Domenica, 7 Marzo 2021

Perché i 'poteri forti' voglio togliere di mezzo i contanti (secondo Fratelli d'Italia)

Circola sui social un video realizzato dall'ufficio studi dal partito di Giorgia Meloni, secondo cui l'incentivare i pagamenti elettronici sarebbe un aiuto alle banche: nulla di più errato, ecco il perché

Il post di Giorgia Meloni

Il Governo sta mettendo in piedi diverse misure per incentivare l'utilizzo dei pagamenti elettronici, diminuendo così l'utilizzo del denaro contante e, di conseguenza, l'evasione fiscale. Eppure, secondo Giorgia Meloni, dietro a questa mossa ci sarebbero o cosiddetti 'poteri forti'. Come? La teoria viene spiegata in video pubblicato su Twitter, realizzato da Francesco Filini dell’Ufficio Studi di Fratelli d’Italia. Ma è davvero così?

Il breve video, che tra l'altro risale al 2019, riporta diversi meme circolati nell'ultimo periodo sui social, tutti con evidenti errori. Il filmato porta avanti la teoria per cui l'abolizione dei soldi contanti non sarebbe mirata a contrastare l'evasione, ma a favorire le banche. Come? Il tutto viene riassunto in un testo che circola insieme al filmato, condiviso dallo stesso Fillini

Si scoraggia l’uso del contanti con la scusa dell’evasione… la verità è che si vuole favorire le banche!!
Se gira una banconota da 100 euro, dopo centinaia di passaggi sarà sempre una banconota da 100 euro !
Se girano 100 euro tramite carte di credito, con le varie commissioni che si pagano ad ogni passaggio, dopo 100 passaggi considerando una media di 1 euro a “strisciata” addebitato al commerciante, la 100 euro è finita tutta nella banche ! Questo a lunga andare provoca in giro unitamente ad altre azioni speculative rarità monetaria … detto alla sora Maria … “soldi non ne girano” ! Volete favorire l’uso della moneta elettronica ? Iniziate con l’azzerare le commissioni e dare in uso gratuito i pos e poi ne riparliamo. FATE GIRARE SE NON LO FA LA TV ALMENO INFORMATE VOI !!!

Andiamo a vedere le cose che non quadrano in questo filmato. Nel video viene mostrata una banconota da 100 euro e come viene spesa: dal paziente al medico, fino al ristorante e al bar, i 100 euro fanno un grande giro, ma rimangono sempre tali, sempre gli stessi, almeno secondo il centro studi FdI. Ma, come conferma anche Butac, il sito anti-bufale, c'è piccolo problema: quei 100 euro non sono più 100 euro già dal primo passaggio. Perché ognuno di quegli esercenti paga le tasse (a meno che non partiamo dal concetto di evasione totale). Dopo ogni passaggio saranno diminuiti di 1 o 2 euro per le commissioni delle banche e il giro non può andare avanti all'infinito.

Il secondo problema riguarda le commissioni delle banche: a parte qualche eccezione, la maggior parte delle carte applica una commissione dello 0,3%, commissione che non viene pagata dal cliente  ma dall'esercente. La commissione quindi non andrà a pesare sulle tasche di chi spende, ma al massimo di chi incassa, senza dimenticare che si tratta di al massimo 30 centesimi e non 1 euro o 2 come spiegato nel video. Basta fare un esempio pratico: se io in banca ho 1000 euro e con la carta ne spendo 100 in banca ne avrò 900, non 898 o 897 o 899,70. Quindi io ho speso 100 euro, non ho pagato alcuna commissione. Chi li ha incassati, nell’assegnare il prezzo del suo servizio, ha inserito tutte le variabili, quindi costo gestione dei locali in cui opera, costo del prodotto venduto e ovviamente costi finanziari per l’incasso. 

Butac spiega anche perché paghiamo la commissione: ''Quei centesimi di commissione comunque non sono solo una spesa, perché in realtà viene evitato il classico passaggio in banca per versare, passaggio che spesso si fa perdendo tempo. Quella commissione quindi a me commerciante fa risparmiare tempo e mi rende anche più tranquillo: non posso tenermi tutto in cassa col rischio che arrivi il primo balordo e me li rubi. Definirli una spesa è errato, visto che generano un risparmio anche se non di soldi, ma di tempo''.

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