rotate-mobile
Sabato, 4 Dicembre 2021
Economia Italia

Norme troppo severe per spiagge e ristoranti: "Così non apriamo"

Le misure previste dai documenti Inail/Iss restano indigeste a balneari e ristoratori. La confederazione Cna chiede deroghe specifiche alle regioni denunciando "condizioni insostenibili" per le attività

Gli stabilimenti balneari non apriranno così come bar e ristoranti resteranno chiusi: è un grido di battaglia quello dell'associazione delle attività produttive Cna che denuncia come "condizioni insostenibili" i criteri individuati dall'Inail e dall'Istituto superiore di sanità per il contenimento del Covid-19 in spiaggia e in bar e ristoranti.

L'associazione ha chiesto aiuto ai ministri della Salute Roberto Speranza, dello Sviluppo economico Stefano Patuanelli e del Lavoro Nunzia Catalfo. "Le condizioni indicate nei due documenti rendono impossibile persino la copertura dei costi fissi. È necessario affidare ai gestori degli stabilimenti libertà operativa per la migliore organizzazione con misure differenziate sulla base del contesto in cui operano"

Tra le proposte bollate come irricevibili dai balneari c'è la capacità di occupare l'arenile:

  • distanza minima tra le file di ombrelloni di 5 metri e di 4,5 metri tra due della stessa fila;
  • tra le attrezzature di spiaggia (lettini, sdraie, etc.) ove non allocate nel posto ombrellone, dovrà essere garantita la distanza minima di 2 metri l’una dall’altra;
  • le distanze interpersonali possono essere derogate per i soli membri del medesimo nucleo familiare o co-abitante;
  • vietate feste in spiaggia e l'uso delle piscine;
  • disposto inoltro la vigilanza dei bambini.
  • le spiagge libere dovranno avere un accesso contingentato

Per i ristoratori il problema riguarda il distanziamento che ridurrebbe la capacità dei locali:

  • spazio di 4 metri quadrati per ciascun cliente, con una distanza fra i tavoli non inferiore ai 2 metri
  • eliminato il servizio a buffet così come il menù che dovrà essere "monuso"
  • mascherina obbligatoria per il personale di cucina così come per gli addetti alla cassa

"Tali condizioni causeranno la chiusura della stragrande maggioranza delle attività - denunciano da Cna - e in particolare della quasi totalità delle gastronomie artigiane, con gravissime ripercussioni sull'occupazione e una ricaduta tragica su tutta la catena agroalimentare italiana".

A nome delle strutture balneari Maurizio Rustignoli, presidente di Fiba Confesercenti, spiega che si tenterà di aprire un dialogo con le Regioni per attuare delle deroghe al documento Inail-Iss. "Se le prescrizioni resteranno così faranno fuori la metà delle attività che non potranno aprire perché mancherebbe lo spazio necessario"

Ad esempio la bozza di protocollo della Regione Emilia Romagna sull'attività balneari è molto meno stringente. Inoltre gli imprenditori puntano all'estensioni delle concessioni balneari fino al 2033 come auspicato dal ministro Franceschini nella stesura del decreto rilancio. 

Spazi recintati e tavoli sotto agli ombrelloni: l'idea per l'estate 2020 in spiaggia

Sullo stesso argomento

In Evidenza

Potrebbe interessarti

Norme troppo severe per spiagge e ristoranti: "Così non apriamo"

Today è in caricamento