Martedì, 19 Gennaio 2021

Coronavirus, più di 37mila contagi sul lavoro in Italia: gli infermieri i più colpiti

Il nuovo rapporto registra alla data del 4 maggio quasi novemila infezioni in più rispetto alla prima rilevazione del 21 aprile. Il 73,2% delle denunce e quasi il 40% dei casi mortali, infatti, riguardano il settore della sanità e assistenza sociale

Foto Ansa (archivio)

Freddi numeri, che delineano un quadro molto preciso, settore per settore. Più di 37mila i contagi sul lavoro da Covid-19 denunciati all'Inail in Italia. Il nuovo rapporto pubblicato dall'Istituto nazionale per l'assicurazione contro gli infortuni sul lavoro registra alla data del 4 maggio quasi novemila infezioni in più rispetto alla prima rilevazione del 21 aprile. I casi mortali sono 129 (+31 rispetto alla rilevazione precedente), con una netta prevalenza degli uomini (82,2% del totale) rispetto alle donne (17,8%), al contrario di quanto osservato sul complesso delle denunce.

I contagi sul posto di lavoro denunciati all'Inail tra la fine di febbraio e il 4 maggio sono 37.352, quasi novemila in più rispetto ai 28.381 registrati dalla prima rilevazione del 21 aprile. I casi mortali segnalati all'Istituto nello stesso periodo sono 129, 31 in più rispetto al monitoraggio precedente. Al contrario di quanto osservato sul complesso delle denunce, in cui la quota femminile con il 71,5% dei casi prevale rispetto a quella maschile (28,5%), l'82,2% dei decessi hanno interessato i lavoratori e il 17,8% le lavoratrici.

Emerge chiaramente un dato su tutti. Il nuovo report dell'Inail conferma la maggiore esposizione al rischio del personale sanitario e socio-assistenziale. Il 73,2% delle denunce e quasi il 40% dei casi mortali, infatti, riguardano il settore della Sanità e assistenza sociale. La categoria professionale dei "tecnici della salute", che comprende infermieri e fisioterapisti, con il 43,7% dei casi segnalati all'Istituto (e il 18,6% dei decessi) è quella più colpita dai contagi, seguita dagli operatori socio-sanitari (20,8%), dai medici (12,3%), dagli operatori socio-assistenziali (7,1%) e dal personale non qualificato nei servizi sanitari e di istruzione (4,6%).

Come sono suddivisi a livello geografico i casi? L'analisi territoriale evidenzia che quasi otto denunce su 10 di infezione sul lavoro sono concentrate nel Nord-Ovest (53,9% del totale) e nel Nord-Est (25,2%), con gli altri casi distribuiti tra il Centro (12,5%), il Sud (6,0%) e le Isole (2,4%). Tra le regioni il primato negativo spetta alla Lombardia, con oltre una denuncia su tre (34,2%) e quasi il 43% dei casi mortali, seguita da Piemonte (14,9%), Emilia Romagna (10,0%), Veneto (8,9%), Toscana (5,8%) e Liguria (4,2%).

I lavoratori più anziani si confermano i più a rischio. L'età media dei contagiati è di 47 anni per entrambi i sessi, ma sale a 59 anni (58 per le donne e 59 per gli uomini) se si concentra l'attenzione sui soli casi mortali. Ciò è una ulteriore ennesima conferma della maggiore vulnerabilità al virus delle fasce di età più elevate della popolazione, il 43,1% delle denunce e oltre due decessi su tre riguardano i lavoratori di età compresa tra i 50 e i 64 anni. Più del 20% dei casi mortali, inoltre, ricade nella fascia di età oltre i 64 anni.

Coronavirus, quando il contagio avviene al lavoro

Si parla di
Sullo stesso argomento

In Evidenza

Potrebbe interessarti

Coronavirus, più di 37mila contagi sul lavoro in Italia: gli infermieri i più colpiti

Today è in caricamento