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Domenica, 23 Gennaio 2022
Economia

Canone Rai, attenzione alle scadenze: come non pagare il superfluo

Chi non ha il televisore in casa e quindi è esente dal pagare l'imposta dovrà inviare la dichiarazione entro il 31 gennaio del 2018

Da luglio 2016 il l'imposta sul possesso di un apparecchio tv, il cosiddetto canone, viene 'inglobato' nella bolletta elettrica. Una mossa che ha permesso di diminuire le evasioni, ma che ha anche complicato gli adempimenti per coloro che, pur essendo intestatari di un’utenza elettrica, non hanno un apparecchio tv. Un problema che riguarda moltissimi contribuenti, alle prese con quello che l'Aduc (Associazione per i diritti degli utenti e dei consumatori) definisce “Fisco nemico”.

“Infatti – si legge in un comunicato ufficiale dell'Aduc - come potrebbe altrimenti essere chiamato un Fisco che ti fa pagare un’imposta a prescindere, cioè è il contribuente che deve dichiarare (e spendere soldi e tempo per farlo) di non essere nelle condizioni di dover versare la specifica imposta. Per capire: è come se, per non pagare le dovute imposte, si dovesse dichiarare di non possedere -tra gli oggetti di più diffusa proprietà (come un tv) e su cui il Fisco ci va pesante- un’automobile o una casa. Se la vogliamo mettere sul ridere, di non possedere una portaerei, un carro armato o un elefante”.

L'associazione critica anche il fatto che questa dichiarazione di non possesso debba essere rinnovata ogni anno, costringendo i consumatori a spendere denaro e tempo per farla. Entro il 31 gennaio del 2018, quindi, chi ha un contratto della luce dovrà inviare ancora una volta una raccomandata A/R  compilando gli specifici moduli predisposti dall’Agenzia delle Entrate.

Per non pagare una tassa non dovuta, l'Aduc dà due consigli agli utenti:

  • Per chi deve fare l’invio: non aspettate l’ultimo momento perché è molto probabile che accada che gli invii, per esempio, degli ultimi giorni di gennaio 2018 (validi a tutti gli effetti per l’esenzione, inclusi quelli del 31/01), arrivino tardi. La macchina per i pagamenti dell’imposta tramite bolletta si mette in movimento senza considerarli e, successivamente, non è che il Fisco ci dice scusa e ci ridà i soldi… No! Siamo noi che, avendo detratto dai pagamenti delle bollette gli specifici importi del canone, comunicandolo al gestore elettrico (altri soldi e tempo) dobbiamo con altrettanta raccomandata A/R far “notare” al Fisco l’errore che ha commesso;  continuare col giochino della detrazione da ogni bolletta, compilare un bollettino in bianco, facendo attenzione a non commettere errori e indicando perché ci stiamo prestando a quel rompimento; questo fino a che il Fisco non recepisce la nostra raccomandata e dice al gestore di non mettere più in bolletta l’importo del canone. Ovviamente, si può anche continuare a pagare l’importo del canone non-dovuto in bolletta e poi chiedere un rimborso unico al Fisco… e penare per ottenerlo.
  • Il secondo consiglio, purtroppo, non è alternativo al primo, quindi non esclude la trafila di sopra, ma  è “SOLO” un metodo per continuare a vedere buona parte dei programmi tv senza possedere un apparecchio tv con le caratteristiche per cui è obbligatorio il pagamento dell’imposta. Guardate la tv via Internet; se il monitor del pc o del tablet o dello smartphone è troppo piccino, collegatelo ad un monitor delle dimensioni che più vi piacciono. Chi non ha Internet a casa, e quanto già lo usiamo per vederci, per esempio, la produzione di Netflix e di altri provider simili? E poi, anche se vi volete vedere proprio la Rai (che è per finanziarla che paghiamo l’imposta/canone), quest’ultima trasmette in streaming la sua produzione; sfalsata di circa 30 secondi rispetto alla ricezione del digitale terrestre, ma c’è qualcuno che è fanatico di real-direct?

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