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Lunedì, 3 Ottobre 2022
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Cosa vogliono fare i partiti per le tasse: tutte le misure

Le intenzioni dei partiti politici sulle tasse: tutte le proposte dai programmi elettorali

Le tasse sono tra i temi più discussi e affrontati durante la campagna elettorale e anche in questa tornata elettorale in vista delle prossime elezioni del 25 settembre, tutti i partiti politici ne parlano nei loro programmi: flat tax, pace fiscale, taglio del cuneo, patrimoniale, cashback fiscale e altro: vediamo tutte le misure proposte dai partiti e contenute nelle loro linee programmatiche in casi di vittoria alle elezioni.

Patrimoniale sì, patrimoniale no

Tassare i più ricchi per dare una dote ai giovani. Enrico Letta, segretario del Partito democratico ha proposto di istituire un fondo per i diciottenni, tramite una "patrimoniale per i plurimilionari". L'incentivo sarebbe da finanziare con l'aumento della tassa di successione per i patrimoni dei "super ricchi".

In realtà la proposta non è nuova. In un documento presentato dal Pd nel 2021 era contenuta anche l'ipotesi di istituire una "dote di autonomia" di 10mila euro, da attribuire ai 18enni "provenienti da famiglie a reddito basso e medio e vincolata al finanziamento di spese per formazione e istruzione, lavoro e imprenditorialità, casa e alloggio". "Un aiuto concreto per studio, lavoro e casa, ma per essere seri non va finanziata a debito (lo ripagherebbero loro), ma chiedendo all'1% più ricco del Paese di pagarla con la tassa di successione", si diceva nel 2021.

Ora, Letta non ha menzionato i diecimila euro ma ha confermato l'intenzione del suo partito di riproporre l'istituzione della dote. "Noi la porteremo avanti e sarà finanziata con la tassa di successione per i patrimoni plurimilionari, è giusto che uno che ha un patrimonio così lasci qualcosa alla società. Se viene ridato ai giovani attanagliati dalla precarietà, questo è il senso di generazioni che si aiutano", aveva detto il segretario del Pd.

Si possono tassare "i ricchi" per dare 10mila euro a ogni diciottenne?

Contro la misura si è scagliato convinto tutto il centrodestra: il leader della Lega aveva commentato in un tweet: "Chi sceglie il Pd sceglie più tasse, chi sceglie la Lega sceglie la flat tax al 15% e la pace fiscale. Chi non sceglie, poi non si lamenti!", aveva scritto postando un'immagine con la didascalia "Letta rispolvera il grande classico della sinistra, la patrimoniale". 

Anche Giuseppe Conte presidente del Movimento 5 Stelle aveva osteggiato la proposta di Letta: "Il problema dei giovani non lo risolvi tassando i super ricchi e offrendo una dote ai 18enni. E chi ha compiuto dai 19 anni in su? I giovani non vogliono una dote, vogliono la speranza per il proprio futuro, vogliono un'opportunità concreta di lavoro, non il lavoro precario di un giorno o una settimana", aveva detto Conte, a cui ha fatto eco Carlo Calenda, leader di Azione: "Ai 18enni non serve una dote ma un'istruzione di qualità e meno tasse sul lavoro", il suo commento.

Flat tax, la tassa piatta

La flat tax è un cavallo di battaglia delle ultime campagne elettorali del centrodestra. La tassa piatta proposta dal centrodestra avrebbe come obiettivo principale quello di passare dai quattro scaglioni Irpef attualmente in vigore ad un’aliquota fissa per tutti i redditi (con passaggi graduali nel tempo).

Nel programma elettorale non sono specificate le aliquote, ma sappiamo che Forza Italia ha proposto il 23%, mentre la Lega il 15%. Si parla però esplicitamente di “estensione della flat tax per le partite Iva fino a 100.000 euro di fatturato” e, come richiesto da FdI, di "flat tax su incremento di reddito rispetto alle annualità precedenti". Nell'attuale sistema fiscale la flat tax è al 15% ma solo per le partite Iva con reddito fino a 65mila euro.

Il ritorno del baraccone tassapiattista

La pace fiscale e il cashback

Un'altra proposta del centrodestra riguarda la così detta pace fiscale: il leader della Lega Matteo Salvini aveva proposto di "fare un concordato definitivo, un accordo definitivo fra cittadini e fisco rottamando quelle cartelle" definendolo "un atto di giustizia sociale". 

Come una tantum, l’incasso non sarebbe però utilizzabile a copertura dell’estensione della flat tax che richiederebbe invece entrate strutturali. Anche il Movimento 5 Stelle ha parlato di "definizione agevolata dei debiti iscritti a ruolo, con rateizzazione sino a 120 euro", respingendo però l’idea di un condono e, al contempo, che le detrazioni siano accreditate man mano direttamente sul conto corrente. 

Il taglio del cuneo fiscale

Sulla scia del decreto Aiuti-bis, che ha aumentato di un punto percentuale la decontribuzione per alcune fasce di reddito, l’obiettivo del Partito Democratico è quello di contrastare gli effetti dell’inflazione con un un taglio delle tasse sul lavoro, agendo sui contributi previdenziali. Anche nel programma di Azione si propone una detassazione proporzionale all’età, eliminando le tasse per chi ha tra i 18 e i 25 anni di età.

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