Coronavirus, accordo tra sindacati e Governo sulle attività essenziali

Le sigle Cgil, Cisl e Uil hanno confermato l'intesa attraverso una nota unitaria. Il Protocollo non prevede firme ma sancisce la condivisione del perimetro individuato per concedere le deroghe

Foto di repertorio

L'attesa fumata bianca tra sindacati e Governo è arrivata: le parti hanno raggiunto l'intesa sulll'integrazione all'elenco delle aziende essenziali che potranno derogare dallo stop previsto con il Dpcm del 22 marzo scorso per fronteggiare il Coronavirus. L'accordo, che non prevede firme ma che sancisce la condivisione del perimetro individuato per concedere le deroghe, è arrivato al termine di un lungo confronto tra il ministro dello Sviluppo economico Stefano Patuanelli, il ministro dell'Economia, Roberto Gualtieri e i leader di Cgil, Cisl e Uil. L'esito dell'incontro è stato positivo, come confermato dalle sigle sui canali social.

Coronavirus, nasce il protocollo di sicurezza

Nel Protocollo siglato da Cgil, Cisl e Uil e ministero della Salute per la prevenzione e la sicurezza dei lavoratori della Sanità, documento che è "una naturale integrazione del testo siglato tra Cgil, Cisl e Uil nella notte di sabato 14 marzo" si "riconosce l'importanza fondamentale del Servizio Sanitario Nazionale nell'attuale momento di drammatica emergenza e per il futuro". A sottolinearlo sono le tre Confederazioni in una nota congiunta.

"Oltre a declinare e integrare le più opportune e rigorose precauzioni di profilassi per tutti i medici, i professionisti sanitari e tutti gli operatori della sanità, inclusi i servizi della medicina ambulatoriale e del territorio, il Protocollo prevede l'istituzione di un 'Comitato Nazionale' che si avvarrà della partecipazione delle organizzazioni sindacali per il continuo monitoraggio delle varie situazioni, il coinvolgimento anche territoriale dei rappresentanti aziendali dei lavoratori e della sicurezza e, soprattutto, per importanti misure finalizzate a garantire la salute dei lavoratori del settore e degli stessi cittadini del Paese".

"Il Protocollo interviene per garantire a tutto il personale che opera nei servizi sanitari gli standard di protezione in maniera rigorosa.".

"Il documento - prosegue la nota -prevede particolare attenzione alla necessità di fornire agli operatori gli adeguati dispositivi di protezione individuale e, soprattutto, pone la necessità di assicurare a tutto il personale esposto l'effettuazione dei fondamentali test diagnostici, prevedendo anche la loro ripetizione nel tempo, secondo criteri stabiliti dal Comitato Tecnico Scientifico per l'emergenza Covid-19". I sindacati evidenziano inoltre che "l'accordo interviene anche in ordine alle misure di sanificazione degli ambienti di lavoro e insiste sulla necessità di adeguare le dotazioni organiche del sistema sanitario attraverso misure straordinarie di assunzione e di stabilizzazione dell'attuale personale precario".

Coronavirus, Barbagallo (Uil): "Accolte molte richieste"

''Molte delle nostre richieste sono state accolte: l'elenco Ateco è stato modificato; attendiamo ora il testo scritto del relativo decreto ministeriale''. È quanto ha dichiarato il segretario generale della Uil, Carmelo Barbagallo, al termine delle riunioni tra Cgil, Cisl, Uil e i ministri Gualtieri e Patuanelli, per la revisione dell'elenco delle attività considerate essenziali dal decreto dello scorso 22 marzo. Tra pause prolungate, incontri intersindacali, contatti telefonici e discussioni con i singoli ministri, il confronto è durato oltre tredici ore, sino a notte fonda.

Coronavirus, Confapi: ''Si può chiudere tutto, la priorità è evitare il contagio''

''Si possono chiudere tutte le attività per sette o dieci giorni ad eccezione di quelle davvero essenziali. Lo facciamo ad agosto, possiamo benissimo farlo per fronteggiare questa emergenza sanitaria''.

Maurizio Casasco, presidente di Confapi, lo spiega in un'intervista al quotidiano 'Repubblica': ''In questo momento la priorità è contenere il contagio del virus -continua Casasco-. Possono restare aperte sole le attività essenziali, l'alimentare, la farmaceutica e la manutenzione direttamente collegata''.

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''Essenziale vuol dire essenziale, non bisogna giocare con le parole -aggiunge Cascasco-. Non facciamo le cose all'italiana usando le filiere come scusa per allargare le maglie. Chiudere per dieci giorni non è un problema, stiamo discutendo del nulla. Soprattutto in questa fase la coesione sociale è fondamentale. Non credo che la soluzione possa essere lo sciopero ma neanche fughe in avanti. Ciascuno deve perdere un pezzo delle proprie richieste nell'interesse generale. Ci vuole responsabilità''.

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