Sabato, 17 Aprile 2021

"Pace fiscale", il condono è un azzardo: c'è già l'effetto boomerang

Il decreto fiscale è uno dei piatti forti della futura manovra. Ma il solo parlare di condono fa rallentare il gettito fiscale da contrasto all'evasione

La "pace fiscale non è rottamazione, è solo per chi ha debiti fino a 500 mila euro" ha ripetuto il vicepremier Matteo Salvini nella giornata di lunedì. Mancano i dettagli e le certezze, perché per ora siamo solo agli annunci. Fatto sta che secondo molti analisti un condono fiscale, una "pace fiscale", potrebbe avere effetti opposti a quelli sperati sull'economia italiana: vediamo perché. Il solo parlare di condono può infatti far rallentare il gettito fiscale da contrasto all'evasione: nel solo 2018 secondo Repubblica all'appello potrebbero mancare, a conti fatti, 3,6 miliardi. 

La spiegazione è semplice, a suo modo: i contribuenti che si trovano alle prese con un accertamento, con una cartella esattoriale o con la rottamazione bis, non pagano subito: attendono chiarezza, per capire se il condono si farà e se sarà conveniente. Il rischio, naturalmente, è vanificare gli sforzi degli ultimi anni di lotta all'evasione. Fare calcoli precisi non è praticabile, si tratta di stime e ipotesi. Ma molti tra coloro che avevano in tasca una cartella potrebbero aver deciso di non partecipare neanche alla rottamazione bis nonostante il vantaggio di mettersi a posto con uno sconto medio del 35%. Un condono, o "pace fiscale" che dir si voglia, sarebbe ben più conveniente. 

Pace fiscale, che cosa prevede

E poi ci sono tutti quei contribuenti non in regola che ricevono dall'Agenzia delle entrate lettere di invito a correggere la propria dichiarazione o accertamenti per i quali si prevede la definizione attraverso l'istituto dell'adesione, e che aspettano le prossime mosse dell'esecutivo. Troppo "invitante" la prospettiva di un condono a breve scadenza per molti contribuenti: attendono la "pace fiscale".

Il decreto fiscale è uno dei piatti forti della futura manovra nelle intenzioni del governo Lega-M5s: il decreto fiscale sarà immediatamente operativo. Conterrà tutte le indicazioni, dalla rottamazione ter alla chiusura agevolata delle liti pendenti, fino alla vera e propria sanatoria per i redditi non dichiarati negli ultimi 5 anni, ribattezzata "flat tax-dichiarazione integrativa".

La pace fiscale o "flat tax-dichiarazione integrativa" sarebbe rivolta (il condizionale è d'obbligo, fin quando il decreto non sarà emanato) a chi non ha dichiarato redditi dal 2013 al 2017: costui potrà ravvedersi, presentando una dichiarazione integrativa: pagherà circa il 15-20 per cento, l’aliquota nuova della flat tax per le partite Iva.

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Rottamazione ter: di che cosa si tratta

Occhi puntati sulla rottamazione ter delle cartelle, che sarà più conveniente delle due precedenti perché diluita in 5 anni e con domiciliazione bancaria dei versamenti. In caso di controversie pendenti con l'Agenzia delle Entrate, si pagherà il debito contestato ma, se il Fisco ha già perso in primo e secondo grado, ci sarà uno sconto altissimo su quanto dovuto.

La rottamazione ter delle cartelle consentirà il pagamento dei debiti fiscali pendenti dal gennaio 2000, senza sanzioni e more, dilazionando i versamenti fino al 2024. Potrà usufruirne anche chi ha aderito alla precedente rottamazione, ma deve aver pagato già la rata di novembre: il resto sarà ricalcolato.

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