Domenica, 17 Ottobre 2021
Economia

La decisione di Crai e le polemiche sulle mascherine a 50 centesimi

L'azienda ritira i dispositivi dal mercato: "Non possiamo venderli ad un prezzo inferiore al loro prezzo di acquisto"

Dopo la decisione del commissario all'emergenza Arcuri, con tanto di ordinanza, di fissare a 50 centesimi il prezzo delle mascherine, il Gruppo Crai (al quale fanno capo le insegne Crai, Pellicano, Caddy’s, IperSoap,  Risparmio Casa e altre) ha annunciato che "si vede costretto a ritirare dalla vendita, dai negozi del Gruppo, le mascherine chirurgiche" a causa del prezzo imposto. "Siamo nell’impossibilità - si legge nella nota - di vendere le mascherine ad un prezzo inferiore al loro costo di acquisto. Confidiamo che il governo voglia risolvere al più presto tale situazione in modo da consentirci di riprendere la vendita delle mascherine in questione".

Una presa di posizione che ha fatto (e sta facendo) molto discuetere. Arcuri non ha voluto commentare la decisione del Gruppo. "Questa azienda non ha fatto un contratto con il commissario straordinario, non deve rivolgere a me la domanda" ha detto - lo riferisce l'ANSA - in  in video audizione alle Commissioni Finanze e Attività.

Ma come stanno le cose sulle mascherine? Per abbassare il prezzo di costo Arcuri ha  stretto un accordo con cinque aziende italiane (di cui tre lombarde, una siciliana e una del Veneto) per la vendita di 660 milioni di unità al prezzo medio di 38 centesimi (senza Iva). Nei prossimi giorni dovrebbe inoltre essere siglato un accordo con diverse assciazioni che rappresentano i farmacisti, "per garantire la fornitura a farmacie e parafarmacie delle mascherine chirurgiche necessarie alla tutela della popolazione", si legge in una nota firmata da Federazione degli Ordini dei farmacisti, Federfarma e Assofarm. Alle farmacie che hanno già comprato le mascherine ad un prezzo superiore a 50 centesimi, verrà offerto un ristoro "ed assicurate forniture aggiuntive tali da riportare la spesa sostenuta". 

Zaia: "In Veneto mascherine a 1 euro, così il governo non aiuta le aziende"

Molte le critiche. Secondo il governatore del Veneto Luca Zaia, "se il Governo fissa a 50 centesimi il prezzo per una mascherina tutta la produzione nazionale sparisce, perché quello è il prezzo alla produzione delle mascherine italiane. Noi per equilibrare il mercato abbiamo comprato mascherine chirurgiche fatte in Veneto e il prezzo era a un euro. Bisogna dare un aiuto alle imprese nazionali per permettere loro di stare sul mercato".

"Il governo ci ha chiesto di produrre mascherine e ora ci mette fuori mercato"

Il Sole 24 Ore ha intervistato la titolare di un’azienda di abbigliamento di Empoli (Firenze) che si è in parte riconvertita alla produzione di mascherine di stoffa. Per realizzare un dispositivo “cucito”, sostiene l’imprenditrice, il prezzo di 50 centesimi è impossibile da praticare. “Ci hanno chiesto di riconvertirci alla produzione di mascherine quando c’era necessità e il Paese aveva grande bisogno, lo abbiamo fatto senza pensarci troppo per aiutare la collettività, e adesso che questa attività potrebbe servire ad integrare il nostro fatturato, in forte contrazione quest’anno, il Governo impone prezzi di vendita che ci mettono fuori mercato?".

Le mascherine di stoffa potranno continuare ad essere vendute anche a prezzi superiori, "ma ora - si chiede la titolare - chi le comprerà a 70-80 centesimi l’una"? Insomma, le polemiche non mancano. Sui social e fuori.

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