Lunedì, 25 Ottobre 2021
Economia

Italia contraffatta: il falso ci costa 8 miliardi l'anno (e 52mila posti di lavoro)

L'Euipo, l'Ufficio dell’Unione europea per la proprietà intellettuale, ha analizzato i danni provocati da contraffazione e pirateria sui 13 mercati più a rischio

La contraffazione, un male silenzioso che nell'ombra 'ruba' circa 60 miliardi di euro in Europa, di cui 8,6 miliardi, pari a quasi un sesto del totale, nel mercato italiano. Un cancro invisibile, i cui effetti su 13 settori economici diversi sono stati analizzati nella nuova ricerca condotta dall’Euipo, l'Ufficio dell’Unione europea per la proprietà intellettuale.

Negli ultimi cinque anni l'Euipo ha monitorato il costo economico e le perdite provocate dall'immissione di prodotti falsi nel mercato, puntando soprattutto sui settori più a rischio contraffazione come cosmetici e igiene personale; abbigliamento, calzature e accessori; articoli sportivi; giocattoli e giochi; gioielleria e orologi; borse e valigie; musica registrata; alcolici e vini; prodotti farmaceutici; pesticidi, smartphone, batterie e pneumatici.

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La contraffazione in Italia

Ogni anno nel nostro Paese vanno persi circa 8,6 miliardi di euro, pari al 7,9% delle vendita totali nel mercato italiano. Un numero che, diviso per gli abitanti, si può tradurre in una perdita da 142 euro a persona. Ma il fenomeno della contraffazione non ha effetti negativi soltanto sul mercato e sulle tasche degli italiani, ma provoca anche una perdita di 52.705 posti di lavoro ogni anno. Una cloaca occupazionale che un Paese come il nostro, con un tasso di disoccupazione ampiamente sopra la media Ue, non può certo permettersi. 

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Abbigliamento e farmaci: i settori più contraffatti

Andando a vedere nel dettaglio dei settori analizzati dall'Euipo, quello dell'abbigliamento si piazza al primo posto nella speciale classifica dei mercati a rischio 'falso'. Degli 8,6 miliardi totali, 3,1 vanno persi nel vestiario falsificato, spesso preferito dai consumatori, attirati da prezzi sotto la media. Al secondo posto troviamo i farmaci contraffatti, che valgono oltre 2,2 miliardi di euro persi ogni anno, per un fenomeno che preoccupa non soltanto dal punto di vista economico ma anche da quello sanitario, visti i rischi per la salute che si possono correre assumendo medicinali non a norma. La speciale top five elaborata da Euipo mette al terzo posto il mercato smartphone, con i falsi che causano la perdita di 885 milioni di euro, seguito dai cosmetici e dalle borsette, per cui si perdono rispettivamente 685 e 427 milioni di euro. Dati allarmanti che assumono ancor più valore se si osserva anche il conteso europeo.

Boom di farmaci falsi: "1 su 3 non ha principio attivo ma gesso e vernice"

La contraffazione in Europa

Sempre secondo al ricerca dell'Euipo, la contraffazione in Europa provoca ogni anno la perdita di  60 miliardi di euro, pari al 7,5 % delle rispettive vendite, sempre nei 13 settori commerciali analizzati. A livello europeo, sono 116 gli euro per abitante che vanno persi a causa di questo fenomeno, mentre i posti di lavoro che vengono a mancare sfiorano la soglia dei 435mila. Un 'buco' economico ed occupazionale che può essere riempito soltanto mettendo un freno al mercato nero dei prodotti falsi. L'abbigliamento si conferma il mercato più a rischio 'fake' anche in Europa, dove il 'peso' dei vestiti falsi si traduce in perdite per 23,3 miliardi di euro. Secondo posto per i farmaci confermato, mentre la medaglia di bronzo nella classifica europea va ai cosmetici (quarti in Italia), che ogni anno creano una perdita di quasi 6 miliardi di euro. La lista si conclude con gli smartphone al quarto posto (-4,2 miliardi), mentre la quinta posizione è occupata da vini e alcolici.

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La perdita dei posti di lavoro

Tralasciando per un attimo le enormi perdite economiche, sia a livello europeo che italiano, uno degli effetti più negativi della contraffazione riscontrati nella ricerca Euipo è la perdita di posti di lavoro. In Italia sono oltre 52mila, contro i 434mila in Europa. Ma perché il mercato del falso influisce su quello del lavoro? La risposta è semplice, visto che i legittimi fabbricanti producono meno di quanto avrebbero fatto se non esistesse la contraffazione, sono costretti ad impiegare meno personale, provocando in tutti i settori analizzati la 'scomparsa' di migliaia di posti di lavoro. 

La proprietà intellettuale va difesa

La relazione contiene anche con il commento di Antonio Campinos, direttore esecutivo dell'Euipo: “Negli ultimi 5 anni, le nostre attività di segnalazione e ricerca hanno fornito, per la prima volta, un quadro completo dell’impatto economico della contraffazione e della pirateria sull’economia dell’UE e sulla creazione di occupazione nonché dati di intelligence sulle modalità delle violazioni dei diritti di proprietà intellettuale”.

“Attraverso la nostra ricerca – conclude Campinos - abbiamo anche dimostrato i benefici che la proprietà intellettuale reca alla crescita e all’occupazione. Abbiamo svolto il nostro lavoro in modo tale che i responsabili politici e i cittadini possano essere certi del valore della proprietà intellettuale e dei danni che derivano dalla sua violazione”.

Un modo per portare alla luce i danni della pirateria e della contraffazione, in grado di provocare dei veri e propri disastri all'economia comunitaria e nazionale, coinvolgendo tutti, dal produttore al consumatore, nessuno escluso. Prima di comprare un prodotto contraffatto bisognerebbe pensare anche a questo.

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