rotate-mobile
Domenica, 29 Gennaio 2023
Economia

Tassa sul lusso e Rei per 1,7 milioni di famiglie: ecco la ControManovra

Sbilanciamoci! Risponde alla Manovra del Governo da 20 miliardi con una “controfinanziaria” da 44 miliardi divisa in 111 misure. Una guida alla politica economica in controtendenza rispetto alle scelte dell'Esecutivo

Il Governo sta per chiudere l'anno con la Manovra economica da 20 miliardi, euro più euro meno. Una legge di Bilancio che sembra guardare più alle prossime elezioni che non ai reali bisogni dei cittadini italiani, viaggiando sicura sui binari dell'austerità. Ma i soldi pubblici si potrebbero usare in un modo migliore? Magari facendo interventi più mirati negli ambiti dove c' più necessità? A queste domande risponde la “ControManovra” di Sbilanciamoci!, che come ogni anno, in concomitanza con la discussione sulla legge di Bilancio, realizza un'alternativa a quella del Governo, ovviamente in pareggio. 

La Contromanovra

Sbianciamoci! È una campagna composta da circa 48 organizzazioni della società, che toccano diversi ambiti sociali, come Antigone, ActionAid, Arci, Wwf, Fish, Emergency e molte altre ancora. (Qui trovate l'elenco completo e aggiornato). Quest'anno, il XIX Rapporto è stato presentato alla Camera e non è altro che una finanziaria da 44,2 miliardi di euro, suddivisa in 111 proposte, che vanno a toccare sette obiettivi in particolare, ecco quali sono:

  • Fisco e Finanza
  • Economia e Industria
  • Cultura e Istruzione pubblica
  • Welfare
  • Spesa militare
  • Economia solidale

La Manovra del Governo: “Vorrei ma non posso”

Una frase che sintetizza al meglio la legge di Bilancio prodotta dal Governo, che accetta le regole dell'austerità, facendo tagli a destra e a manca, ma che sostanzialmente lascia la 'patata bollente' all'Esecutivo che verrà. Ma l'Italia non può permettersi queste strategie attendiste e 'scarica barile': la stima del debito pubblico pesa per il 130% del Pil nel 2018 (nel 2007 era al 99,8%) e siamo il fanalino di coda d'Europa per la crescita e per l'alto tasso di disoccupazione, attualmente intorno all'11%, secondo le ultime stime dell'Unione Europea.

La crisi degli ultimi anni ha portato l'Italia in un baratro di difficile uscita, mentre le politiche economiche adottate andavano sempre a favore delle imprese, più che incontro ai cittadini, portando impoverimento della popolazione e mancanza di occupazione. Un circolo vizioso che la politica italiana non ha potuto (o voluto) interrompere.

Il Rapporto di Sbilanciamoci! Ricorda inoltre come “i 3⁄4 delle risorse mobilitate dalla Manovra di quest’anno (15,7 miliardi di euro) sono di nuovo impegnati per impedire l’aumento dell’Iva. Il resto privilegia il dissennato rilancio degli incentivi per le assunzioni a tempo indeterminato (che riducono il costo del lavoro, ma non aumentano i salari), gli stanziamenti aggiuntivi per il Rei (sul 2018 pochi, 300 milioni) e le agevolazioni fiscali per le imprese (proroga iper- e super- ammortamento). Le coperture (incerte) sono affidate all’indebitamento, a maggiori entrate fiscali, alla riduzione della spesa pubblica e alle privatizzazioni”. Insomma, un impianto che può tappare qualche buco, ma non certo rilanciare l'economia del Paese. Ma come è articolata questa “ControManovra”, eccola nel dettaglio.

Fisco, che le tasse le paghino tutti con equità

Le tasse non piacciono, ma pagarle è necessario e fondamentale. Il problema è garantire che vengano pagate da tutti e in maniera equa. Sbilanciamoci! Propone una manovra in grado di redistribuire il reddito e la ricchezza al fine di diminuire le diseguaglianze sociali. Una direzione opposta a quella intrapresa dal Governo. 
Basta pensare che il complesso delle proposte alimenta le casse dello Stato con circa 25,8 miliardi, di cui 15,7 miliardi sono destinati a impedire lo scatto dell’Iva da gennaio 2018 e 10,1 miliardi sono utilizzati per rendere il Reddito di inclusione più universale e meno condizionato.

