Sabato, 6 Marzo 2021
Italia

L'allarme di Visco: "Da spread conseguenze gravi per le famiglie"

Ottobre nero per le Borse, tra i peggiori dell'ultimo decennio: Piazza Affari perde l'8% in un mese. Il governatore della Banca d'Italia: "Gravi conseguenze per le banche, lo Stato e soprattutto per i risparmiatori"

Ridurre lo spread per evitare "conseguenze gravi" sui risparmi delle famiglie. È il monito lanciato dal governatore della Banca d'Italia, Ignazio Visco, sempre più preoccupato per una situazione economica che sembra avvitarsi in una spirale negativa.

La crescita in frenata e le tensioni commerciali all'orizzonte, una manovra che aumenta la spesa pubblica e il governo in conflitto con l'Europa, i mercati in fibrillazione e gli investitori in fuga dall'Italia. Uno scenario allarmante e per questo Visco non ha esitato a mandare un messaggio diretto al governo: è indispensabile dialogare con l'Ue e dissipare ogni dubbio sulla permanenza nell'area euro.
Perchè il prezzo di queste incertezze le pagano le banche, lo Stato e soprattutto i risparmiatori.

Conseguenze dello spread

Il numero uno di Bankitalia ha scelto la 94esima Giornata mondiale del risparmio per mettere in evidenza i maggiori pericoli per il paese, con il ministro dell'economia Giovanni Tria sul palco ad ascoltare la relazione.

"Le conseguenze - ha detto Visco - di un prolungato, ampio rialzo dei rendimenti dei titoli di Stato possono essere gravi. Il loro incremento deprime il valore dei risparmi accumulati dalle famiglie e può determinare un peggioramento delle prospettive di crescita economica". E per le banche ci sono "perdite in conto capitale, che peggiorano la situazione patrimoniale", con ricadute negative "sulla capacità di fornire credito all'economia".

Il rialzo dei tassi d'interesse sui titoli di Stato "si riflette negativamente anche sul bilancio pubblico. Qualora non venisse riassorbito, l'aumento fin qui registrato provocherebbe, già dal 2019, maggiori spese per interessi per oltre 5 miliardi". E l'aumento dello spread è legato "in parti pressochè uguali" al rischio di default e all'eventualità di un'uscita dell'Italia dall'euro. Da maggio ad agosto, infatti, "gli investitori esteri hanno effettuato vendite nette di titoli italiani per 82 miliardi, di cui 67 relativi a titoli pubblici". Per questo l'esecutivo deve "dissipare le incertezze sulla partecipazione convinta dell'Italia all'Unione Europea e alla moneta unica".

Ottobre nero per le Borse, Piazza Affari perde l'8% 

Nonostante i guadagni odierni, è stato un ottobre da dimenticare, tra i peggiori dell'ultimo decennio, per Piazza Affari e per i mercati azionari mondiali, in preda a un sell-off generalizzato. A Milano l'indice principale Ftse Mib, pur chiudendo la seduta in lieve rialzo (+0,27%), ha lasciato sul terreno nel mese l'8%, chiudendo a 19.050 punti rispetto ai 20.711 dell'ultima seduta di settembre, che già si era chiusa con una maxi-perdita del 3,7% dopo la decisione del governo di aumentare il deficit di bilancio al 2,4%. Con ottobre il bilancio degli ultimi sei mesi di Piazza Affari segna un -20%, mandando in fumo circa 148 miliardi di euro di capitalizzazione, di cui quasi 50 miliardi solo questo mese. Proprio a ottobre il Ftse Mib ha toccato i minimi dell'anno e precisamente il 25 quando l'indice è sceso fino a 18.411 punti. Oltre 6mila punti in meno rispetto ai massimi del 2018 (24.544 punti) raggiunti lo scorso 7 maggio.

Tra le blue chip, le peggiori performance del mese sono state registrate dai titoli finanziari, particolarmente sensibili alle oscillazioni dello spread che viaggia intorno ai 300 punti base, livello che è pari a due volte e mezzo quello di marzo: Banca Generali (-23,5%), Ubi (-21,8%) e Banco Bpm (-21,7%) vantano a ottobre le perdite maggiori. La tensione si propaga naturalmente anche sugli strumenti di investimento dei risparmiatori.

Nel mese di ottobre il rendimento dei fondi azionari Italia è negativo di oltre il 9%, secondo i dati di Morningstar Direct, facendo peggio dell'indice del mercato azionario europeo (-7,1% al 30 ottobre), che pure non è messo benissimo questo mese. Milano non è infatti la sola, ottobre è stato un mese molto negativo per l'azionario in generale. L'indice Msci All-country World ha perso oltre l'8%, peggior performance mensile dal 2012.

Tra le europee, la Borsa di Parigi ha perso complessivamente il 7,2%, Francoforte il 6,5%. La manovra italiana con le tensioni con Bruxelles, la Brexit, la guerra commerciale tra Usa e Cina e il rialzo dei tassi della Fed hanno messo in fuga gli investitori che hanno preferito ridurre la loro propensione al rischio. La domanda ora, ci si chiede nelle sale operative, è se il peggio è passato o se bisogna aspettarsi una nuova ondata di vendite da qui a fine anno.

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