Giovedì, 22 Aprile 2021

I nuovi poveri del coronavirus: sono oltre un milione dall’inizio del lockdown

I risultati di uno studio di Coldiretti sui due mesi dall'inizio del primo lockdown in alcune aree per estendersi poi in tutta Italia, sulla base delle persone che hanno beneficiato di aiuti alimentari con fondi Fead distribuiti da associazioni come la Caritas ed il Banco Alimentare

Alcuni volontari della mensa di San Tarcisio distribuiscono pasti agli indigenti all'esterno dello storico edicifio del Real Albergo dei Poveri, Napoli, 4 Aprile 2020 ANSA/CESARE ABBATE/

L’Italia si trova a vivere un’emergenza sociale che non ha precedenti dal dopoguerra e da Nord a Sud, attraverso l’impegno di tante realtà, abbiamo visto attivarsi una grande rete di solidarietà per rafforzare gli interventi sul piano alimentare a chi si trova in difficoltà. 

Sarebbero infatti oltre un milione i nuovi poveri che hanno bisogno di aiuto anche per mangiare per effetto delle limitazioni imposte per contenere il contagio e la conseguente perdita di opportunità di lavoro, anche occasionale: è quanto emerge da una stima della Coldiretti sui due mesi dall'inizio del primo lockdown in alcune aree per estendersi poi in tutta Italia, sulla base delle persone che hanno beneficiato di aiuti alimentari con i fondi Fead distribuiti da associazioni come la Caritas ed il Banco Alimentare che registrano un aumento anche del 40% delle richieste di aiuto con picchi anche superiori in alcune zone del Paese. 

I nuovi poveri, dice Coldiretti, sono coloro che hanno perso il lavoro e non possono utilizzare lo smart working, piccoli commercianti o artigiani che hanno dovuto chiudere, le persone impiegate nel sommerso che non godono di particolari sussidi o aiuti pubblici e non hanno risparmi accantonati, come pure molti lavoratori a tempo determinato o con attività saltuarie.

In Italia 3,7 milioni di persone hanno bisogno di aiuto per mangiare

Presso i centri di distribuzione dei pacchi alimentari e alle mense della solidarietà si presentano persone e famiglie che mai prima d'ora avevano sperimentato condizioni di vita così problematiche e ai centralini arrivano decine di telefonate al giorno con richieste di aiuto perché padri e madri non sanno come sfamare i figli e si vergognano di trovarsi per la prima volta in questo tipo di difficoltà, dice Coldiretti. Una fascia di nuovi indigenti che fa salire a 3,7 milioni il numero di persone che in Italia in questo momento ha bisogno di auto per mangiare. 

Le situazioni di difficoltà sono diffuse lungo tutta la Penisola ma le maggiori criticità, precisa l’associazione, si registrano nel Mezzogiorno: il 20% degli indigenti che si trova in Campania, il 14% in Calabria e l'11% in Sicilia. Situazione diffuse di bisogno alimentare si registrano però anche nel Lazio (10%) e nella Lombardia (9%) dove più duramente ha colpito l'emergenza sanitaria, secondo gli ultimi dati Fead.

L'Italia riparte dalla solidarietà

In questo contesto sono scese in campo molte organizzazioni attive nella distribuzione degli alimenti. In Italia ci sono circa diecimila strutture periferiche (mense e centri di distribuzione) promosse da quasi 200 istituzioni caritatevoli impegnate nel coordinamento degli enti territoriali ufficialmente riconosciute che si occupa della distribuzione degli aiuti Fead erogati dall'Agenzia per le Erogazioni in Agricoltura (Agea).

Quasi 4 italiani su 10 (39%) hanno dichiarato di partecipare a iniziative di solidarietà per aiutare chi ha più bisogno attraverso donazioni o pacchi alimentari, anche utilizzando le operazioni di aiuto messe in campo dagli agricoltori con la spesa sospesa, secondo l'indagine Coldiretti/Ixe'.

L'emergenza e il nuovo clima di solidarietà sociale fra persone, anche sconosciute fra loro, ma accomunate dalla guerra di resistenza contro la pandemia hanno spinto gli italiani a muoversi in favore degli altri: più di un terzo (36%) lo ha fatto con donazioni via web, il 17% ha usato il telefono, mentre 1 italiano su 4 (25%) si è preoccupato di fare la spesa per anziani e disabili mentre una fetta altrettanto importante della popolazione pari al 24% si è dedicato ad acquisto di pacchi alimentari per i bisognosi o aderendo a iniziative di spesa sospesa come quella avviata da Coldiretti nei mercati di Campagna Amica in tutta Italia, conclude la Coldiretti.

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