Giovedì, 24 Giugno 2021
Economia

E' di nuovo crisi, l'Italia frena: l'Istat affossa il jobs act

L'Istituto di statistica rivede in negativo l'economia italiana: "Cresce poco e rallenterà a breve, calano gli ordini, consumi unico motore del Pil"

Inflazione negativa e rallentamento dell'economia: uno scenario a tinte fosche che emerge dall'indicatore composito dell'Istat rivelato dall'Istituto nazionale di statistica nella sua nota mensile. Gli ultimi dati provenienti dal mercato del lavoro rilevano come la crisi economica sia tutt'altro che passata e come il Sistema Italia sia in realtà ancora molto fragile. 

L'Istat sottolinea come l'economia italiana continui a crescere con un ritmo moderato, ma che a breve termine questa tendenza andrà ad affievolirsi fino a fermarsi. Il motivo sta nella natura dell'economia del Bel Paese con una crescita caratterizzata dal "consolidamento del contributo positivo della domanda interna alla crescita del Pil": il principale motore della crescita è infatti costituito solo dai consumi ai quali si accompagna anche un miglioramento degli investimenti. "In presenza di alcuni segnali di debolezza delle attese delle imprese e degli ordinativi della manifattura - spiega l'Istat - l'indicatore composito anticipatore dell'economia italiana ha segnato un'ulteriore discesa".

DAL JOBS ACT EFFETTI MINIMI -  Il mercato del lavoro mostra un andamento articolato nelle sue componenti con tassi di crescita di pochi decimali, mentre la disoccupazione è tornata a galoppare. Ad aprile l'aumento degli occupati ha riguardato gli uomini (+0,3% su base congiunturale) sia, in misura minore, le donne (+0,1%. La crescita ha coinvolto i dipendenti a carattere permanente (+0,2%, 35 mila occupati in più), a fronte di una sostanziale stabilità di quelli a termine e ha riguardato anche gli indipendenti (+0,3%). Nello stesso mese, il tasso di disoccupazione ha ripreso ad aumentare (11,7%, un decimo in più rispetto a marzo), come effetto dell'evoluzione della componente femminile: il tasso di disoccupazione delle donne è infatti cresciuto di cinque decimi di punto rispetto a marzo, toccando quota 12,8%. Tale andamento è legato alla crescita del numero di donne in cerca di occupazione (+4,2% in un mese) in corrispondenza di un calo delle inattive (-0,8%) che riflette, presumibilmente, un aumento dell'intensità nella ricerca di lavoro. Contemporaneamente, il tasso di disoccupazione maschile ha proseguito la discesa, raggiungendo ad aprile il 10,8%, un decimo di punto in meno rispetto al mese precedente.

renzi e padoan-2

"DA EDILIZIA LA RIPRESA" REPLICA PADOAN - "C'e' un indebolimento delle aspettative ma attendiamo i dati definitivi, continuo ad essere fiducioso". commenta il ministro dell'Economia, Pier Carlo Padoan. Il settore edilizio "e' un volano di crescita estremamente potente". E' quanto ha sottolineato il ministro dell'Economia, Pier Carlo Padoan, concludendo i lavori del seminario 'Fare casa' al Mef. Il settore edilizio nel suo insieme "ha anche una dimensione economica, garantisce stabilità, ed ha una dimensione finanziaria perche' in Italia la casa e' una delle principali, se non la principale, fonte di risparmio". Secondo il ministro, "se il mercato delle abitazioni da' segnali di vitalita' e vede la partecipazione delle giovani coppie che intendono acquistare una casa o intraprendere un'attivita' economica vuol dire che le aspettative stanno migliorando. Ritengo che ci sia un forte legame tra le decisioni di spesa nel settore edilizio e le prospettive di occupazione".

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