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Lunedì, 16 Maggio 2022
Le strategie

L'Italia avrà due nuovi rigassificatori, Draghi annuncia: "Parlerò con Putin"

Il premier al termine del Consiglio europeo: "Cerchiamo davvero la pace". Sul tavolo gli aiuti degli Stati Uniti al Vecchio continente, le risposte alle azioni del Cremlino in Ucraina e per tutelare l'economia

"Entro un paio di settimane saremo in grado, come Governo, di presentare un piano di diversificazione" dell'energia, i "progressi saranno rapidi" c'è un "grande dinamismo". Ad assicurarlo è il presidente del Consiglio, Mario Draghi, nel punto stampa tenuto a Bruxelles al termine della seconda giornata di lavori del Consiglio europeo. Diversi i temi toccati dal premier: dalle decisioni sul piano energetico ai rapporti col presidente russo Putin, col quale lo stesso Draghi avrà un colloquio.

"Anche io avrò colloqui con Putin"

"Il modo migliore per dimostrare di volere la pace è cessare le ostilità e sedersi al tavolo. Se non si fa questo è perché si cerca guadagnare terreno" sul campo. Speriamo che tavolo arrivi prima della distruzione totale dell'Ucraina", dice Draghi. Il premier sottolinea che "gli sforzi fatti da Macron, Scholz e da me di poter parlare che non hanno prodotto niente, ma sono necessari. Nel giorno in cui questa volontà cambierà noi saremo lì per iniziare il processo di pace. In questo senso ho detto che Putin non vuole la pace, perché non c'è stato nessun cessate il fuoco". 

Nelle parole di Draghi anche un riferimento al monito del Papa contro la guerra. "Esprimo la mia gratitudine e del governo al Santo Padre, e sottolineo che noi stiamo cercando la pace, io la sto cercando certamente, gli altri leader anche. Alcuni hanno avuto colloqui con Putin e anch'io ne avrò. Non siamo in guerra perché si segue un destino bellico, si vuole la pace".

La questione energia

Sull'energia sono stati esaminati diversi aspetti, sono state presentate diverse azioni, discusse nel dettaglio. La situazione di partenza nei vari Paesi è molto diversa, la presidente Von der Leyen ha fatto vedere queste diversità. Una discussione non semplice di fronte a un aumento dei prezzi di tale portata, vista nei giorni scorsi, quindi importante non sia stata divisiva" perché si va "verso decisioni da prendere insieme", spiega Draghi. "Siamo soddisfatti dalle conclusioni. E' stato fatto il punto su alcune misure, da noi alcune già prese, come il sostegno alle famiglie e alle imprese, la tassazione di profitti straordinari delle società produttrici, e anche la possibilità di mettere tetto al prezzo del gas. Si è deciso che la Commissione discuterà queste opzioni con gli stakeholder, dunque con le grandi società, che parteciperanno a un Consiglio dell'energia, dei ministri europei, prenderanno parte alla discussione" per arrivare " a maggio con delle proposte".

Il tetto al prezzo del gas

Sulla fissazione di tetto al prezzo per il gas "ci sono resistenze perché non facciamo le stesse previsioni su quello che succederebbe dopo la fissazione di un tetto. Da parte di alcune società - dice Draghi  - c'è paura che il tetto generi reazioni nel fornitore russo. Poi la realtà è molto complicata: le società del nord forniscono il gas norvegese e i profitti del governo della Norvegia sono stati di 150 miliardi di dollari in questi ultimi mesi. Questo dimostra l'entità straordinaria dei profitti" nonché "la resistenza al price cap che finirebbe per diminuire ma non certo annullare quei profitti". 

Due nuovi rigassificatori

"Gli Stati Uniti hanno promesso di aiutare l'Europa, le sanzioni colpiscono molto più l'Europa che gli Stati Uniti, dunque" Biden "ha dato disponibilità ad aiutare l'Europa". I 15 miliardi di metri cubi di gas liquido degli States "vedremo come verranno distribuiti, ma in proporzione che non creeranno disaccordo. L'importante è vedere se noi disponiamo dei rigassificatori. Ne abbiamo 3: uno molto grande, due piccoli, il ministro Cingolani ha dato disposizioni alla Snam di acquistarne altri due, navi galeggianti, non su terreno. Noi contiamo di essere in grado di assorbire la nostra quota". 

I rubli per pagare il gas

Draghi ribadisce che la richiesta russa sul pagamento in rubli di gas "viene considerata una violazione dei contratti esistenti, che specificano che il pagamento debba essere in euro o in dollari". Ora, aggiunge, la Commissione "vedrà gli aspetti legali. Non ci aspettiamo comunque una riduzione delle forniture" da parte di Mosca. 

"A riprova di come la Russia usi il suo potere di mercato, che dovremmo usare noi che siamo il maggior acquirente - nota Draghi- sta nel fatto che ha imposto il pagamento in rubli per Gazprom, che esporta gas coi tubi, ma non per la società che produce gas liquido, perché il gas liquido si può comprare ovunque".

Le spese militari

Draghi torna sulla polemica relativa alla quota del pil per gli armamenti. L'esigenza del 2% in spese militari "nasce perché la Russia la ha invaso l'Ucraina in base a logiche che appartenevano ad altre epoche, per questo improvviso essere richiamati ad un passato che si pensava dimenticato si è suggerito di confermare l'impegno Nato". Il premier sottolinea però che si tratta "di un impegno preso nel 2006, tutti i governi l'hanno sempre confermato. Ora è tornata l'esigenza di tornare a riarmarci".

Draghi spiega poi che "Ora riarmarci significa diverse cose per noi europei. Prima di tutto per l'Italia, a differenza di altri Paesi, tutto ciò avviene all'interno della Difesa europea. E una difesa europea è fondamentale per poter arrivare all'integrazione politica perché la garanzia di una difesa europea è la garanzia che noi saremo sempre alleati. Non ci faremo mai più la guerra".

La risposta dell'Ue alla Russia

"Le risposte immediate (alla guerra, ndr) ci sono state con le sanzioni. Ora l'Europa sta cercando di rivisitare collettivamente molte, se non tutte, le regole che hanno accompagnato l'Ue negli ultimi anni, dal mercato unico alle leggi sugli aiuti di Stato, al Patto di stabilità, alla possibilità di creare altro debito comune da parte della Commissione europea, perché non c'è alcun dubbio che i bisogni attuali, dall'energia alla Difesa, ma anche i rifugiati, non possono essere affrontati dai bilanci nazionali. Questa volontà di procedere con la responsabilità ma anche con la solidarietà, si costruisce anche attraverso queste lunghissime riunioni".

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