Venerdì, 16 Aprile 2021

"Conte è un annunciatore, Stati generali solo chiacchiere. La gente non ha da mangiare"

Durissimo attacco di Antonio Di Pietro al presidente del Consiglio. Il presidente di Confindustria Carlo Bonomi: "Troppi i ritardi del governo"

Il premier Giuseppe Conte, foto Ansa

''E' tutto un annunciare: diremo, faremo, sempre domani. Qui è tutto fermo, c'è gente che non ha da mangiare. Rispetto a tutto questo mi devi dire cosa hai fatto, non cosa farai". Durissimo attacco di Antonio Di Pietro al presidente del Consiglio Giuseppe Conte. Il politico ed ex magistrato, ospite di "Res Publica" su Radio Cusano Tv Italia, non le manda a dire: "Gli Stati generali dell'economia sono solo chiacchiere. Che bisogna eliminare la burocrazia e far ripartire i lavori pubblici lo sapevamo da vent'anni a questa parte. In questo momento non c'è bisogno di riunirsi in convegni, basta convegni, ci siamo rotti le palle dei convegni, diteci che cosa avete fatto oggi".

"Ci sono cento e passa miliardi di soldi già stanziati, di opere già individuate e progettate, bisogna schiacciare il bottone. E schiacciatelo sto bottone! Basterebbe seguire per tutte quelle opere il modello Genova. Ci vogliono gli Stati generali per capire che bisogna fare questo? Una cosa è far fare i lavori, altra cosa è controllare i lavori. E' stato detto a noi di fare un'autocertificazione per uscire di casa, il 95% degli italiani ha rispettato le regole. Dopodiché chi sbaglia paga. Ci deve essere un controllo, ma questo - ha concluso l'ex leader dell'Idv - non vuol dire che in nome del controllo non ti faccio fare nulla''.

Stati generali, Confindustria: "Troppi i ritardi del governo"

E intanto si è aperta questa mattina, alle 9, la quinta giornata degli Stati generali a Villa Pamphilj a Roma, con gli incontri con il settore produttivo. Governo e Confindustria provano a ricucire lo strappo diplomatico che si è consumato nelle relazioni tra lo Stato e le rappresentanze dell’impresa. Ieri il presidente di Confindustria Carlo Bonomi ha denunciato ritardi nelle procedure per la liquidità, rimarcando che finora la cassa integrazione è stata anticipata dalle imprese. Il premier Conte ha ammesso ritardi ed errori su liquidità e cig, ma ha sottolineato di non poter rispondere di "carenze strutturali vecchie di vent'anni".

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