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Martedì, 31 Gennaio 2023
Misure "nascoste"

Che fine hanno fatto i condoni della manovra Meloni

Nonostante le parole della premier nella legge di bilancio appena approvata dal governo ci sono 12 misure, tra condoni e sanatorie, che vanno in aiuto dei contribuenti che non sono in regola con il Fisco

"Non c'è nessun condono nella legge di bilancio". La premier Giorgia Meloni ha sottolineato stizzita durante la conferenza stampa di fine anno, l'assenza di condoni e simili nella manovra appena approvata. "Non è vero che favoriamo l'evasione fiscale. Tutti pagano il dovuto", ha spiegato la leader di Fratelli d'Italia, ma le cose non stanno proprio così. Infatti, nel testo che ha ricevuto il via libera dal Senato, sono "nascoste" 12 misure tra  sanatorie, condoni e penali, una sorta di "tregua fiscale" sotterranea. 

Se da una parte è saltata la cancellazione automatica per le cartelle esattoriali dal 2000 al 2015 inferiori ai 1.000 euro, dall'altra rimane la rimozione degli interessi delle mini-cartelle, con la decisione di stralciare o meno imposta e sanzioni che spetterà agli enti locali, a partire dal 31 marzo 2023. In poche parole, saranno i sindaci dei singoli Comuni ha decidere se annullare i crediti dovuti dai cittadini, come le multe stradali, o tenerli "in vita" per cercare di riscuotere almeno una parte della somma dovuta.  L’Anci ha quantificato in circa 300 milioni l’importo delle entrate che sarebbero venute meno se fosse scattata la cancellazione automatica delle cartelle.

Secondo le stime, in ballo ci sarebbero 11 milioni di contravvenzioni comprese tra il 2011 e il 2015, visto che i debiti fino a 1.000 euro di multe e bolli tra il 2000 e il 2010 sono già stati stralciati dalla pace fiscale del 2019. La rottamazione quater contempla invece i debiti tra il 2000 e il 30 giugno 2022: i cittadini dovranno versare la quota capitale al Fisco, ma senza interessi o sanzioni. Anzi, il contribuente non in regola avrà modo di beneficiare di diversi escamotage per regolarizzare la sua posizione, dagli sconti sugli interessi fino al pagamento rateizzato.  Il governo stima un gettito atteso dalla Rottamazione quater di 12,4 miliardi tra 2023 e 2032.

Tra le sanatorie contenute nella manovra c'è anche la cosiddetta "salva-calcio", uno scudo fiscale che permetterà alle società sportive di spalmare i versamenti Iva fino a 5 anni, con l’aggiunta solo di una mini sanzione del 3%. C'è poi la sanatoria per chi possiede criptovalute non dichiarate: in questo caso per mettersi in regola basterà dichiarare le somme possedute e pagare la sanzione per omessa dichiarazione. Se invece le cripto hanno generato reddito, basterà versare un’imposta light, pari al 3,5% del valore delle cripto possedute in quel momento o alla fine di ogni anno. Dentro il perimetro della sanatoria anche l’esclusione delle sanzioni e degli interessi dal pagamento con cui si può regolarizzare la condotta per omessi versamenti.

E ancora. Se non viene emessa la ricevuta fiscale, basterà pagare una multa da 200 euro per errore formale. Invece, se si dichiarano i propri redditi ma ci si dimentica di pagare arriverà un avviso bonario, con le sanzioni ridotte dal 10% al 3%. Per chi dichiara ma fa anche un po' di "nero" ecco il ravvedimento speciale, che prevede sanzioni ridotte dal 15% al 5%. Se invece i debiti sono già finiti sotto la lente della Guardia di Finanza, le sanzioni sono ridotte dal 30% al 5%, con la possibilità di dilazionare la somma in 20 rate trimestrali (e non più 16). Multa mini (del 5%) per omesso o carente versamento d'imposta, ma soltanto in caso di concilio con l'Agenzia delle Entrate e quindi senza arrivare allo scontro in Cassazione.

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