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Lunedì, 24 Gennaio 2022
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Come sarà il salario minimo europeo

Via libera dell'Ue all'avvio della trattativa sul salario minimo. Soddisfatto Andrea Orlando: la direttiva europea è "un passo importante nella direzione di una costruzione di un'Europa sociale"

Via libera del Consiglio europeo all'avvio delle trattative per l'introduzione del salario minimo, direttiva con la quale si intende fissare in tutta l'Unione europea la paga minima che per legge può essere conferita ai lavoratori. L'obiettivo è quello di garantire una vita dignitosa a tutti i lavoratori europei, considerando le condizioni socio-economiche del paese in cui si vive. Attualmente in Ue, sono 21 i Paesi che hanno un salario minimo nazionale, con valori che vanno dai 332 euro al mese della Bulgaria ai 2.200 per il Lussemburgo. Per quanto riguarda l'Italia, invece, nel 2020 il ddl Catalfo ha fissato una paga minima oraria di 9 euro. 

Salario minimo, Orlando: "Una buona notizia per l'Italia"

Soddisfatto il ministro del lavoro italiano, Andrea Orlando, convinto che la direttiva europea sul salario minimo "sia un passo importante nella direzione di una costruzione di un'Europa sociale. Credo che sia una risposta forte a due fenomeni che si intrecciano e caratterizzano attualmente il mercato del lavoro, cioè quello del dumping salariale (differenze retributive tra stati, ndr) e quella della presenza di molti lavoratori poveri. Sono fenomeni che purtroppo segnano anche il mercato del lavoro italiano e per questo credo sia buona notizia per l'Europa ma anche buona notizia per l'Italia", ha specificato Orlando.

Nel mondo del lavoro, infatti, i conti non tornano. Nell'arco di pochi anni, il numero di contratti di lavoro è raddoppiato, "il che non significa di per sé che tutti siano contratti pirata, ma molti di questi sono contratti pirata", ha sottolineato il ministro del lavoro italiano a margine del Consiglio Occupazione in corso a Bruxelles. Per evitare che esistano lavoratori poveri, Orlando suggerisce "regole più chiare per la contrattazione agganciate anche a regole che definiscono un salario minimo, o meglio regole che definiscono un salario minimo agganciato anche ai livelli di contrattazione".

Rossella Accoto, sottosegretaria al lavoro e alle politiche sociali, si è detta disponibile a lavorare sin da subito al dossier sul salario minimo, di concerto con gli uffici del ministero e con i sindacati. "La sua introduzione non escluderà, depotenzierà o metterà paletti alla contrattazione collettiva. Anzi, la proposta del M5S, depositata in Senato, la promuove nel definire i livelli minimi di retribuzione oraria che possono variare tra settori diversi che prevedono contratti collettivi plurimi. Questo potrà alimentare un circolo virtuoso e favorire un aumento sensibile dei salari minimi combattendo il dumping salariale che alimenta la concorrenza sleale all'interno dei confini europei e che influisce inevitabilmente anche sui salari italiani. Non cediamo a chi non vuole aprire una discussione su questo tema, non possiamo rimanere indietro sui diritti dei lavoratori", ha concluso la Accoto.

La direttiva europea sul salario minimo potrebbe essere approvata entro il primo semestre 2022, poi starà ad ogni stato membro introdurla nel proprio ordinamento. 

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