Perché gli infermieri italiani "fuggono" all'estero: l'ultima proposta dalla Germania è irrinunciabile

De Palma, presidente Nursing Up: "Non ci vuole molto a convincere un giovane infermiere ad andare all'estero". L'ultima offerta di lavoro di un ospedale tedesco è irrinunciabile. Li abbiamo chiamati eroi. Ma gli infermieri italiani hanno gli stipendi più bassi d'Europa

Un momento della manifestazione degli infermieri sotto la sede della regione Liguria, protestano per il rinnovo del contratto e il loro riconoscimento nella sanita'. Genova, Giugno 2020. ANSA/LUCA ZENNARO

Li abbiamo chiamati eroi, sono e sono stati in prima linea nella lotta al Covid 19. Ma hanno gli stipendi più bassi d'Europa. E molti di loro lasciano l'Italia per lavorare all'estero. Stiamo parlando degli infermieri.

"Il Covid-19 ha lasciato sulla pelle degli infermieri italiani tracce indelebili. Ma c'è qualcosa che continua a far più male dei contagi, dei turni massacranti, dello straziante contatto quotidiano con la morte. E' senza dubbio l'indifferenza di un Governo che volta le spalle alle nostre istanze e che ci lascia senza punti di riferimento in chiave futura". Sono molto dure le parole di Antonio De Palma, presidente del sindacato infermieri italiani Nursing Up, che mette in evidenza i rischi concreti di quella che sta  diventando, gradualmente nel tempo, una vera e propria fuga di infermieri dall'Italia. Dove vanno gli infermieri Italiani? "Germania e Regno Unito - sottolinea - ci portano via, ogni settimana, ogni mese, decine di giovani valenti colleghi o forse sarebbe meglio dire che aspirano legittimamente ad inserire nei loro organici le nostre professionalità infermieristiche, tra le più ambite in Europa. Diciamo pure - continua De Palma - che non ci vuole molto a convincere un giovane infermiere a decidere di cambiare la sua prospettiva professionale. Sarebbe il caso però di chiedersi, 'nelle stanze del potere', quali sono le ragioni di questa 'emorragia' che non sembra destinata ad arrestarsi".

"E' notizia di qualche giorno fa - continua il leader del Nursing Up - della succulenta offerta di lavoro di un noto complesso ospedaliero di Monchengladbach, il Maria Hillf, che da qualche anno vanta già una piccola comunità di infermieri italiani al suo attivo". Non è difficile capire perché. "I motivi sono semplici, e quello del Maria Hillf sembra solo un caso come tanti: stipendio a tempo indeterminato di 2900 euro lordi al mese, di norma più di 2000 euro netti, quando un infermiere italiano appena assunto guadagna, in media, tra i 1150 e i 1250 euro. Ma vi è di più: tirocinio linguistico addirittura retribuito con alloggio a 1200 euro al mese, nessun obbligo di conoscenza della lingua tedesca all'inizio".

E non è tutto: "Ti pagano la formazione, ti permettono di ambientarti e di mettere a frutto le tue capacità, ti permettono di crescere. E poi si parla di condizioni lavorative che in Italia sembrano una chimera: aggiornamento professionale costante durante l'anno, immaginiamo quindi formazione interna pagata dall'azienda, e poi iniziative collaterali gratificanti dal punto di vista umano, premi produttività, mensa di qualità e a basso costo, possibilità di  svolgere attività sportive. Insomma valorizzazione dell'aspetto professionale ma non solo. Non sarà forse tutto oro quello che luccica - riflette De Palma - ma vista la situazione della sanità italiana, ci mettiamo nei panni di un giovane trentenne, infermiere già con una buona esperienza: leggendo questa proposta ci vuole poco a convincersi a preparare i bagagli". Da qui un appello al ministro della Salute Roberto Speranza e il viceministro Pierpaolo Sileri a dare una risposta agli infermieri italiani.

Gli infermieri sono scesi in piazza a Milano meno di un mese fa con tamburi e fischietti, scandendo lo slogan: "mai più come prima". Sono arrivati da tutta Italia ma soprattutto dal centro nord e hanno deciso di manifestare a Milano perché è il capoluogo della Regione più colpita dal Covid. Durante la manifestazione è stato dedicato un minuto di silenzio alle vittime del virus, tra loro anche alcuni infermieri.  "Chiediamo al governo, che durante l'emergenza ci chiamava eroi, la creazione di fondi dedicati alla professione infermieristica - aveva spiegato sempre De Palma in piazza - che consentano di incrementare gli stipendi di almeno 500 euro al mese in via strutturale. Non chiediamo premi perché siamo professionisti ma i nostri stipendi devono essere allineati ameno alla media degli stipendi europei. I nostri sono i più bassi d'Europa".  Da dove si può partire? La categoria degli infermieri chiede che ci sia una contrattazione sindacale separata, proprio come avviene per i medici: è tempo di concretezza.

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In Italia ci sono 39 medici ogni 10mila residenti, un numero sensibilmente inferiore a quello della Germania, che ne conta 42,5. Ma è persino più sfavorevole il confronto con il personale infermieristico: 58 per 10mila residenti contro 129 in Germania. Le retribuzioni degli infermieri non subiscono grosse e sostanziali variazioni da anni. Quelli che lavorano nel pubblico partono, a inizio carriera, da uno stipendio di circa 1.150 euro netti. Nel corso della carriera la retribuzione aumenta di poco a seconda dell’età e delle mansioni più o meno rischiose. Lo stipendio medio di un infermiere che lavora nel pubblico, a metà carriera e tarato su una media di indennità corrisposte, è di 1.410 euro netti al mese. Si avvicinano ai 2.000 euro solo gli infermieri più anziani, facendo i caposala dei reparti dove è richiesto un certo tipo di specializzazione. In Germania e Regno Unito lo stipendio medio è di circa 2.500 euro, 1.000 in più rispetto all’Italia, la media europea si attesta intorno ai 1.900 euro.

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