Sabato, 19 Giugno 2021
Crisi economica

Corte dei Conti, "i cittadini devono pagare di più per i servizi"

Nella relazione annuale i "revisori" dei conti dello Stato fanno il punto e avvertono la politica: "Crescita ancora lontana". Il problema: "La pressione fiscale è troppo elevata". La soluzione: "Far pagare di più per i servizi in base alle possibilità economiche di ciascuno"

ROMA - Ci sono due modi per "titolare" la relazione annuale della Corte dei Conti sullo stato di salute dell'economia. Il primo: "In Italia la pressione fiscale è a livelli intollerabili". Il secondo: privatizzare, liberalizzare e far pagare (di più) ai cittadini i servizi. Partiamo dal primo dato posto all'ordine del giorno da Martino Colella, procuratore generale, nell'intervento per il giudizio sul rendiconto dello Stato.

PRESSIONE FISCALE - La pressione fiscale resta troppo "elevata", superiore alla media europea, "con un divario, che permane nel 2014, di 1,7 punti percentuali di prodotto rispetto alla media degli altri paesi dell'area euro". La priorità, quindi, secondo la Corte dei Conti, "è quella di tagliare le tasse per famiglie e imprese".

PAGARE I SERVIZI - Ed eccoci ai problemi sul "come" ridurre le tasse. La chiave, in questo caso, è sempre la stessa: affidarsi all'iniziativa privata (e privatistica) "ridisegnando il perimetro" dell'intervento pubblico, "facendo pagare di più ai cittadini i costi di alcuni servizi". A parlare è il presidente delle sezioni riunite, Enrica Laterza, per la quale "un duraturo controllo della spesa pubblica può ormai difficilmente prescindere dalla riorganizzazione alla radice le prestazioni e le modalità di fruizione dei servizi pubblici".

RICHIAMO ALLA COSTITUZIONE - "Il recupero di efficienza degli apparati pubblici - ha aggiunto Laterza - non può essere disgiunto da una maggiore partecipazione dei cittadini ai costi di alcuni servizi, che richiederà una contestuale rigorosa articolazione tariffaria, che realizzi il precetto costituzionale (articolo 53) della concorrenza alle spese pubbliche in ragione della diversa capacità contributiva".

COSTI DELLA POLITICA - Martino Colella è passato poi all'analisi del costo della politica, in forte calo, "ma è necessario continuare a tagliare la spesa pubblica improduttiva. Già da qualche anno - ha detto - si è dato l'avvio, grazie a vari provvedimenti legislativi, a un non indifferenze ridimensionamento dei costi della politica. Tali previsioni - ha sottolineato Colella - vanno concretamente attuate e incrementate, in aree in cui non vengano in rilievo i cosiddetti costi della democrazia ma solo duplicazioni, appesantimenti di strutture burocratiche serventi a quelle rappresentative o privilegi ingiustificati. In definitiva - ha aggiunto il procuratore - un deciso intervento su tutta la spesa pubblica improduttiva potrà consentire quella riduzione e il riequilibrio della pressione fiscale, a livello statale e locale, di cui da più parti si reclama la necessità".

ANCORA NIENTE CRESCITA - Quanto alla crescita economica del "sistema Paese", le prospettive - ha spiegato Enrica Laterza - "sono ancora molto lontane dai ritmi del passato. In una prospettiva contrassegnata da una crescita economica ancora molto lontana dai ritmi del passato, il necessario contributo ancora atteso dalla riduzione della spesa pubblica, pur perseguendo ancora la via di ulteriori recuperi di efficienza, non può eludere la scelta di fondo di porre limiti alla prestazione di alcuni servizi pubblici in una condizione di permanente, se non anche crescente, squilibrio tra costi e ricavi".

Si parla di
Sullo stesso argomento

In Evidenza

Potrebbe interessarti

Corte dei Conti, "i cittadini devono pagare di più per i servizi"

Today è in caricamento