Lunedì, 25 Ottobre 2021
Economia Italia

Italiane, quattro istantanee per un ritratto

Motore dell'economia e della speranza, moderne, tecnologiche, connesse alla Rete e appassionate di social, attente al proprio aspetto fisico e sempre più propense a inseguire la bellezza anche a costo di ricorrere al bisturi: chi sono le donne del 2018

Italia nella top 10 dei paesi per interventi estetici

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L'Italia è fra le prime dieci nazioni al mondo sia per numero di interventi plastici sia per i trattamenti estetici non chirurgici: 17 donne italiane su 100 hanno modificato il loro corpo con la chirurgia estetica, di queste due su cento lo ha fatto più di una volta. Il risultato sorprendente è che sono soprattutto le giovanissime fra i 18 e i 24 anni a cedere al “ritocchino”: più di una ragazza su cinque (21,4%) si è rivolta alla chirurgia estetica almeno una volta nella vita, il 3,6% più di una.  

Se dunque la stragrande maggioranza delle italiane preferisce rimanere fedele al proprio aspetto naturale, è altrettanto vero che questo dato sembra destinato a cambiare alla luce del fatto che sono proprio le più giovani a intervenire per modificare ciò che non le soddisfa.

Secondo il sondaggio Eurispes, quasi la metà (47,9%) delle donne che hanno subito interventi, ha dichiarato di averlo fatto per la prima volta prima dei 25 anni. Per quasi tre su dieci è avvenuto tra i 18 e i 24, e il 18% ha preso questa decisione addirittura prima della maggiore età. Sono soprattutto le italiane del Nord (Nord-Est 26,7% e Nord-Ovest 19,5%) a ricorrere al bisturi. Quelle del Sud rimangono nel 95,2% dei casi più fedeli alla loro bellezza naturale.

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Più è alto il titolo di studio e prima si è deciso di affrontare l'intervento: fra le italiane laureate o in possesso di un master, il 58,3% lo ha fatto prima del 25 anni. Sette donne su dieci sono state spinte a farlo perché insoddisfatte della loro immagine naturale: in particolare, il 40,4% ha spiegato di aver voluto “migliorare il proprio aspetto”, il 28,7% di aver sentito la necessità di “correggere un difetto”. Poco meno di una su dieci (9,6) ha confessato di aver voluto “ridurre i segni dell'età” e il 21,3% si è sottoposta ad un intervento in seguito a incidente o malattia.

La rilevazione Eurispes ha evidenziato che sono soprattutto le donne divorziate o separate (55,6%) ad esser state spinte dal desiderio di migliorare il proprio aspetto e nel 22,2% dei casi a voler ridurre i segni dell'età. La metà delle vedove è spinta dalle stesse motivazioni, seguite dalle donne nubili (41,2%). Si può quindi dedurre che sono le donne sole a vedere nel miglioramento della propria fisicità un'opportunità cambiare la propria vita. Peeling, filler e botulino, ovvero i trattamenti estetici non chirurgici, sono stati utilizzati dal 27,1% delle donne intervistate, poco più di una donna su cinque si è tatuata, il 18,1% ha fatto un piercing. In particolare, piercing e tatuaggi sono molto diffusi tra le giovanissime: tra i 18 e i 24 anni il 42,9% ha un piercing e il 39,3% un tatuaggio. 

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