Venerdì, 5 Marzo 2021

Bar e ristoranti, ripartenza timida e fatturato giù del 40 per cento: il futuro è un'incognita

Dopo 2 mesi dalla riapertura la situazione dei pubblici esercizi italiani resta grave a causa di una ripartenza troppo lenta. I numeri della Fipe confermano che siamo ancora lontani dalla fine di una crisi senza precedenti: "Quanto può resistere così una azienda?"

Bar e ristoranti con pochi clienti nel cuore di Roma a luglio 2020(foto Ansa)

Così non va, nuvoloni neri su tutto il settore. Dopo 2 mesi dalla riapertura la situazione dei pubblici esercizi italiani resta grave a causa di una ripartenza troppo lenta. Nonostante i fatturati siano in leggero recupero si registrano perdite ancora del 40 per cento, con effetti pesanti sulle prospettive e la sostenibilità economica delle aziende, che incidono sullo stato di fiducia degli imprenditori che non vedono a breve la possibilità di un ritorno alla normalità. Questo è quanto emerge dalla consueta analisi condotta dal Centro Studi di Fipe-Confcommercio, la Federazione Italiana dei Pubblici Esercizi.

Risultati deludenti che ci dicono invece come il passare del tempo senza una vera ripresa rischia di cancellare l’entusiasmo che pure si era manifestato tra le imprese subito dopo il periodo di lockdown. I numeri, purtroppo, confermano che siamo ancora lontani dalla fine di una crisi senza precedenti.

Il calo medio del fatturato passa dal 50,3 per cento del primo mese di apertura a 41,1 per cento del secondo, pur essendo un segnale positivo non è sufficiente a sostenere le imprese. Diminuisce infatti rispetto al mese scorso la percentuale chi dà una valutazione positiva sull’andamento dell’attività. Se nel primo mese di attività il giudizio positivo era dato dal 22,2 per cento delle imprese, queste scendono al 18,1 per cento nel secondo mese. Ad essere soddisfatti di aver riaperto sono in totale poco più di 6 imprenditori su 10, circa il 61 per cento, mentre sale la percentuale di chi ritiene che non riuscirà a tornare ai livelli delle attività pre-covid (68 per cento), segno di un sentiment di forte preoccupazione nei confronti del futuro. L'indagine è stata effettuata su un campione di 340 imprese (principalmente micro) del mondo della ristorazione e del tempo libero. 

1-74-26

“Ancora molte ombre e troppe poche luci a due mesi dalla riapertura dei pubblici esercizi. Il calo dei fatturati è ancora pesante e con questi numeri la situazione si fa sempre più insostenibile! - dichiara Lino Enrico Stoppani, Presidente di Fipe-Confcommercio - Le cause di una ripartenza drammaticamente lenta sono da ricercare certamente nella riduzione dei flussi turistici nazionali ed esteri, ma non solo. Il calo dei consumi è dovuto anche alla chiusura degli uffici e alla conseguente assenza dei lavoratori dal centro delle città e dai quartieri direzionali. Da questo punto di vista allentare il ricorso allo smart working potrebbe ridare slancio a molte attività. La nostra federazione continua a proporre soluzioni, come il rafforzamento degli indennizzi a fondo perduto, la proroga degli ammortizzatori sociali, il credito di imposta sui canoni di locazione e la riduzione dell’aliquota IVA. Interventi che, a nostro avviso, potrebbero essere importanti per dare una spinta alla ripresa. Speriamo che i nostri appelli non siano vani e che le Istituzioni ci diano ascolto”. 

La domanda da porsi secondo la Fipe a questo punto è: quanto può resistere una azienda che fattura il 41 per cento in meno?

2-10-55

Si tratta di timori e preoccupazioni da ascoltare con attenzione massima. La Fipe, Federazione Italiana Pubblici Esercizi, è l’associazione leader nel settore della ristorazione, dell’intrattenimento e del turismo, nel quale operano più di 300 mila aziende. Rappresenta e assiste bar, ristoranti, pizzeria, gelaterie, pasticcerie, discoteche, stabilimenti balneari, ma anche mense, ristorazione multilocalizzata, emettitori buoni pasto e casinò. Conta circa 1 milione di addetti e un valore aggiunto di oltre 40 miliardi di euro.

Secondo i dati Fipe, solo 4 locali su 10 impiegano oggi come oggi lo stesso personale di prima dell'emergenza coronavirus: più del 18 per cento degli esercizi danno lavoro a meno della metà del personale rispetto a prima. Il quadro non è incoraggiante, inutile nasconderlo.

3-7-25

Si parla di
Sullo stesso argomento

In Evidenza

Potrebbe interessarti

Bar e ristoranti, ripartenza timida e fatturato giù del 40 per cento: il futuro è un'incognita

Today è in caricamento