacchierata con il recruiter.

Lo stipendio

Durante il primo colloquio è inopportuno scherzare su quello che sarà lo stipendio. Se è consigliabile evitare di entrare in argomento per primo, è addirittura preferibile non fare battute al riguardo. Per intenderci, uscire con frasi del tipo “Io per meno di 10.000 euro al mese non mi sveglio la mattina” è proprio fuori luogo. Soprattutto se ti stai candidando per un posto da cameriere part time per una trattoria di provincia. O ancora “A me va bene qualsiasi cifra”. Assolutamente no. Il tuo lavoro e il tuo tempo valgono. Una frase del genere dà in automatico l’idea all’esaminatore che tu credi di non valere nulla. E se lo credi tu, perché la sua idea dovrebbe essere diversa?

Il lavoro

Tra gli argomenti su cui non scherzare durante un colloquio c’è il lavoro. Inteso come mansioni che andrai a svolgere una volta assunto. Per l’azienda che sta cercando personale è molto importante trovare qualcuno di cui fidarsi su cui investire tempo, soldi ed energie per la formazione affinché rimanga lì il più a lungo possibile. Schernire i dipendenti che attualmente stanno lavorando lì con frasi del tipo: “La contabilità è una cosa che potrebbe fare anche un bambino” è controproducente. L’idea che si farà la persona che hai di fronte sarà quella che tu non prendi seriamente la posizione per cui ti sei candidato. “Io faccio solo le cose da contratto” è un’altra battuta di pessimo gusto. E’ inevitabile che, durante l’orario di lavoro, ti verranno chieste delle altre cose che magari esulano dal tuo contratto. Dimostrarsi con una mente aperta è il primo passo per fare una bella impressione. Di conseguenza, una frase come “Tenere in ordine la mia scrivania è compito della donna delle pulizie” è proprio da evitare.

I figli

I figli sono un argomento molto delicato che bisogna trattare con le pinze. Sempre. Perché non sappiamo quale sia il pensiero in merito della persona che abbiamo di fronte. Né tantomeno conosciamo la sua situazione familiare. Fare ironia con frasi tipo “Che ci vuole a fare figli?! Io ne ho due/tre arrivati al primo colpo!” è proprio da evitare. Se, ad esempio, la tua recruiter ha problemi di fertilità o l’addetto alle risorse umane è da anni che sta cercando un bambino con sua moglie, potrebbero scartarti dalla selezione a priori. Di contro, un’uscita tipo “Io non capisco proprio chi vuole avere dei figli perché sono una gran rottura” è altrettanto sconveniente. Chi hai di fronte magari ha una famiglia numerosa di cui va fiero e ti può considerare come un perfetto irresponsabile.

La maternità

La gravidanza è un altro argomento su cui è meglio non scherzare durante un colloquio. L’azienda vorrebbe assumere qualcuno su cui fare affidamento almeno per qualche mese (se non addirittura un anno) prima di iniziare con il tram tram della gravidanza, l’allattamento, il part time post partum, i permessi perché il bambino sta male, etc. Evita, quindi, frasi poco divertenti. Su queste cose non si scherza. Mai. Anche perché non puoi avere un’idea delle responsabilità che può avere un datore di lavoro facendo lavorare una dipendente incinta. E, sicuramente, se prende in considerazione l’assunzione di una donna, mette già in preventivo che prima o poi possa arrivare anche una gravidanza.

Quello che succede fuori dal lavoro

Il lavoro è lavoro. Quello che accade fuori sono affari tuoi. Questi due mondi non devono assolutamente coincidere. In nessun modo. Ma, soprattutto, non è il caso di scherzarci su durante il primo colloquio. Ti faremo un esempio pratico. “Io la sera non posso stare in ufficio dopo le 17 perché devo fare aperitivo con gli amici”. Probabilmente verrai scartato dalla selezione all’istante, solo perchè stai dando più importanza a quella che è la tua vita sociale rispetto a quelle che sono le responsabilità lavorative. Oppure “Ma avete già un piano ferie?”. Con tutta probabilità il recruiter ti consiglierà di pensare a quella vacanza piuttosto che perdere tempo a fare colloqui. Aspetta magari di essere assunto prima di pretendere delle settimane di riposo programmate.

Le proprie conoscenze

Far leva sulle proprie conoscenze può essere utile per essere inseriti tra i candidati di una selezione. Ma utilizzare questo fattore come punto di forza per farsi assumere a tutti i costi può risultare controproducente. Oltre che estremamente arrogante. Evita di esordire con frasi del tipo “Ma io conosco il tuo capo, parlerò della mia candidatura direttamente con lui” oppure “La tua collega è la mia migliore amica, mi ha raccontato della vostra uscita del venerdì sera”. E’ mancanza di rispetto. E metterai in cattiva luce anche chi ti ha consigliato di inviare il curriculum. Il risultato è essere scartati nell’immediato. A prescindere dalle tue conoscenze o competenze.

Gli ex colleghi

Parlare male degli ex colleghi fa parte degli argomenti su cui è meglio non scherzare durante un colloquio. Denota mancanza di rispetto nei confronti dell’azienda presso cui eri assunto. E il pensiero che ne deriva è che, così come stai facendo con i tuoi precedenti collaboratori, parlerai alle spalle anche dei prossimi. Pessime, quindi, le uscite del tipo “Avevo una collega che ogni volta che aveva il ciclo era isterica” oppure “Chi mi doveva insegnare il lavoro era un incompetente, io lo sapevo fare meglio”.

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