Martedì, 20 Aprile 2021
Italia

Coronavirus, quasi 4 milioni di famiglie in difficoltà dopo un mese di lockdown

Se alcuni italiani si interrogano sulla possibilità di andare in vacanza quest'estate, i ceti più deboli si trovano a barcamenarsi nel quotidiano. Senza reddito soprattutto giovani, donne e famiglie monoreddito specialmente del Sud Italia

Il lockdown a milano in una foto ansa di MOURAD BALTI TOUATI

La sospensione delle attività produttive per fronteggiare l'emergenza coronavirus ha particolarmente colpito 3,7 milioni di famiglie che si sono ritrovate senza alcun reddito. Il dato che inquadra l'entità dello tsunami economico emerge dall'analisi della Fondazione studi consulenti del lavoro.

Si tratta di lavoratori dipendenti in settori che non erano di certo ricchi, per quasi la metà si trattava di stipendi da meno di 1.250 euro mensili. Un dato preoccupante se si considera che risultano particolarmente colpite le coppie con figli (1.377 mila, 37%) e genitori 'soli' (439 mila, 12%) che si trovano a non riuscire a fronteggiare le spese quotidiane.

Coronavirus, l'epidemia economica colpisce i più deboli

Se alcuni italiani si interrogano quanto alla possibilità di andare in vacanza, i ceti più deboli si trovano barcamenarsi nel quotidiano anche a causa della inferiore disponibilità di risparmio da poter utilizzare in questa fase emergenziale. Sono i lavoratori a reddito medio-basso, quando non già a rischio povertà, dopo un mese a trovarsi nelle ristrettezze dell'assenza di un reddito.

Tra i profili sociali in bilico ci sono i giovani che scontano la minore anzianità lavorativa, ma anche 2,5 milioni di donne lavoratrici che potevano contare per due terzi con uno stipendio di 1.250 euro al mese. Da un punto di vista territoriale è al Sud che si ha la maggiore concentrazione di disagio anche a causa dell'incidenza delle famiglie monoreddito.

"I provvedimenti adottati a tutela della salute pubblica hanno esposto a maggiore rischio proprio i lavoratori meno qualificati e a più basso reddito, che avrebbero invece avuto bisogno di più tutele. Si pensi alla chiusura dei comparti manifatturieri, al lavoro artigiano e operaio, all'edilizia o al commercio", ha dichiarato la presidente del Consiglio nazionale dell'ordine dei consulenti del lavoro, Marina Calderone.

"Al contrario chi ha potuto contare sulla continuità lavorativa tramite smart working sono stati soprattutto i lavoratori della conoscenza, impiegati e quadri di aziende pubbliche e private, professioni a più alta qualificazione, che vantano titoli di studio e redditi più elevati".

"L'emergenza Covid-19 sta amplificando il disagio sociale"

Per far fronte a queste difficoltà il Governo prevede di approvare il cosiddetto Reddito di emergenza: un bonus mensile di 400/500 euro da riconoscere per alcune mensilità a favore di quanti sono rimasti fuori dalle misure del Cura Italia e sono rimasti privi di ogni tutela e reddito dopo le restrizioni alla mobilità delle misure contro il coronavirus. Bisognerà dimostrare di aver lavorato anche per brevissimi periodi (una-due settimane negli ultimi due anni).

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