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Sabato, 20 Aprile 2024
dubbi e timori

Giorgetti rassicura su Credit Suisse ma analisti e investitori sono preoccupati: la situazione

Il salvataggio di Credit Suisse agita i mercati per un potenziale rischio "contagio" in Italia e in Europa, ma il ministro Giorgetti è tranquillo. Le ultime notizie e sviluppi

Il settore bancario mondiale rimane sotto stress: dopo la bancarotta dell'istituto americano Silicon Valley Bank (Svb), l'acquisizione di Credit Suisse da parte della rivale Ubs movimenta i mercati. In Italia, il timore è sempre quello del "contagio", a causa di potenziali legami finanziari che potrebbero esserci tra banche italiane e altre all'estero. Tuttavia, il ministro dell'Economia Giancarlo Giorgetti continua a rassicurare sulle conseguenze per l'Italia, pur esternando dubbi sull'ordine di priorità nel salvataggio della banca svizzera. Anche gli analisti hanno delle remore e gli investitori sono preoccupati. 

Il salvataggio di Credit Suisse a prezzi stracciati

Dopo intense trattative, il più grande gruppo bancario svizzero Ubs ha accettato di acquistare Credit Suisse per una cifra irrisoria, con importanti garanzie da parte del governo di Berna: 3 miliardi di franchi svizzeri - circa 3,02 miliardi di euro -, pagabili in azioni Ubs,  Alla chiusura delle contrattazioni del venerdì, Ubs valeva quasi tre volte tanto.

Le azioni di Credit Suisse hanno risposto scendendo al di sotto del prezzo dell'offerta di Ubs, crollando inizialmente di oltre il 62 per cento prima di risalire al di sopra del prezzo dell'offerta. Le azioni di Ubs hanno perso fino al 15 per cento del loro valore prima di riprendersi. L'acquisizione di Credit Suisse da parte di Ubs comporterà anche la perdita di 16 miliardi di franchi svizzeri per i detentori di obbligazioni subprime.

Banche e la strada dell'inferno

Le istitutizoni stanno mettendo in campo tutti gli strumenti necessari a rassicurare i mercati. La Banca centrale europea insieme ad Eba e al Meccanismo europeo di risoluzione bancaria (Srb) ha ribadito anche oggi che il sistema bancario dell'eurozona è "resiliente, con solidi livelli di capitale e liquidita'". Parole simili sono state espresse dall'Autorità di vigilanza bancaria tedesca, la Bafin, mentre il governatore della Banca di Francia, Francois Villeroy de Galhau, ha garantito che le banche francesi hanno forti riserve di liquidità e di capitale e sono "molto solide.

Lo scetticismo degli analisti

Gli investitori non sono tranquilli. In Europa, l'indice settoriale Stoxx Europe 600/Banks era in calo del 2 per cento a fine mattinata: i mercati azionari europei non sono stati rassicurati neppure dalle azioni intraprese dalle banche centrali per migliorare l'accesso alla liquidità, una misura eccezionale per ripristinare la fiducia nel sistema finanziario.

Probabilmente il matrimonio Ubs-Credit Suisse - in tempi rapidi e con trattative al minimo - era l'unica soluzione possibile per dare stabilità al sistema finanziario svizzero (e, di conseguenza, europeo). Ma le formule adottate sono state accolte con un certo scetticismo dagli analisti del settore, senza contare la critica implicita formulata da Vigilanza Bce, Eba e Srb nella nota in cui ricordano che nell'Unione Europea le eventuali perdite continueranno a ricadere 'prima' sugli azionisti e poi sugli obbligazionisti (mentre a berna si è scelto il percorso contrario).

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Secondo gli analisti della canadese Rbc, peraltro, il matrimonio con Credit Suisse non è la "prima scelta" che Ubs avrebbe fatto mentre da Vontobel si sottolinea come sulla carta, i tre miliardi per l'acquisizione sono una cifra piuttosto bassa visto che poche settimane fa il valore di Credit Suisse era diverse volte più alto. Allo stesso tempo però - continua l'analista Andreas Venditti - l'operazione "cambia sostanzialmente la struttura degli investimenti di UBS e le questioni che al momento toccano il settore bancario globale non sono ancora chiuse". Secondo la Banca cantonale di Zurigo (Zkb), "i potenziali vantaggi sembrano comunque superare gli svantaggi per Ubs" ma questo però "solamente se si riuscirà a ricostruire la fiducia", cosa che secondo gli esperti probabilmente avverrà.

Altri economisti sottolineano le numerose questioni in sospeso. Il vero valore dell'operazione è difficile da giudicare, secondo l'americana Jefferies, anche perché Credit Suisse al momento registra forti perdite. A detta della banca d'investimenti Usa Kbw, sul lungo termine l'affare sarà positivo, ma bisognerà aspettare un po' prima che l'operazione smetta di fare troppo rumore. Per gli esperti di Capital Economics, l'esperienza con questo tipo di "matrimoni forzati" è piuttosto eterogenea: esistono esempi positivi, ma anche casi con esiti decisamente negativi.

I timori per gli investitori

Sullo sfondo, tuttavia, la vera questione è l'impatto sugli investitori dalla decisione del regolatore svizzero Finma di cancellare al 100 per cento le obbligazioni AT1 di Credit Suisse - che fanno parte della categoria ribattezzata CoCo bond - mentre il titolo registra forti perdite ma resta ancora 'liquido'. In genere, le obbligazioni AT1 dovrebbero essere al di sopra del patrimonio netto nella gerarchia del debito.

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Secondo Neil Wilson, capo analista dei mercati di Markets.com, questo "sfacciato" ribaltamento delle gerarichie delle perdite avrà conseguenze sulla fiducia dei mercati in questo tipo di strumenti. Anche per Charles-Henry Monchau, chief investment officer di Syz Bank, potrebbero esserci "ricadute" sui mercati del credito globali per questo "sviluppo interessante, dato che anche gli obbligazionisti non garantiti di solito si collocano al di sopra degli azionisti nella struttura del capitale". Il fatto che "i detentori di azioni ottengano 'qualcosa' e i detentori di CoCo bond non ottengano 'niente' solleva seri interrogativi sul valore reale" di queste obbligazioni.

Giorgetti rassicura: "Impatto insignificante"

"Mi sembra che adesso i mercati si siano un attimo calmati. Credo che la situazione in Europa sia sotto controllo", ha detto il ministro dell'Economia, Giancarlo Giorgetti, sul salvataggio di Credit Suisse, a margine di un evento di Intesa Sanpaolo a Milano. "Siamo in costante contatto con le autorità di regolazione e soprattutto per il sistema bancario italiano siamo tranquilli. La modalità seguita e l'ordine di priorità di garanzia tra azionisti e obbligazionisti ha sorpreso però le autorità europee, che hanno ribadito gli ordini di priorita. Ma non vado a sindacare su quello che fanno gli altri", ha poi aggiunto a chi gli chiedeva un commento sul ruolo rivestito dalla Banca centrale svizzera.

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Sull'aumento dei tassi di interesse, Giorgetti ha detto che "Va calibrato con molta attenzione, perché aumentare i tassi di interesse è utile per domare l'inflazione ma può causare qualche problema alla stabilità finanziaria". Per Giorgetti, dunque, l'impatto dei problemi di Credit Suisse in Italia è da considerare "Insignificante. Riteniamo che le ripercussioni per il sistema bancario italiano siano insignificanti", ha rassicurato il ministro dell'Economia.

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