“Una rimodulazione dell’Irpef – scrive Sbilanciamoci! - riduce di 1 punto le aliquote sui redditi fino a 28.000 euro, porta l’aliquota sui redditi da 50.001 a 75.000 euro al 44% e al 47,5% sui redditi tra i 75.000 e i 100.000 euro, introduce due nuovi scaglioni di reddito prevedendo un’aliquota del 55% per i redditi tra i 100.000 e 300.000 mila euro e del 60% per i redditi superiori. L’assoggettamento all’Irpef delle rendite finanziarie e un’imposta complessiva sul patrimonio finanziario di famiglie e imprese con una struttura ad aliquote progressive, potrebbero esonerare dal pagamento i ceti medio-bassi e incidere sui grandi patrimoni”. 

Sempre per aumentare le entrate nelle casse dello Stato, la Contromanovra prevede l'inserimento di una tassa sulle transazioni finanziarie, la riduzione delle aliquote Ires per le imprese e all’abolizione delle addizionali Ires per le società di fondi di investimento comuni, oltre all'abolizione dei super e iper ammortamenti  per i beni strumentali d'impresa. Soltanto queste misure farebbero guadagnare circa 4,4 miliardi di euro. 

Secondo Sbilanciamoci, ulteriori 2,3 miliardi potrebbero essere recuperati grazie alla maggiore tassazione di beni di lusso o dannosi (voli e auto aziendali di lusso, produzione di beni di lusso e rilascio del porto d’armi) ai quali potrebbero aggiungersi 560 milioni, grazie alla maggiore tassazione degli investimenti pubblicitari e all’introduzione di una tassazione sui diritti televisivi del calcio professionistico.

Infine c'è l'annoso problema dell'evasione fiscale. Un fenomeno contrastabile con diverse 'mosse', come l’introduzione di una Digital Tax per le multinazionali, l'obbligo di utilizzare la moneta elettronica per i pagamenti superiori ai 500 euro e l'introduzione di pene accessorie per gli evasori. Queste misure porterebbero nella casse dello Stato circa 3,6 miliardi.

Industria, occupazione e Rei

La timida crescita e l'alto tasso di disoccupazione non sono certo dei soldi punti di partenza, ma Sbilanciamoci! Si propone di operare in tre aree particolari:  welfare, innovazione tecnologica e servizi verdi.

“Un piano per l’avanzamento tecnologico nel campo della salute (500 milioni) – scrivono i promotori - potrebbe finanziare la ricerca sull’utilizzo di tecnologie innovative nei campi della chirurgia, della diagnostica e della farmaceutica contribuendo a ridurre i costi del sistema sanitario, senza compromettere la garanzia del diritto universale alla salute. Servirebbero 11,1 miliardi di euro per rendere più universale e meno condizionato il Reddito di inclusione (Rei), estendendolo a tutti i residenti in Italia in condizioni di povertà assoluta o relativa e ampliando la copertura dei beneficiari dalle attuali 500 mila a 1,7 milioni di famiglie”.

Un serio programma di investimenti pubblici, mirato allo sviluppo di tecnologie di beni e servizi verdi e nel mondo dell'informazione e della comunicazione, potrebbe creare migliaia di nuovi posti di lavoro.

Istruzione, sapere e cultura

Se il settore economico non naviga in acque tranquille, anche il livello culturale italiano è deficitario. La dispersione scolastica aumenta, mentre diminuiscono i diplomati che si iscrivono all'università e il numero di docenti. 

Ecco le misure previste dalla “ControManovra” di Sbilanciamoci! Per rilanciare l'istruzione e la cultura, con la modica cifra di 5,3 miliardi di euro: “Un consistente investimento nell’edilizia scolastica e nella promozione del diritto allo studio (1 miliardo) per mettere in sicurezza gli edifici e garantire gli spazi necessari per l’insegnamento, l’apprendimento e l’alloggio degli studenti; l’aumento delle risorse destinate al Fondo per il miglioramento dell’offerta formativa (600 milioni), al Fondo per l’autonomia scolastica (310 milioni) e al Fondo di finanziamento ordinario (800 milioni); l’adozione di un piano straordinario per l’assunzione di 20.000 ricercatori universitari a tempo determinato in 6 anni (3.300 nel 2018), con un impegno di 485,8 milioni e il rifinanziamento del Fondo ordinario degli enti di ricerca (400 milioni)”. 

