Domenica, 11 Aprile 2021
Italia

Le imprese bocciano il Governo: il 95% è ancora in attesa degli aiuti

Per il 2020 la stima è un crollo del fatturato per alcuni comparti più che dimezzato. Una catastrofe che le misure prese dal governo non sembrano riuscire a contenere. La richiesta di Cna: "Un anno senza tasse e indennità da mille euro al mese"

Giudizi in prevalenza negativi sui provvedimenti finora adottati dal Governo per contrastare la crisi provocata dalla pandemia di coronavirus: la rilevazione effettuata da Cna su un campione di circa 14mila imprese fotografa una crisi senza precedenti che potrebbe peggiorare nelle prossime settimane: se 7 imprese su 10 hanno fatto ricorso agli ammortizzatori sociali, in molti denunciano forti criticità per l'accesso al credito.

Per l'anno in corso la stima è un crollo del fatturato con alcuni comparti che prevedono un giro d'affari più che dimezzato. Shock ancora più grave per il turismo con perdite fino al 66,3%. Oltre al turismo si stima un -56,7% per la moda e -54% per il commercio. La flessione ''più contenuta'' è per i servizi alle imprese (-40%).

Una catastrofe che le misure prese dal governo non sembrano riuscire a contenere. Il giudizio delle pmi relativamente a come è stata gestita la prima fase dell'emergenza e gli orientamenti adottati con il parziale allentamento delle restrizioni è infatti negativo. In particolare sul tema del credito e liquidità oltre il 70% esprime un giudizio molto negativo contro il 14,6% delle risposte positive.

Circa il 95% delle imprese che hanno presentato domanda per il credito è ancora in attesa di una risposta.

Apprezzate solo la moratoria sui finanziamenti e gli ammortizzatori sociali dal 30% del campione considerato che un'impresa su due ha fatto ricorso alla sospensione dei versamenti fiscali e contributivi e solo il 50% delle imprese che hanno presentato domanda per la moratoria sui finanziamenti ha ricevuto risposta positiva. "E' un amaro paradosso, assolutamente illogico, che le imprese operanti nei settori sottoposti da subito al lockdown e con ricavi azzerati, non abbiano potuto beneficiare della sospensione", annota il Report Cna.

La paralisi del sistema economico ha fatto esplodere il ricorso agli ammortizzatori sociali che ha riguardato il 69,3% delle imprese con dipendenti (il 51% per sospensione a zero ore). Il maggiore utilizzo si registra nel manifatturiero, a partire dalla moda (78,9%), produzione (78,6%), legno e arredo (78,4%) e servizi alla persona (77,5%).Il peggioramento dei risultati economici per oltre il 50% è determinato dalla forte riduzione della domanda di beni e servizi e per il 15% dall'aumento dei costi per assicurare le misure di sicurezza.

Tra gli imprenditori intervistati accanto al comprensibile pessimismo sulle prospettive emerge però anche "un forte senso di responsabilità e una visione chiara sul rilancio". Tra gli investimenti prioritari la sicurezza è indicata dal 77,9% del campione e supera l'80% nel segmento servizi alla persona.

"È il momento di mettere mano ai problemi strutturali del Paese rilanciando le infrastrutture" spiega il segretario generale CNA, Sergio Silvestrini. Una possibile soluzione per l'emergenza potrebbe però arrivare dall’erogazione di "indennizzi a fondo perduto, una indennità da mille euro mensili agli autonomi e la sospensione dei pagamenti a tutto il 2020".

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