Sabato, 5 Dicembre 2020
Italia

Mes, cappio al collo o opportunità: maggioranza spaccata ma l'Ue guarda già oltre

Pd, Italia Viva e Forza Italia chiedono che il governo apra la linea di credito del fondo salva stati. E mentre il premier si sottrae (per ora) al voto del Parlamento la commissione Ue prepara i "coronabond"

Il governo evita il voto sul Mes. Non si svolgeranno infatti le consuete comunicazioni alle Camere del presidente del Consiglio, in vista del Consiglio europeo del 23 aprile, chiamato a decidere quali strumenti l'Europa debba mettere in campo per aiutare gli Stati membri travolti dalla crisi economica causata dall'emergenza Coronavirus.

La Conferenza dei capigruppo di Montecitorio ha stabilito che il premier svolgerà soltanto "una informativa sulle iniziative adottate in sede europea per fronteggiare la crisi economica". Il capo del governo interverrà in aula dunque, ma l'assemblea non potrà definire, attraverso un voto, un indirizzo su un argomento come il noto fondo salva stati che continua a dividere la maggioranza. Un voto infatti è previsto solo in caso di "comunicazioni del governo" come stabilito dall'articolo 118 del regolamento della Camera.

Conte: "Su Mes deciderà il parlamento" (ma non ora)

"Discutere adesso se vi saranno o meno altre condizioni oltre a quelle delle spese sanitarie e valutare adesso se all’Italia converrà o meno attivare questa nuova linea di credito significa logorarsi in un dibattito meramente astratto e schematico" spiega il premier in un lungo intervento sui social. 

Conte spiega che sarà il Parlamento a decidere se chiedere l'apertura di una linea di credito del Mes solo quando saranno concretamente elaborati le principali caratteristiche del nuovo strumento e definiti i termini e le condizioni dei prestiti, così come le condizioni di contratto. "Solo allora potremo valutare se questa nuova linea di credito pone condizioni, quali condizioni pone, e solo allora potremo discutere se quel regolamento è conforme al nostro interesse nazionale". 

"Non è esattamente il modo giusto di procedere presidente Conte" denuncia in un video pubblicato su Facebook il presidente di Fratelli d'Italia, Giorgia Meloni. Stesso tenore di parole dal segretario della Lega Matteo Salvini mentre da Forza Italia arrivano i distinguo con l'invito al governo di accettare la proposta europea. 

Ma il nodo dell'uso del Mes divede anche la maggioranza: era stato l'ex premier Matteo Renzi a ribadire che la diatriba sull'utilizzo delle linee di credito del fondo Salva Stati era diventata una barzelletta. 

"Il Mes senza condizionalità significa che ci danno 37 miliardi di euro a condizioni migiori di qualsiasi altro prestito" spiega il leader di Italia Viva: "Quando grillini e leghisti fanno polemica sul Mes vi stanno prendendo in giro".

Il capogruppo del Pd al Senato, Andrea Marcucci sottolinea come il Mes ora sia a disposizione dei Paesi su interventi prioritari nel campo sanitario senza condizionamenti. "Ho difficoltà a comprendere la posizione del M5s".

Posizione quella dei 5 stelle ben nota: i deputati delle commissioni Bilancio ed Esteri del MoVimento 5 Stelle obiettano che - secondo la struttura del Mes - una volta aperta la linea di credito potrebbero facilmente attivarsi tutte le condizioni imposte dai creditori.

Intanto il vicepresidente della Commissione europea, Valdis Dombrovskis, da sempre considerato un falco dell'austerity, conferma che l'Italia, come il resto dei Paesi europei, non vuole attivare i prestiti. E annuncia un fondo finanziato con obbligazioni "sostenute da una garanzia degli Stati membri". 

Tutto ruota intorno al Recovery fund, il fondo per la ricostruzione che la Francia ha voluto inserire nelle conclusioni dell'Eurogruppo inn cambio dell'ok dei Paesi del Sud al Mes. Secondo le indiscrezioni, si parla di un piano da 1.500 miliardi di euro. All'interno di questo stanziamento, potrebbe rientrare un sistema di garanzie per l'emissione di debito comune. Che non verranno chiamati coronabond o eurobond, ma si avvicineranno nel concreto. Almeno questa è l'impressione.  

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