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Domenica, 14 Aprile 2024
Terremoto occupazionale

"A rischio 40mila posti di lavoro": che cosa sta succedendo a Tim

In bilico non solo l'amministratore delegato Luigi Gubitosi ma anche il piano industriale: sotto accusa l'investimento nel calcio con Dazn

Ultim'ora: Tim agli americani di Kkr? La svolta dopo la crisi dei conti del gruppo telefonico

Venerdì 26 novembre si svolgerà un nuovo consiglio di amministrazione straordinario di Tim, un seguito della riunione dell'11 novembre convocata su richiesta in particolare dei rappresentanti di Vivendi per fare il punto sulle strategie industriali. I soci sarebbero scontenti per i risultati della gestione dell'ad, Luigi Gubitosi. Secondo quanto si apprende undici consiglieri avrebbero firmato una lettera prospettando una possibile sfiducia. In particolare l'investimento nel calcio con Dazn non avrebbe dato i frutti sperati e dopo due profit warning in 4 mesi le agenzie di rating avrebbero messo in discussione la tenuta del gruppo telefonico. 

Una situazione che apre un inquietante scenario occupazionale. "Un'azienda di 40 mila persone che non ha chiaro che cosa succede il giorno dopo non è un dettaglio da poco per il nostro Paese e rischia di non avere tenuta occupazionale né integrità del perimetro aziendale" ha detto Fabrizio Solari segretario della Slc-Cgil. "La scelta obbligata per il futuro di Tim - afferma Solari- era all'interno di una scelta di politica industriale che il passato governo aveva in qualche modo avallato - con lettere di intenti fra Cdp, Tim e Open Fiber nell'agosto del 2020 - e quindi, di lì in avanti, l'azienda si era predisposta ad una soluzione che era stata individuata e che corrispondeva a due parametri principali: quello di rispondere ad un programma del Paese, cioè dotarci di una rete di nuova generazione in grado di soddisfare tutte le esigenze del Paese, e l'altro aspetto era di trovare una sistemazione anche dal punto di vista industriale ai 40mila dipendenti di Tim."

De Petris (LeU): "A rischio 40mila posti di lavoro"

A puntare l'attenzione sul terremoto occupazionale è la la capogruppo di LeU al Senato, Loredana De Petris. "Dopo la lettera firmata da 11 componenti del cda Tim che suona come preannuncio di sfiducia nei confronti dell'ad Gubitosi e il downgrade del debito Tim da parte di Standard&Poor, si prospetta una situazione molto allarmante per quanto riguarda sia la tenuta dell'azienda, sia quella dell'occupazione" afferma  De Petris. "L'abbandono dell'attuale Piano industriale metterebbe infatti a rischio 40mila posti di lavoro",

"Un nuovo Piano industriale che prevedesse lo spezzettamento della rete renderebbe ancora più grave e forse irreversibile il ritardo digitale della principale azienda italiana nel settore e metterebbe in pericolo decine di migliaia di posti di lavoro. Ci aspettiamo quindi che prima del prossimo cda convocato per venerdì 26 dicembre il governo si faccia sentire con una parola chiara e rassicurante per la sorta sia di un'azienda strategica per il Paese che dei lavoratori", conclude De Petris.

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