Altri 337 milioni di euro potrebbero entrare nelle casse dello Stato dall'abolizione delle detrazioni Irpef per le famiglie che iscrivono i figli alle scuole private secondarie, mentre l'investimento di 600 milioni di euro permetterebbe la creazione di una 'No tax area' per le famiglie che dichiarano meno di 28mila euro l'anno. A queste vanno aggiunte altre misure come alcuni fondi per promuovere arte, musica, lettura e architettura.

Sviluppo intelligente ed ecosostenibile

Le proposte sul tema ambiente di Sbilanciamoci! vertono su 5 punti chiave: la lotta  ai cambiamenti climatici, gli investimenti per i piccoli e medi interventi infrastrutturali, la tutela del territorio e della biodiversità e la sostenibilità ambientale. Il tutto con 3,5 miliardi di entrate e 2,9 miliardi di uscite. 

Ecco le misure nel dettaglio: “In campo energetico, si propone l’introduzione della rendicontazione dei cambiamenti climatici nelle politiche di investimento pubbliche; di aggiornare i canoni per la concessione per le estrazioni di gas e petrolio, eliminare tutte le esenzioni dalle royalties e abolirne la deducibilità (si otterrebbero maggiori entrate per 104 milioni di euro) e di incentivare l’installazione di impianti fotovoltaici con accumulo (200 milioni). Modificare il sistema di tassazione dei veicoli legandolo all’emissione di Co2 consentirebbe inoltre di colpire i veicoli più inquinanti e potrebbe generare maggiori entrate per 500 milioni di euro.

Tav e Mose? Per Sbilanciamoci! Sarebbe meglio dirottare i 1.300 milioni di euro che la legge di Bilancio 2018 destina alle grandi opere, per adeguare e migliorare le infrastrutture già esistenti nelle città italiane, ma che vivono in condizioni spesso 'pietose'. 

"Per far fronte davvero all’emergenza sismica e al rischio idrogeologico – continua il Rapporto – si propone di destinare a questi obiettivi l’intero ammontare dello stanziamento previsto per il 2018 (940 milioni) dal Fondo istituito dal Disegno di Legge di Bilancio 2017 per il finanziamento degli investimenti e lo sviluppo infrastrutturale del Paese. Per contenere il consumo del suolo si propone di destinare i proventi dei titoli abitativi edilizi e delle sanzioni previste dalla normativa alla tutela del verde, del paesaggio e alla rigenerazione urbana e di istituire un Fondo di rotazione per le demolizioni delle opere abusive (150 milioni)”.

Infine si dovrebbero destinare nuove risorse per gli interventi nelle aree protette e per gli Enti Parco danneggiati dal sisma del 2016. Altri fondi servirebbero per migliorare la raccolta differenziata e una rimodulazione dell'ecotassa, che potrebbe portare circa 425 milioni di euro in entrata.

Welfare, addio superticket

Le recenti politiche di austerità portate avanti durante il periodo di crisi non hanno fatto altro che indebolire il sistema di welfare, con ingenti tagli alla spesa pubblica. Sbilanciamoci prevede un investimento di 5,6 miliardi con un volume di entrate di 7,5 miliardi di euro.

Ecco come verrebbero investiti questi fondi: “Le priorità individuate sono l’ampliamento dei servizi territoriali pubblici per l’infanzia e la riduzione delle rette degli asili nido (500 milioni), l’integrazione del Fondo Nazionale per le Politiche Sociali (324 milioni), l’innalzamento a 15 giorni del congedo di paternità obbligatorio (600 milioni), l’aumento delle risorse per i centri antiviolenza (38,1 milioni), il finanziamento di misure alternative alla detenzione, di un aumento di personale per gli istituti penitenziari (50 milioni) e di un adeguamento delle mercedi dei detenuti lavoratori (15,3 milioni). Interventi per la mobilità sostenibile degli anziani (21 milioni) sono previsti per favorirne la cittadinanza attiva. In campo sanitario Sbilanciamoci! propone di abolire il super ticket fortemente iniquo che spinge i cittadini a rivolgersi al settore privato (800 milioni); aggiornare i Livelli Essenziali di Assistenza; riorganizzare l’assistenza sanitaria territoriale e verificare le convenzioni con le strutture sanitarie private per eliminare gli sprechi (maggiori entrate per 250 milioni di euro)”.

