Lunedì, 25 Ottobre 2021
Economia

La crisi è nel carrello: consumi a ribasso e "caccia" allo sconto

Nei primi sei mesi del 2019 sono spariti 908 milioni di acquisti delle famiglie in beni, un trend negativo che dura nel tempo. Coldiretti: ''Un prodotto su quattro è scontato"

Il carrello della spesa è lo specchio dei consumi e, purtroppo, quello delle famiglie italiane è sempre più vuoto. La triste conferma arriva dai numeri: nel 2019 la variazione dei consumi si fermerà a +0,3%, il valore più basso raggiunto negli ultimi cinque anni. Una nuova frenata, anche alla luce del fatto che quel valore è tenuto in piedi dai servizi e dalle spese obbligate.

Nei primi sei mesi dell'anno, rispetto a dicembre 2018, sono infatti spariti 908 milioni di acquisti delle famiglie in beni. Sono i dati contenuti nelle previsioni su consumi e spesa delle famiglie elaborate da Cer Ricerche per Confesercenti, che rivedono al ribasso, dal +0,4 al +0,3%, le stime rilasciate in primavera. Secondo le previsioni, a crollare è soprattutto la spesa in beni semidurevoli (vestiti, calzature, libri e la gran parte dei prodotti commerciali), che nei primi sei mesi del 2019 si contrae di -503 milioni di euro rispetto a dicembre 2018. Giù di -341 milioni anche gli acquisti di beni durevoli come automobili, arredamento, elettrodomestici, mentre la flessione per i consumi non durevoli, come alimentari e prodotti per la pulizia della casa o la cura della persona è di -54 milioni di euro. Cresce invece di un miliardo di euro quella per servizi, voce che però include anche diverse spese fisse, dalle bollette ai servizi sanitari.

Spesa e consumi in calo: la vera emergenza

I consumi, spiega quindi Confesercenti, si confermano dunque la componente più debole della domanda interna italiana: nello stesso periodo gli investimenti sono aumentati dell'1,9% e le esportazioni dell'1%. Lo stop dei consumi deve essere considerato la vera emergenza dell'economia italiana, e che si traduce in una perdita netta di Pil: recuperare le dinamiche del 2016-17, consentirebbe di recuperare lo 0,5% di crescita dell'economia italiana. Secondo l'analisi, invece, il 2020 dovrebbe vedere un miglioramento, anche se lieve: si stima una variazione finale dei consumi del +0,5%, sostenuta sempre principalmente dai servizi. In questo contesto, è assolutamente da scongiurare l'aumento dell'Iva: come più volte segnalato da Confesercenti, l'intervento avrebbe un costo insostenibile per le famiglie, il cui potere d'acquisto subirebbe una decurtazione di 18 miliardi nell'arco di un biennio.

"Lo stop dei consumi ha un forte impatto sul commercio: già chiudono 14 negozi al giorno, ed il bilancio potrebbe peggiorare ancora", commenta la presidente di Confesercenti Patrizia De Luise. "Un problema per le Pmi ma anche per la crescita: i consumi valgono il 60% del Pil, se non ne ripristiniamo uno stabile sentiero di crescita non usciremo dalla stagnazione. La spesa delle famiglie deve tornare al centro della politica economica".

"Gli spazi ci sono - continua De Luise - la minore spesa per interessi vale un tesoretto di 6,5 miliardi di risparmi già dal prossimo anno. Bisogna usare queste risorse per scongiurare gli aumenti Iva: è il primo passo necessario per tamponare la frenata della spesa degli italiani. Diciamo no anche ai ritocchi selettivi delle aliquote: abbiamo bisogno di un taglio delle tasse, non del loro ennesimo aumento mascherato. Sì, invece, alla riduzione del cuneo a vantaggio dei lavoratori. Ma senza scambi con l'Iva: la riduzione delle tasse sui redditi si deve accompagnare al congelamento degli aumenti, non essere da questi finanziata", conclude De Luise.

Coldiretti: un prodotto su quattro è con lo sconto

Nel carrello della spesa alimentare degli italiani un prodotto su quattro è stato acquistato in promozione con l'evidente tendenza degli italiani a cercare di sfruttare tutte le occasioni di risparmi. E' quanto emerge da una analisi della Coldiretti sulla base dei dati Ismea/Nielsen relativi al primo semestre del 2019 che evidenziano una sostanziale stagnazione nei consumi alimentari che crescono appena dell'1,1%, rispetto allo stesso periodo dello scorso anno. La situazione di difficoltà è resa evidente dal fatto che gli italiani, sottolinea la Coldiretti, sempre più spesso vanno a caccia dei prezzi più bassi anche facendo lo slalom nel punto vendita, cambiando negozio, supermercato o discount, ma anche sperimentando canali alternativi come gli acquisti di gruppo, quelli on line o dal contadino.

La necessità di conquistare i consumatori ha determinato un profondo cambiamento delle politiche di marketing della distribuzione commerciale che ha come primo effetto un aumento della 'pressione promozionale'. Accanto alla formula tradizionale del 3×2 ed ai punti a premio, continua la Coldiretti, si sono moltiplicate e differenziate le proposte delle diverse catene per renderle meno confrontabili tra loro e piu' appetibili ai clienti: dalle vendite sottocosto che devono seguire regole precise ai buoni spesa per l'acquisto dei libri di testo. Tra i prodotti alimentari venduti in offerta più frequentemente, rileva la Coldiretti, ci sono quelli simbolo della dieta mediterranea che non possono mancare dalle tavole degli italiani e hanno quindi un effetto calamita sui clienti: dall'olio di oliva alla pasta, dalle conserve di pomodoro ai vini fino alla frutta.

Un onere che spesso ricade sui fornitori per effetto delle distorsioni e delle speculazioni che si verificano lungo la filiera a causa degli evidenti squilibri di potere contrattuale. Per evitare che questo accada è stata approvata dal parlamento Europeo la nuova direttiva europea per mettere al bando le pratiche commerciali sleali lungo la catena agroalimentare. Si tratta, sottolinea la Coldiretti, di un passaggio fondamentale per il futuro del settore agroalimentare europeo che riconosce e combatte azioni commerciali inique e immorali per garantire un trattamento più equo ed ora è necessario accelerare il recepimento per l'introduzione di elementi sanzionatori certi rispetto a prassi che finora hanno pesantemente penalizzato i produttori.

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