Come evitare di avere il conto corrente in rosso e cosa fare se succede

Prelievi, pagamenti, saldi e bonifici bloccati. Le banche tollerano normalmente un conto in rosso solo per qualche giorno. Cosa fare?

Non arrivare a fine mese in Italia anni fa era diventato quasi uno slogan, soprattutto per campagne elettorali, ma ritrovarsi col conto corrente in rosso è un’esperienza tutt’altro che piacevole. Ecco i problemi che può comportare e le possibili soluzioni.

Il rosso del conto corrente blocca prelievi, pagamenti, saldi o bonifici, perché nel momento in cui non risultano somme a copertura di tali operazioni, la banca impedisce che esse vadano a buon fine. Unica eccezione è il pagamento delle spese effettuate con la carta di credito che sia stata rilasciata dalla banca stessa al correntista, in questo caso, esse vengono saldate anche se il conto è in rosso (ovviamente, il rosso aumenterà dell’importo pagato per saldare le spese con la carta).

Evitare il conto corrente in rosso: il fido bancario

Per evitare di andare in rosso si può concordare un fido con la banca, di modo che quando sia esaurita la disponibilità sul proprio corrente l’istituto di credito fornisca comunque risorse. Per ottenere il fido occorre stipulato un contratto accessorio rispetto a quello dell’apertura del conto corrente, grazie al quale la banca fornirà una determinata somma massima una volta che si sia a zero coi propri depositi sul conto, e tale contratto comporta ovviamente un costo accessorio rispetto a quello del conto corrente. Va da sé che se si utilizza più di quanto venga fornito grazie al fido, anche lo stesso fido non impedisce di andare in rosso.

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Cosa fa la banca se abbiamo il conto corrente in rosso

Andare in rosso comporta il pagamento di interessi di mora calcolati su ogni giorno in cui il conto resta in rosso (la base di calcola è la somma che ha mandato il conto in rosso), oltre ovviamente alla restituzione alla banca della somma che ha comportato il rosso stesso. Le banche tollerano normalmente un conto in rosso per qualche giorno, la tolleranza è inversamente proporzionale all’entità del rosso, ma ove il rosso persista per settimane la banca si attiverà per ottenere forzosamente quello che è a tutti gli effetti un suo credito nei confronti del correntista. Si parte normalmente con una chiamata al correntista per invitarlo a rientrare, e si prosegue con segnalazione del correntista alla Centrale Rischi e alla revoca degli strumenti di pagamento concessi, quali bancomat, assegni e carte di credito, per arrivare fino alle vie legali per ottenere l’esecuzione del contratto (il correntista in rosso è infatti inadempiente rispetto al contratto relativo alla tenuta del conto corrente). In caso si abbiano più conti correnti intestati presso la stessa banca, ove uno di questi vada in rosso e gli altri no, la banca non può automaticamente prelevare da un conto in salute le somme necessarie a ripianare il conto in rosso, a meno che il correntista a meno che il cliente non abbia dato espressamente la propria autorizzazione o abbia firmato un contratto che permette alla banca tale procedura.

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Conto corrente chiuso mentre è in rosso?

Un conto corrente può essere chiuso anche mentre è in rosso ed in caso il correntista decida di muoversi in tal senso l’istituto di credito è tenuto a chiudere il conto entro 15 giorni dalla richiesta del correntista così da consentire al cliente di non farsi carico anche di spese per la gestione del conto stesso. La chiusura del conto non comporta però la cancellazione del debito (con relativi interessi) si dovranno quindi alla banca l’importo del cosiddetto scoperto più gli interessi moratori (o gli interessi speciali, di importo maggiore, regolati dal Decreto Legislativo n. 231/2002, che vengono previsti in contratto, come applicabili in caso di inadempimento).

Dal blog "Asso di denari" di Carlo Sala
 

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