Altri fondi servirebbero per finanziare interventi strutturali per l’inclusione, il diritto al lavoro, all’alloggio e il supporto ai familiari delle persone con disabilità. Ma come reperire queste risorse? Un intervento per coprire i costi potrebbe arrivare dai proventi derivanti dalla legalizzazione della cannabis (circa 3,8 miliardi) di cui una parte andrebbe reinvestita per la prevenzione e per contrastarne l'eccessivo utilizzo. Aumentare la tassazione del gioco d'azzardo, eliminare la cedolare secca sugli affitti a canone libero, contrastare l'affitto in nero e tassare le abitazioni vuote, potrebbero essere altre fonti di nuovi 'guadagni' per lo Stato.

Meno navi e aerei militari

Piuttosto che aumentare le proprie armi, Sbilanciamoci promuove un approccio differente, fatto da una difesa pacifica, non violenta e cooperativa. Secondo la “ControManovra” si potrebbero risparmiare 5 miliardi di euro della spesa militare con cinque semplici misure:

“La riduzione immediata del livello degli effettivi delle nostre Forze Armate a 150.000 unità e il riequilibrio interno tra truppe e ufficiali e sottoufficiali (1,3 miliardi); il dimezzamento degli investimenti in nuovi Programmi d’armamento iscritti al Ministero per lo Sviluppo Economico (2,3 miliardi); il congelamento dei nuovi contratti di acquisizione dei cacciabombardieri F-35 previsti per il 2018 (600 milioni), in attesa che il Governo attui l’indicazione del Parlamento che ne ha deciso il dimezzamento; il ritiro dalle missioni militari all’estero di chiara valenza aggressiva (850 milioni)”.

Come andrebbero reinvestite queste risorse? Ovviamente potrebbero finanziare politiche di pace e di cooperazione internazionale, stanziamenti per la protezione dei Difensori dei diritti umani, potenziamento degli Aiuti pubblici allo Sviluppo e  nuove risorse per aumentare il numero dei volontari del Servizio Civile Universale.

Economia sociale e solidale

In questo particolare settore Sbilanciamoci! punta a sfruttare le potenzialità dell'economia solidale, ignorata nel Ddl Bilancio 2018. L'obiettivo in questo caso è quello di creare una rete che metta in sinergia le diverse forme di economia sociale e solidale, in modo da “contribuire a promuovere forme di produzione e stili di vita e di consumo che conciliano l’esigenza di produrre reddito con la garanzia dei diritti umani e il rispetto dell’ambiente”.

Si parla quindi di progetti che vanno dai gruppi d'acquisto solidale agli orti urbani, passano per il riciclo e la mobilità sostenibile. Tutte pratiche che potrebbero assicurare occupazione e reddito a migliaia di famiglie italiane. Sbilanciamoci propone di investire 44,7 milioni di euro, nel seguente modo: “Si propone di istituire tre Fondi specifici per il commercio equo e solidale (1 milione), per l’economia solidale (1 milione), per la riconversione ecologica delle imprese (10 milioni); di implementare due Piani strategici nazionali per la Piccola distribuzione organizzata (10 milioni) e per la garanzia partecipata (10 milioni); di sostenere una rete nazionale di mercati e fiere eco&eque (10 milioni) e di avviare un Piano per lo sviluppo degli Open Data per l’economia solidale (1 milione)”.

Probabilmente la “ControManovra” di Sbilanciamoci! non verrò mai votata in Parlamento, ma rappresenta una possibilità di cambiamento. Come è possibile una Manovra diversa, lo è anche un'Italia diversa. Basta sbialanciarsi un po'.

Si parla di
Sullo stesso argomento

In Evidenza

Potrebbe interessarti

Tassa sul lusso e Rei per 1,7 milioni di famiglie: ecco la ControManovra

Today è in caricamento