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Martedì, 17 Maggio 2022
Economia

Quando e come richiedere l'anticipo del Tfr

Tutte le indicazioni utili: esistono dei meccanismi che regolano il suo sistema di accumulo e l’importo mensile da accantonare. Rimane a discrezione del dipendente, tuttavia, la possibilità di tenere questa somma in azienda o, in alternativa, di destinarla ad un fondo esterno

Il TFR è una quota di denaro che il datore di lavoro accumula ogni mese nel corso della vita professionale del dipendente. Questi soldi, poi, vengono inseriti all’interno dell’ultima busta paga del lavoratore, non appena il rapporto con l’azienda volge al termine.

Questa liquidazione è un vero e proprio diritto di ogni professionista assunto regolarmente con contratto subordinato ed è regolamentata nello stesso paese attraverso delle apposite leggi. Pertanto, esistono dei meccanismi che regolano il suo sistema di accumulo e l’importo mensile da accantonare. Rimane a discrezione del sottoposto, tuttavia, la possibilità di tenere questa somma in azienda o, in alternativa, di destinarla ad un fondo esterno.

Destinare il TFR ad un fondo esterno

È un diritto del lavoratore dipendente scegliere dove destinare il proprio trattamento di fine rapporto lavorativo. Le opzioni attualmente presenti sono due: quella di mantenere la somma di denaro in azienda e quella di destinarla ad un fondo esterno.

Nel caso in cui si dovesse scegliere la seconda opzione, è importante sapere che si va incontro ad una serie di vantaggi e di svantaggi da valutare con estrema oculatezza.

Nel caso in cui si decida di non tenere il TFR in azienda, si parte dal presupposto che, una volta terminato il rapporto lavorativo, non verrà corrisposta il totale della somma accumulata dal datore di lavoro all’interno dell’ultima busta paga. Questa decisione può rivelarsi essere un vantaggio in fase di dichiarazione dei redditi. Ma anche uno svantaggio poiché, in questo modo, non consente di avere la possibilità di richiedere un anticipo di tale cifra nel corso del rapporto di lavoro.

Mantenere il TFR in azienda

Generalmente il TFR viene erogato solo al termine del rapporto lavorativo tra l’azienda e il dipendente. Come, ad esempio, nel caso in cui il professionista dovesse arrivare all’età pensionabile. O, in alternativa, se quest’ultimo dovesse venire licenziato o dovesse presentare le sue dimissioni in modo volontario.

Tuttavia esiste la possibilità da parte della risorsa di richiedere un anticipo della somma accumulata dal datore di lavoro fino a quel momento nel caso si presentino diverse situazioni.

Non è possibile, infatti, ottenere un anticipo del trattamento di fine rapporto lavorativo in qualsiasi momento e senza avere dei specifici requisiti.

Requisiti per la richiesta

Quali sono i parametri che consentono la richiesta dell’anticipo del TFR? I requisiti che sono fondamentali per ottenere tale somma sono:

?       assunzione in azienda da almeno otto anni;

?       non aver già richiesto in precedenza alla stessa azienda l’anticipo del TFR.

Secondo l’articolo 2120 del codice civile (“Disciplina del trattamento di fine rapporto“) si parla inoltre di un altro limite che va a tutelare le piccole e medie imprese. Il legislatore, infatti, ha posto come paletto che “Le richieste sono soddisfatte annualmente entro i limiti del 10 per cento degli aventi titolo, di cui al precedente comma, e comunque del 4 per cento del numero totale dei dipendenti”.

Questo significa, quindi, che, nonostante il lavoratore dipendente possa avere i requisiti necessari per inoltrare la richiesta alla propria azienda, la società potrebbe comunque avvalersi della facoltà di negarla. O, comunque, di non concederla immediatamente ma solo con l’avvento dell’anno successivo. Si tratta di opzioni che l’azienda può scegliere di attuare sulla base delle proprie disponibilità economiche.

Quanti soldi si ricevono di anticipo TFR?

Nel momento in cui si decide di richiedere alla propria azienda di anticipare il proprio TFR, è necessario essere ben a conoscenza di cosa si va incontro. Come, ad esempio, della quantità di denaro che è possibile ottenere attraverso questo sistema.

Secondo quanto previsto dalla legge italiana, infatti, il lavoratore non ha la possibilità di chiedere il 100% della somma accantonata dal proprio datore di lavoro fino a quel momento. Il professionista, infatti, dovrà accontentarsi di ottenere “solo” il 70%.

Prima di procedere con l’istanza di anticipo del Trattamento di Fine Rapporto lavorativo per questioni economiche (come, ad esempio, l’acquisto di una casa), è bene essere consapevoli della cifra che effettivamente si riuscirà ad avere. E, di conseguenza, se tale somma sia sufficiente a sostenere un certo tipo di spese.

