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Martedì, 25 Gennaio 2022
Al via i recuperi

Niente rimborsi per chi ha debiti con lo Stato

Allo studio del governo Draghi un meccanismo automatico di compensazione tra i rimborsi 730 e i debiti iscritti a ruolo

Novità importanti potrebbero giungere sul fronte della lotta all'evasione fiscale, con una sorta di compensazione automatica tra i rimborsi della dichiarazione dei redditi e i debiti nei confronti dello Stato, dell'Inps e degli altri enti territoriali. Di che cosa si tratta? Il meccanismo appare semplice: togliere dai crediti d'imposta i debiti accumulati nei confronti dello Stato. La decisione su questo delicato tema spetta come sempre ai partiti. La norma oggetto di valutazione da parte del governo Draghi potrebbe entrare nella legge di Bilancio 2022, che sarà approvata entro la fine dell'anno.

Crediti d'imposta a rischio

Cosa potrebbe cambiare? Se un soggetto non ha pagato una multa o ha delle altre pendenze nei confronti dell'Erario, "in sede di erogazione di un rimborso d’imposta, l’Agenzia delle entrate verifica se il beneficiario risulta iscritto a ruolo e, in caso affermativo, trasmette in via telematica apposita segnalazione all’agente della riscossione che ha in carico il ruolo", si legge nella norma. In poche parole l'Agenzia delle entrate interviene 'pignorando' una parte del credito vantato dal contribuente nei confronti dello Stato per rientrare delle somme non versate dallo stesso in suo favore. Facendo un esempio pratico, se in sede di dichiarazione dei redditi mi viene riconosciuto un credito d'imposta di 400 euro e ho un debito con lo Stato non pagato di 150 euro, allora il rimborso mi verrà tagliato a 250 euro. Esclusi i debiti sospesi o rateizzati e quelli inferiori ai 100 euro. 

Ricevuta la segnalazione, l’agente della riscossione notifica al soggetto interessato una proposta di compensazione tra il credito d’imposta ed il debito iscritto a ruolo, sospendendo l’azione di recupero ed invitando il debitore a comunicare entro sessanta giorni se intende accettare tale proposta.  

Scopo della norma, combattere l’evasione da riscossione e consentire al contribuente di non vedersi attivare le procedure esecutive come i pignoramenti per recuperare il credito vantato dallo Stato o dagli enti locali, e caricare l’addebito delle spese prodotte dalla procedura.

La norma potrebbe interessare circa 750 mila contribuenti ogni anno, riducendo di 460 milioni di euro i crediti d’imposta erogati dallo Stato.  

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