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Domenica, 21 Aprile 2024
Venerdì nero

Che cosa succede alle banche e cosa rischia l'Italia

Panico in borsa dopo che Pfandbriefbank e Aareal Bank hanno deciso di non rimborsare i bond AT1. Deutsche Bank a picco -6,75%

Venerdì nero per le borse europee, con gli operatori preoccupati per una possibile crisi del settore dopo il matrimonio forzato tra Credit Suisse e Ubs. Il comparto bancario europeo è sotto stress da quando il governo svizzero ha deciso di bruciare 16 miliardi di bond AT1 di Credit Suisse, scombussolando la gerarchia dell’eurozona secondo la quale le azioni vengono annullate prima delle obbligazioni (in teoria, infatti, gli AT1 sono al di sopra delle azioni nel livello di liquidazione).

Le obbligazioni AT1 (Additional Tier One) sono uno strumento nato dopo la crisi finanziaria del 2008 per rendere più solide le banche europee. Sono strumenti di debito finanziario emessi dalle banche per assorbire le perdite senza incidere sull'operatività dell'emittente. Cosa vuol dire? Che quando la banca ha problemi di solvibilità e il suo coefficiente patrimoniale CET1 scende sotto una certa soglia, le obbligazioni vengono convertite in azioni bancarie.

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Banche europee ancora sotto pressione

A peggiorare la situazione, già piuttosto tesa, è arrivata la mossa della Pfandbriefbank e della Aareal Bank, banche che finanziano progetti immobiliari e di infrastrutture. I due istituti di credito tedeschi hanno annunciato che non rimborseranno i titoli AT1 che avevano l’opzione 'call' a breve (per semplificare diciamo una specie di scadenza), decidendo di pagare agli investitori tassi più alti piuttosto che liquidare l’investimento. Per il bond emesso da Deutsche Pfandbriefbank la cedola passa dal 5,75% all'8,42%. Una mossa lecita ma considerata scorretta dal mercato, piuttosto rara visto che va a minare il rapporto di fiducia tra emittenti e investitori.

Perché lo hanno fatto? Perché le due banche non hanno voluto restare senza titoli in pancia e perché se avessero rimborsato i bond avrebbero dovuto emetterne di nuovi a tassi molto più alti. La decisione di Deutsche Pfandbriefbank è stata presa dopo una "valutazione attenta di vari fattori, incluse le condizioni di mercato e i costi economici", si legge in una nota. Gli operatori, però, mettono in dubbio la capacità del settore di ripagare il debito subordinato e così il comparto crolla sui mercati finanziari, facendo registrare un altro venerdì nero. Da segnalare però che alcuni investitori, preoccupati dalla situazione piuttosto incerta, preferiscono non mantenere le posizioni durante il fine settimana e così vendono per poi ricomprare eventualmente lunedì.

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Pioggia di vendite su Deutsche Bank 

Oggi è il terzo giorno di perdite per Deutsche Bank. Le su azioni sono scese del 12% arrivando a perdere un quinto del loro valore in un mese, per poi recuperare dai minimi e chiudere con un -6,75%. Il costo dei suoi credit default swap (CDS) a 5 anni (derivati che danno la possibilità di coprirsi da un'eventuale insolvenza sul debito obbligazionario), invece, è balzato sui massimi degli ultimi quattro anni. La banca tedesca ha subito una ristrutturazione come Credit Suisse ma a differenza di quest'ultima è tornata alla redditività negli ultimi trimestri. Il cancelliere tedesco Olaf Scholz  assicura che la "banca è molto redditizia" e che "non c'è motivo di preoccuparsi" mentre la presidente della Bce Christine Lagarde ha ribadito ai capi di Stato e di governo riuniti nell'Eurosummit che il sistema bancario europeo è solido e che la banca centrale europea è in grado di fornire liquidità se necessario. La Lagarde ha deciso però di disertare la conferenza stampa dei presidenti della Ue Michel e della Commissione von der Leyen, segnale considerato da alcuni operatori come da interpretare. Gli investitori sono sempre più preoccupati dal rischio contagio, considerando che Deutsche Bank è considerata una delle maggiori banche internazionali e vanta una forte presenza nelle principali città europee, Italia compresa.

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