Quando richiedere l’anticipo TFR?

Uno dei punti fermi che ha previsto il legislatore per la richiesta dell’anticipo del TFR riguarda la motivazione presentata dal lavoratore. Il dipendente, infatti, deve giustificare tale istanza da un motivo specifico. Questo perché tale somma viene accantonata con il preciso scopo di concederla al momento in cui cessa il rapporto di lavoro. O, comunque, per delle necessità ben specifiche connesse strettamente alla qualità della vita del lavoratore. Non per concedersi sfizi passeggeri.

Secondo quanto previsto dall’attuale legge italiana (articolo 2120 del Codice Civile e articolo 5 del Decreto Legislativo 151/2001) le motivazioni per cui è possibile richiedere l’anticipo del TFR sono:

?       “Eventuali spese sanitarie per terapie e interventi straordinari riconosciuti dalle competenti strutture pubbliche” (Codice Civile-art. 2120).

?      “Acquisto della prima casa di abitazione per se’ o per i figli, documentato con atto notarile” (Codice Civile-art. 2120)

?      “Durante i periodi di fruizione dei congedi di cui all’articolo 32, il trattamento di fine rapporto può essere anticipato ai fini del sostegno economico, ai sensi dell’articolo 7 della legge 8 marzo 2000, n. 53. Gli statuti delle forme pensionistiche complementari di cui al decreto legislativo 21 aprile 1993, n. 124, e successive modificazioni, possono prevedere la possibilità di conseguire tale anticipazione” (art. 5 D.Lgs. 151/2001)

A tal proposito, inoltre, è doveroso specificare che i CCNL di categoria possono disciplinare anche nei casi che non vengono presi in considerazione dal Codice Civile. E’ proprio per questo motivo che, in base al proprio settore di appartenenza, sarebbe opportuno informarsi sulle modalità in cui viene disciplinata una specifica situazione.

Richiedere l’anticipo del TFR senza motivazione

Esiste, tuttavia, la possibilità che il dipendente abbia la necessità di sostenere spese più o meno onerose che, tuttavia, non rientrano nelle 3 categorie di motivazioni espressamente previste per legge. E come fare in questi casi?

Anche questa situazione è stata prevista dal legislatore, che ha deciso di prevedere la possibilità da parte del dipendente di utilizzare questo tesoretto accumulato, ma solo nella misura del 30%. E’ da specificare, tuttavia, che il datore di lavoro in questo caso potrebbe rifiutarsi di riconoscere tale diritto al proprio sottoposto.

I limiti dell’anticipo di TFR e fondi esterni

Il Decreto Legislativo 5 dicembre 2005, n. 252 che riguarda la “Disciplina delle forme pensionistiche complementari”, parla di una quota pari al 75% come anticipo che può essere richiesto da parte del lavoratore dipendente.

Tuttavia, questa legge parla di una somma che il lavoratore può percepire sotto forma di anticipazione e che non può superare il 75% del totale dei versamenti accumulati, comprensivi sia delle quote di TFR che delle plusvalenze realizzate fino a quel momento attraverso le forme pensionistiche supplementari.

Quando non è possibile chiedere l’anticipo del Tfr?

Nel corso dei precedenti paragrafi abbiamo visto i casi specifici in cui la legge italiana concede al lavoratore la possibilità di richiedere l’anticipo del TFR. Ossia il limite di tempo (essere assunti in azienda da almeno 8 anni) e di quantità (non è possibile fare tale richiesta alla stessa azienda per più di una volta nella vita).

Tuttavia, esistono delle categorie di lavoratori a cui non è mai concessa tale opportunità. Anche nei casi in cui potrebbe normalmente venire avanzata. Nello specifico si tratta di:

?       dipendenti pubblici;

?       dipendenti di aziende private in situazione di crisi;

?       dipendenti che hanno già ottenuto una cessione del quinto

Come chiedere l’anticipo del TFR

Nel caso in cui il dipendente fosse interessato ad inoltrare al proprio datore di lavoro la richiesta di anticipo del TFR e abbia tutti i requisiti per ottenerlo, dovrà inoltrare l’istanza scritta alla propria azienda. Nelle società di medie o grandi dimensioni è per lo più l’ufficio delle risorse umane a cui rivolgersi. Mentre per quelle di piccole dimensioni basterà parlare direttamente con il titolare.

Il dipendente dovrà presentare alla sede indicata un modello apposito opportunamente compilato corredato di un documento di riconoscimento valido e della documentazione che giustifica tale richiesta. Una volta concessa la somma di denaro richiesta, il datore di lavoro farà firmare al proprio sottoposto una dichiarazione liberatoria in cui quest’ultimo conferma di aver ricevuto la liquidazione. Qualsiasi sia la percentuale di anticipo TFR ottenuta, non bisogna dimenticare che anche tale somma sarà soggetta a tassazione.

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